• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16543    la pericolosità dell'amianto è nota: l'Osservatorio nazionale amianto ricorda come questo, oltre ad avere effetti fibrogeni, capaci di provocare l'insorgenza di asbestosi, placche...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16543presentato daCOZZOLINO Emanueletesto diMercoledì 10 maggio 2017, seduta n. 793

   COZZOLINO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   la pericolosità dell'amianto è nota: l'Osservatorio nazionale amianto ricorda come questo, oltre ad avere effetti fibrogeni, capaci di provocare l'insorgenza di asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari, abbia effetti cancerogeni dato che provoca, oltre al mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo e del polmone, anche altre neoplasie, quali il cancro alla laringe e alle ovaie, ed inoltre, è stata confermata l'associazione tra esposizione ad amianto e una maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon-retto;
   venerdì 5 maggio 2017 un incendio è divampato in una ditta di stoccaggio di rifiuti in via Pontina Vecchia al chilometro 33,381, nei pressi di Pomezia, che ha tenuto svariate ore i vigili del fuoco al lavoro per domare le fiamme;
   Eco-X di Pomezia, stabilimento coinvolto nell'incendio, trattava materiali di recupero, in particolare carta e plastica e si trova all'interno di un'area fortemente caratterizzata da insediamenti industriali;
   il fuoco si sarebbe, dapprima, sviluppato dal materiale che era accatastato nel piazzale dell'azienda, per poi propagarsi anche ai materiali conservati all'interno dei capannoni;
   nel comunicato stampa diffuso dalla Asl, che ha chiarito di aver agito tempestivamente, con sopralluoghi e attivando una «unità di coordinamento per garantire ogni azione necessaria alla migliore tutela della salute della popolazione», e della «tutela della sicurezza animale», si legge che ci possa essere una «possibile presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell'impianto» richiedendo «ad ARPA Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale, al fine di determinare l'eventuale presenza di fibre aerodisperse; contestualmente, è stato contattato il Centro regionale amianto della Asl VT per concordare l'analisi dei campioni ed eventuali ulteriori accertamenti da effettuare»;
   l'amministratore delegato dell'azienda Eco X dichiarava nelle prime ore: «Escludo che nel nostro stabilimento ci fossero rifiuti pericolosi, ed è assolutamente falso che ci sia amianto sul tetto visto che è di cemento»;
   nelle coperture del tetto dei capannoni andati a fuoco nell'incendio, nonostante le prime rassicurazioni, sarebbe stato invece presente dell'amianto, seppure «incapsulato», cioè trattato per non nuocere in condizioni normali;
   a confermarne la presenza è stato il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6, Mariano Sigismondi che ha aggiunto che «si dovrà valutare l'effetto del calore su questa particolare sostanza. Al momento non abbiamo elementi che possano far destare preoccupazioni, almeno a livello acuto, nell'immediatezza del momento»;
   com’è noto la procedura di incapsulamento dell'amianto non consente una sicurezza assoluta nel trattamento di questo materiale, specie se questo non è integro –:
   se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
   quali iniziative si stiano assumendo al fine di accertare eventuali rischi per la salute derivanti dalla dispersione di fibre d'amianto a seguito dell'incendio della Eco X e quali iniziative di competenza intenda adottare il Governo al fine di limitare le conseguenze di tale evento. (4-16543)