• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00331-B/004 premesso che: il nostro Paese è caratterizzato da un sistema carcerario con una strutturale carenza di edifici adeguati: oltre la metà delle carceri italiane sono state costruite nei...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00331-B/004presentato daDI LELLO Marcotesto diMartedì 1 aprile 2014, seduta n. 202

La Camera,
premesso che:
il nostro Paese è caratterizzato da un sistema carcerario con una strutturale carenza di edifici adeguati: oltre la metà delle carceri italiane sono state costruite nei primi anni del novecento;
nell'ultimo decennio l'aumento della popolazione carceraria italiana ha generato un forte sovraffollamento degli istituti di pena che ha contribuito ad un notevole deterioramento delle qualità della vita dei detenuti, già provati per le condizioni di limitata libertà. In una cella, dove sarebbe previsto il soggiorno di soli due detenuti, ve ne alloggiano normalmente sei e, nel peggiore dei casi, otto;
le strutture penitenziarie, come confermato dai dati del Ministero della giustizia, al momento accolgono una popolazione pari 60.828 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 47.857 posti a disposizione;
questa condizione ha favorito il proliferare di malattie infettive e mentali, un vero disagio sociale, una vera e propria emergenza sanitaria come affermato anche dalla «Società italiana di medicina penitenziaria» secondo cui tra i detenuti il 32 per cento sono tossicodipendenti, il 27 per cento ha un problema psichiatrico, il 17 per cento ha malattie osteoarticolari, il 16 per cento cardiovascolari e circa 10 per cento problemi metabolici e dermatologici. Tra le malattie infettive è l'epatite C la più frequente (32,8 per cento), seguita da Tbc (21,8 per cento), Epatite B (53 per cento), Hiv (3,8 per cento) e sifilide (2,3 per cento);
occorre trovare al più presto delle soluzioni, evitando che lo Stato italiano, oltre ad essere complice di questa umiliazione sociale e morale, paghi entro maggio a migliaia di detenuti una multa imposta dalla CEDU, per violazione dei diritti umani, se la situazione del sovraffollamento non verrà ridimensionata;
a seguito dell'esame del provvedimento in Senato, il testo in esame si è arricchito di alcuni contenuti (essenzialmente una delega per la depenalizzazione) ed è stato in parte modificato;
il provvedimento di cui sopra si compone di 16 articoli, divisi in 4 capi relativi a: deleghe al Governo per l'introduzione di pene detentive non carcerarie e per la depenalizzazione (Capo I, articoli 1-2); disciplina anche nel processo penale ordinario della sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato (Capo II, articoli 3-8); disciplina della sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili (Capo III, articoli 9-15); disposizioni comuni (Capo IV, articolo 16);
in merito al (Capo I) è importante una sensibile riduzione delle misure cautelari in carcere, una maggior implementazione delle pene alternative come gli arresti domiciliari, nel caso di reati minori o di soggetti non socialmente pericolosi, e la depenalizzazione di alcuni reati del nostro codice penale in sintonia con le misure raccomandate dal Consiglio d'Europa;
alla luce dell'incostituzionalità della legge n. 49 del 2006 cosiddetta Fini-Giovanardi, la normativa che negli ultimi anni ha avuto il maggior impatto sul sistema penale e penitenziario, occorre però fare chiarezza. Se infatti la Corte costituzionale si è espressa in termini costituzionali, la questione in termini sociali e politici ancora non è molto chiara;
occorre depenalizzare (non legalizzare, né liberalizzare) il consumo personale di droghe leggere, stabilendo che il loro uso non sia previsto come reato, fissando pene alternative al carcere mediante sanzioni amministrative;
occorre inoltre legalizzare alcuni tipi di droghe leggere a fini terapeutici come accaduto in molti Paesi europei, stabilendo che il loro uso non sia previsto come reato, ma come mero rimedio terapeutico;
a tal proposito anche l'agenzia Onu sarebbe arrivata alla conclusione che combattere la diffusione delle droghe leggere considerandone il consumo un reato penale risulta inutile; la proposta di depenalizzazione potrebbe essere una forma efficace per «decongestionare» le carceri;
occorre anche in Italia far passare il principio che i consumatori di droghe leggere devono essere considerati come «pazienti in cura» e non come «delinquenti abituali», ricordando come diversi «trattati consiglino il ricorso ad alternative alla prigione»,

impegna il Governo:

a risolvere la questione del sovraffollamento carcerario entro poche settimane per evitare ulteriori aggravi economici a carico dei cittadini a seguito della multa che entro maggio sarà inflitta allo Stato;
a trovare in tempi brevi soluzioni normative in merito alla depenalizzazione dei reati connessi all'uso personale di droghe leggere;
iniziare una riflessione sulla legalizzazione di droghe leggere (cannabis) a scopi terapeutici.
9/331-B/4. Di Lello, Di Gioia, Locatelli, Pastorelli.