• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03139-B/019    premesso che:     il provvedimento all'esame, con il titolo «Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo», è in questo...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03139-B/019presentato daBARONI Massimo Enricotesto diMercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

   La Camera,
   premesso che:
    il provvedimento all'esame, con il titolo «Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo», è in questo ramo del Parlamento in questa seconda lettura, durante il quale nelle Commissioni congiunte di Affari sociali e Giustizia si è svolto, un proficuo lavoro, rivolto ad un comune obiettivo: la tutela dei minori che, vittime di atti di cyberbullismo, compiuti mediante l'uso della rete e, in generale, dei mezzi informatici e telematici, necessitano di un sostegno e una tutela da parte dello Stato;
    durante l'esame in sede referente, in prima lettura, si è svolta una interessante indagine conoscitiva, sono stati ascoltati professori universitari, magistrati, avvocati, rappresentanti di autorità, associazioni e comitati che operano per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nonché esperti della materia. Al centro dell'indagine conoscitiva era sempre presente un unico protagonista: il minore, e i diversi esperti del settore sociale e della giustizia, per la maggior parte, hanno messo in evidenza che proprio il coinvolgimento di adolescenti richiede prioritariamente un intervento volto ad attivare una permanente attività di prevenzione, attenzione e tutela dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime e sia nella posizione di responsabili degli illeciti; nel mese di maggio del 2016 è stata approvata la mozione n. 01278 presentata dal gruppo Movimento 5 stelle che impegna il Governo a valutare l'opportunità di assumere iniziative per recepire l'indicazione della direttiva europea 29/2012/UE ovvero di prevedere dei servizi di «giustizia riparativa» anche per l'Italia, nelle scuole e nei consultori familiari, oltre a tutte le altre strutture impegnate nella presa in carico del fenomeno del cyberbullismo; molti esperti del mondo accademico e dei tribunali per minori non sono in accordo con l'idea di trasformare condotte ascrivibili al cyberbullismo in un reato a sé stante a fronte di oltre 17 fattispecie di reato che sono già ascrivibili alla suddetta condotta. Laddove infatti coinvolga come autori della condotta ragazzi/e sopra i 14 anni, in età imputabile, per azioni come furto d'identità, atti persecutori (articolo 612-bis del codice penale), violenza privata, furto, ed altri, in quanto l'inquadramento giuridico contiene già i reati penali necessari alla repressione; manca un sistema globale di educazione all'affettività, al rispetto delle relazioni e dell'altro, un sistema di interventi realmente efficaci che coinvolgano e restituiscano risorse alla comunità, al di là di scuola e famiglia, servizi socio-sanitari per la prevenzione e gli interventi di sostegno, ovvero mancano servizi che nell'ambito della giustizia minorile garantiscano efficaci interventi di responsabilizzazione come ad esempio la giustizia riparativa;
    la giustizia riparativa valorizza l'esigenza di un'autentica responsabilizzazione dell'offensore, sostanzialmente privo di reali occasioni per prendere coscienza delle conseguenze che le sue azioni hanno sortito in altre vite: una finalità, quest'ultima, che non dovrebbe essere perseguita attraverso astratti e predefiniti programmi di rieducazione, bensì, in primo luogo, mostrando all'offensore gli effetti del suo comportamento sulle vite che da questo sono state affette e chiamandola, nei limiti del possibile, a porvi rimedio attivamente;
    l'idea riparativa e partecipativa di giustizia risponde all'esigenza di restituire attenzione alla dimensione personale e sociale che investe la condotta illecita, senza la quale qualsiasi misura repressiva altro non sarebbe che un'afflizione dagli esiti alienanti, con conseguenze spesso anche opposte alle finalità che le medesime misure repressive si pongono, incapaci quindi, di restituire alla collettività un effettivo beneficio, cosa assolutamente necessaria soprattutto laddove si tratti di minori ovvero di giovani che hanno una vita dinanzi;
    un percorso di giustizia riparativa, in riferimento ai minori, è quindi concepito come procedimento informale nel quale la persona offesa, la persona alla quale il fatto è attribuito e, ove occorra, i loro congiunti o altri soggetti interessati, partecipano attivamente, in modo libero, a un confronto volontario, diretto o indiretto, con l'aiuto di mediatori imparziali altamente competenti; una ricerca dell'università di Sassari, il cui tema affrontato è quello della giustizia riparativa come strumento di prevenzione e gestione della devianza minorile, riporta che in alcuni Paesi, come ad esempio in Inghilterra (Hall), ci sono intere «cittadine riparative» che hanno ridotto notevolmente il bullismo e altri fenomeni di disagio nelle scuole (anche con tassi di successo dell'80 per cento),

impegna il Governo

ad adottare ogni iniziativa, anche legislativa, affinché, nei casi di assoluta gravità e di reiterazione della condotta di atti di cyberbullismo compiuti dai minori, le autorità coinvolte, ove ne ravvisino l'opportunità oppure ove ciò sia richiesto dai soggetti coinvolti, ricorrano a programmi informali e volontari di giustizia riparativa, anche avvalendosi dei centri di mediazione presenti sul territorio, assicurandone luoghi e risorse idonee, nell'interesse superiore dei minori coinvolti e abbiano come obiettivo la riparazione dell'offesa nella sua dimensione globale e l'auto responsabilizzazione dell'autore.
9/3139-B/19. Baroni, Silvia Giordano, Colonnese, Grillo, Mantero, Nesci, Lorefice, Agostinelli, Ferraresi, Businarolo, Bonafede, Colletti, Sarti, Dall'Osso, Palese.