• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07462 PAGLINI, BOTTICI, MONTEVECCHI, BUCCARELLA, GIARRUSSO, NUGNES, SERRA, DONNO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: a Massa (Massa Carrara) si è svolta una manifestazione organizzata...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07462 presentata da SARA PAGLINI
martedì 9 maggio 2017, seduta n.818

PAGLINI, BOTTICI, MONTEVECCHI, BUCCARELLA, GIARRUSSO, NUGNES, SERRA, DONNO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a Massa (Massa Carrara) si è svolta una manifestazione organizzata da "Lotta studentesca", struttura giovanile di Forza nuova;

gli organizzatori della manifestazione avrebbero ottenuto l'autorizzazione per un concerto domenica 30 aprile 2017 e per una manifestazione il 1° maggio da svolgersi in occasione della festa dei lavoratori;

alcuni volantini diffusi dagli organizzatori annunciavano per il 30 aprile la convocazione di un "meeting europeo" a Massa con la partecipazione di diversi soggetti, mentre altri manifesti riportavano "Saremo in piazza contro il Primo maggio della disoccupazione giovanile";

il prefetto di Massa Carrara, dottor Enrico Ricci, come riportato sulla cronaca locale, ha dichiarato: «I militanti sono stati scortati, come da accordi, dalla sede di Forza Nuova, fino ai mezzi di trasporto che li avrebbero condotti nel piazzale della zona industriale, dove poi è avvenuta la loro manifestazione», come si legge in un articolo del 2 maggio di "gonews", intitolato "Lotta Studentesca a Massa, nessuna denuncia per il Primo Maggio";

i circa 150 manifestanti, provenienti da Roma, Napoli, Milano e dalla Puglia, oltre che dalla provincia di Massa Carrara, durante il tragitto hanno issato bandiere nere, striscioni e intonato con megafoni cori fascisti, «scandendo slogan quali siamo i legionari di Mussolini", "maglietta nera trionferà"», sempre sullo stesso giornale "gonews.it", in un articolo intitolato "Primo Maggio, A Massa corteo di Lotta studentesca", del 1° maggio;

considerato che, a parere degli interroganti:

le modalità con cui si è svolto il raduno evidenziano che non si è trattato di un evento improvvisato, ma di un corteo pianificato ed organizzato con il chiaro intento di provocare contrasti e polemiche e, a tal proposito, ci si chiede per quali motivi la Prefettura non abbia preso per tempo gli adeguati e opportuni provvedimenti;

la manifestazione rappresenta un evidente affronto alle istituzioni democratiche e ai sacrifici patiti durante la Resistenza sia dalla città di Massa, decorata di medaglia d'oro al merito civile, sia dall'intero territorio della provincia di Massa Carrara (già Apuania), prima tra le Province italiane ad essere decorata di medaglia d'oro al valor militare, con questa motivazione: "Ardente focolare di vivido fuoco, all'inizio dell'oppressione nazi-fascista sprigionò la scintilla che infiammò i suoi figli alla Resistenza. Vinse la fame con il leggendario sacrificio delle sue donne e dei suoi ragazzi sanguinanti sugli impervi sentieri; subì dovunque stragi, devastazioni e rappresaglie atroci; si abbarbicò alle natie montagne facendo del gruppo delle Apuane la cittadella inespugnata della libertà. In epici combattimenti irrise per nove mesi al nemico e lo vinse; santificò il suo dolore ed il sangue dei suoi caduti, offrendoli come olocausto alla difesa della propria terra ed alla redenzione della Patria";

considerato inoltre che:

la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica italiana vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista";

l'art. 1 della legge n. 645 del 1952 dispone che "Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a 5 persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività all'esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista";

l'art. 5 dispone che "Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda assumere le opportune iniziative finalizzate a ricomporre gli avvenimenti che hanno caratterizzato l'evento e a comprendere le motivazioni che hanno condotto ad autorizzare una simile manifestazione, affinché un simile affronto alle istituzioni democratiche non si ripeta.

(4-07462)