• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00244 in occasione della riunione del Consiglio europeo straordinario che avrà luogo a Bruxelles il prossimo 29 aprile in cui i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri avvieranno i...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00244 presentata da CARLO MARTELLI
giovedì 27 aprile 2017, seduta n.813

Il Senato,
in occasione della riunione del Consiglio europeo straordinario che avrà luogo a Bruxelles il prossimo 29 aprile in cui i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri avvieranno i negoziati per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, in attesa delle elezioni anticipate britanniche fissate per il prossimo 8 giugno;
premesso che:
in data 29 marzo 2017 il Primo Ministro britannico, Theresa May, ha fatto pervenire al Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk una lettera, nella quale, richiamando gli esiti del referendum del 23 giugno 2016 e la successiva approvazione parlamentare, è stata notificata la volontà del Regno Unito di recedere dall'Unione europea, in accordo con quanto previsto dall'articolo 50, paragrafo 2, del TUE;
il presidente Donald Tusk ha immediatamente convocato una riunione straordinaria del Consiglio europeo al fine di avviare l'iter per determinare le linee guida per il negoziato con la Gran Bretagna;
nella lettera del Primo Ministro May si sottolinea come il Regno Unito auspichi di poter instaurare "un partenariato speciale e approfondito" con l'Unione europea e come "sia nell'interesse del Regno Unito e dell'Unione europea utilizzare il processo negoziale per conseguire tale obiettivo nel modo più corretto e ordinato, riducendo al massimo le difficoltà e i disagi per ambo le parti";
il Regno Unito ha espresso la volontà di "concordare con l'Unione europea un partenariato speciale e approfondito, che includa forme di cooperazione tanto economica, quanto nel settore della sicurezza nella lotta contro il crimine organizzato e il terrorismo";
particolare attenzione è posta ai diritti dei cittadini britannici che attualmente vivono in altri Stati membri e viceversa: "Ci sono molti cittadini degli altri Stati membri che vivono nel Regno Unito, e cittadini del Regno Unito che vivono in altre parti dell'Unione europea, e dovremmo concludere un accordo preliminare che tuteli i loro diritti", si legge nel testo della missiva;
un aspetto questo che tocca da vicino l'Italia e i suoi cittadini: secondo i dati diffusi dall'Istituto di statistica del Regno Unito, tra il 2014 e il 2015 i connazionali italiani giunti a Londra in cerca di lavoro sono stati 57.600 con un incremento del 37 per cento rispetto all'anno precedente. Gli italiani presenti a Londra sono secondi solamente ai cittadini polacchi ed è necessario garantire loro certezze giuridiche sul loro status in Gran Bretagna;
oltre ai lavoratori, non bisogna trascurare la condizione degli studenti e dei ricercatori italiani nel Regno Unito: per gli italiani studiare in Inghilterra potrebbe diventare più costoso, infatti fino ad oggi i cittadini europei hanno pagato una retta annuale per l'università di 9.000 sterline (12.000 euro), la stessa che pagano i britannici, mentre per gli "studenti internazionali" (cioè quelli non-Ue) la retta è più alta, e varia dalle 14.000 alle 19.000 sterline (dai 16.000 ai 22.000 euro). C'è quindi il rischio di un aumento delle rette universitarie per gli europei se dovessero venire trattati come gli extra-Ue. Non solo: potrebbero essere svantaggiati anche i ricercatori italiani (e i ricercatori in genere), infatti in Inghilterra i fondi per la ricerca vengono finanziati dall'Unione europea;
considerato, inoltre, che:
a seguito della lettera del Primo Ministro Theresa May, il Consiglio europeo ha diffuso una dichiarazione in cui si legge che "per l'Unione europea il primo passo da compiere sarà l'adozione, da parte del Consiglio europeo, delle linee guida per i negoziati. Tali orientamenti - recita il testo - definiranno i principi e le posizioni generali su cui si baseranno i negoziati che l'Unione, rappresentata dalla Commissione europea condurrà con il Regno Unito";
"In tali negoziati l'Unione agirà in modo unitario e salvaguarderà i suoi interessi. La nostra prima priorità sarà ridurre al minimo l'incertezza che la decisione del Regno Unito comporta per i nostri cittadini, imprese e Stati membri. Pertanto, ci concentreremo anzitutto sull'insieme delle modalità essenziali per un recesso ordinato. Affronteremo delle trattative - conclude la dichiarazione - in modo costruttivo adoperandoci per trovare un accordo. Ci auguriamo che in futuro il Regno Unito resti un partner stretto";
lo scorso 5 aprile il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che stabilisce i principi e le condizioni per l'approvazione dell'accordo di uscita del Regno Unito, che dovrà avere l'approvazione parlamentare; gli europarlamentari hanno sottolineato l'importanza di garantire un trattamento equo e paritario ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito e ai cittadini britannici che vivono nell'UE, evidenziando che il Regno Unito rimarrà un membro UE fino alla sua uscita ufficiale e che ciò comporta diritti, ma anche obblighi, come gli impegni finanziari che potranno protrarsi al di là della data di uscita e il divieto per la Gran Bretagna di stipulare accordi commerciali con Paesi terzi prima del completamento dei negoziati;
nella risoluzione si ribadisce l'indivisibilità delle quattro libertà del Mercato unico: la libera circolazione di beni, capitali, servizi e persone;
il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato a seguito della lettera del Primo Ministro Theresa May che "Negozieremo in modo fermo, aperto, onesto, saremo disponibili ad ascoltare le ragioni dell'altra parte, ma non saremo ingenui";
ritenuto che:
il Primo Ministro Theresa May nella sua lettera è stata chiara su un altro punto che coinvolge da vicino tutti i cittadini europei: "concordare con l'Unione europea un partenariato speciale e approfondito, che includa forme di cooperazione tanto economica, quanto nel settore della sicurezza. A tal fine, riteniamo necessario che i termini di tale partenariato siano stabiliti di pari passo con quelli del recesso. In termini di sicurezza, un mancato accordo comporterebbe un forte indebolimento della nostra cooperazione nella lotta contro il crimine organizzato e il terrorismo";
proprio gli aspetti legati al contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata transfrontaliera sono un nodo centrale nei negoziati sulla Brexit. Il procuratore generale della procura di Catanzaro, Nicola Gratteri, dalle colonne de "Il Sole 24 ore" ha lanciato l'allarme sul possibile indebolimento del contrasto al narcotraffico, riciclaggio, terrorismo e mafie che la Brexit potrebbe comportare, crimini transnazionali che richiedono una risposta coordinata;
la Brexit potrebbe rendere inutilizzabili, ad esempio, tutta una serie di strumenti e di principi di riconoscimento giuridico che oggi sono alla base della cooperazione che, per quanto non facile, ha consentito di conseguire un buon numero di successi, pur tenendo conto delle diversità tra l'ordinamento giuridico britannico e quello dell'Europa continentale;
il nodo sugli accordi in tema di sicurezza evocato come spauracchio da Theresa May è fondamentale per salvare alcuni strumenti di indagine, come il mandato di arresto europeo per scongiurare il ritorno a lunghi e complicati processi di estradizione; stesso discorso vale per l'accesso delle autorità londinesi a EUROPOL ed EUROJUST;
la perdita di capacità di risposta, unita allo spazio temporale necessario per le negoziazioni di nuovi accordi bilaterali, potrebbe costituire un vantaggio enorme per la criminalità di ogni genere e matrice. Il processo di uscita dall'UE della Gran Bretagna comporterà un indebolimento della capacità di cooperazione giudiziaria e di polizia, degli strumenti di interscambio informativo in materia finanziaria e fiscale, andando a creare un ambiente favorevole per le mafie creando scenari criminosi davvero pericolosi;
sono evidenti alcune differenze nei rispettivi ordinamenti penali e giuridici tra il Regno Unito e l'Europa continentale, come ad esempio la non obbligatorietà dell'azione penale, le priorità dell'azione investigativa imposte dall'Esecutivo e ancora le intercettazioni telefoniche non utilizzabili a fini processuali, la scarsa conoscenza del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata da parte delle autorità britanniche, il carattere di transnazionalità dei crimini finanziari, e ancora le marcate differenze di approccio da parte delle autorità britanniche e la facilità di penetrazione del sistema societario e finanziario del Regno Unito;
il tutto inquadrato in un contesto economico e finanziario che vede nella City un contesto che favorisce il proliferare di attività finanziarie illecite anche con capitali provenienti da Paesi stranieri, con facile collegamento con i paradisi fiscali e modalità estremamente semplificate per la creazione, gestione e controllo di società reali o fittizie;
i negoziati saranno sicuramente complicati, ma dovranno essere necessariamente equi e giusti per tutti. L'Unione europea non dovrà condurre una trattativa punitiva nei confronti dei cittadini britannici e ogni accordo dovrà essere raggiunto nel pieno rispetto del principio di reciprocità,
impegna il Governo:
- ad opporsi a ogni forma di messa in discussione della libera circolazione dei lavoratori, della parità di trattamento e di non discriminazione dei cittadini europei in qualsiasi stato essi decidano di stabilire i propri interessi lavorativi e personali;
- a garantire in modo paritetico la tutela degli interessi sia delle migliaia di cittadini italiani ed europei che lavorano stabilmente in Gran Bretagna, sia dei cittadini britannici residenti nella UE, poiché i loro diritti non devono essere messi in discussione;
- a garantire la tutela dei diritti degli studenti, ricercatori e professori italiani che attualmente si trovano in Gran Bretagna, e a garantire la possibilità di compimento delle loro attività in maniera sostenibile;
- a garantire che il Governo britannico onori gli impegni presi, inclusi quelli di bilancio, fino alla conclusione del percorso di uscita effettiva dall'Unione;
- a porre in essere tutte le azioni possibili per evitare che durante le fasi dei negoziati per la Brexit e il periodo immediatamente successivo, si crei un vuoto legislativo in materia di cooperazione internazionale in ambito giudiziario e di polizia con la Gran Bretagna;
- a determinare congiuntamente con le procure attive su indagini internazionali tutte quelle tutele volte a garantire la prosecuzione e il miglioramento delle fasi istruttorie per i reati transfrontalieri;
- a farsi garante in sede dei negoziati con la Gran Bretagna del principio "easy in, easy out", vale a dire la trattazione simmetrica delle procedure di ingresso e di recesso di Stati membri in ogni situazione negoziale presente e futura nell'Unione europea;
- a stigmatizzare eventuali atteggiamenti o dichiarazioni ostili o intimidatori da parte della Commissione europea nella sua interezza o dei singoli commissari in merito a istanze, decisioni, dichiarazioni da parte degli Stati sovrani, membri dell'UE, in relazione alla loro permanenza nell'Unione europea o nella moneta unica;
- a garantire, per il futuro, equità di informazione e comunicazione, sia a livello nazionale che europeo, relativamente alle opportunità e ai rischi di ingresso o uscita dalla UE o dalla moneta unica.
(6-00244)
MARTELLI, LUCIDI, BOTTICI, AIROLA, BERTOROTTA, BLUNDO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, MANGILI, MARTON, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, NUGNES, PAGLINI, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, TAVERNA.