• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16548    la legge 13 luglio 2015, n. 107, ha previsto lo school bonus, istituito il 19 dicembre 2016 dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 155/E, quale strumento per permettere ai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16548presentato daASCANI Annatesto diGiovedì 11 maggio 2017, seduta n. 794

   ASCANI. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:
   la legge 13 luglio 2015, n. 107, ha previsto lo school bonus, istituito il 19 dicembre 2016 dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 155/E, quale strumento per permettere ai cittadini, agli enti non commerciali e ai soggetti titolari d'impresa di effettuare una donazione a un istituto scolastico di propria scelta, sia statale che paritario, in condizioni di necessità. Tale donazione deve essere vincolata al raggiungimento di uno scopo espressamente disciplinato: la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e il sostegno a progetti che migliorino o incentivino l'occupabilità degli studenti;
   tuttavia, seppure sia giusta e doverosa la finalità perseguita dallo school bonus, è stata rilevata una disparità di trattamento tra le scuole destinatarie. Infatti, come si legge dal dettato normativo, l'articolo 18 de «la buona scuola» prevede il bonus anche per le scuole paritarie: mentre i fondi destinati alle scuole paritarie possono essere direttamente versati su un conto ad esse intestato, per quanto riguarda le scuole pubbliche, questi fondi vengono accreditati seguendo un diverso iter;
   le difficoltà riscontrate hanno limitato la disponibilità dei donatori ed è stato anche rilevato che non è possibile per l'amministrazione o per l'istituto beneficiario avere informazioni sull'entità della raccolta fondi se non ad approvazione annuale del bilancio dello Stato. Anche per tali motivazioni è stato riscontrato uno scarso uso del bonus in commento, tant’è che i primi dati del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca mostrano solo 27 donazioni, pari a 58 mila euro, nei primi sei mesi di attivazione dello school bonus. Inoltre, la rilevata impossibilità di poter versare direttamente, le somme alle scuole statali sembrerebbe entrare in contrasto con la disciplina del fundraising, strumento che sta godendo, invece, di un più ampio utilizzo rispetto agli anni passati;
   in base a quanto riportato dalla stampa, tali problemi, legati alla creazione del suddetto bonus, sono stati oggetto di doglianza da parte del personale scolastico e degli studenti che hanno criticato la modalità di versamento come un intralcio per le medesime scuole statali;
   ancora: le critiche riguardano il testo della norma, definito restrittivo ed eccessivamente vincolante. Infatti, in base alle notizie riportate dalla stampa, taluni dirigenti scolastici hanno dovuto rinunciare ad acquistare strumenti utili per il funzionamento e l'apprendimento degli studenti, a causa delle rigidità e della incertezza del dettato normativo. Lo school bonus, infatti, prevede solo tre aree di applicazione senza specificarne i contenuti e, pertanto, pur potendo utilizzare agevolazioni diverse per il raggiungimento del medesimo fine, esse mancano della circolare attuativa –:
   quali iniziative intenda adottare per porre rimedio alle problematiche riscontrate nell'utilizzo dello school bonus.
(4-16548)