• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/03035    con l'emanazione del decreto direttoriale n. 29 del 13 febbraio 2017 della direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque, in ottemperanza alle previsioni contenute...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-03035presentato daD'INCÀ Federicotesto diLunedì 22 maggio 2017, seduta n. 801

   D'INCÀ e BRUGNEROTTO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per gli affari regionali . — Per sapere – premesso che:
   con l'emanazione del decreto direttoriale n. 29 del 13 febbraio 2017 della direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque, in ottemperanza alle previsioni contenute nella direttiva 2000/60/CE ed alle richieste della Commissione europea «di conoscere le eventuali indicazioni contenute negli aggiornamenti dei piani di gestione dei distretti idrografici italiani, circa modalità e procedimenti autorizzativi su nuove concessioni di derivazione, in particolare per l'uso idroelettrico, ed in riferimento alla necessità di assicurare il non deterioramento dello stato di qualità dei corpi idrici ed il raggiungimento degli obiettivi di qualità per essi fissati», vengono adottate le linee guida per le valutazioni d'impatto ambientale ex-ante delle derivazioni idriche in relazione agli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici, al fine di renderle omogenee, su tutto il territorio nazionale;
   si prevede che le autorità di bacino distrettuali adeguino, ai criteri stabiliti, gli approcci metodologici da utilizzare per le valutazioni di impatto ambientale ex-ante delle derivazioni idriche, assicurandone la coerenza con le misure assunte nei piani di gestione delle acque; le regioni, entro 6 mesi dall'entrata in vigore, costituiscono e aggiornano le banche dati, funzionali all'applicazione dei predetti criteri rendendole disponibili ai soggetti istituzionali e le metodologie per le valutazioni di impatto ambientale delle derivazioni idriche già elaborate dalle regioni (nell'ambito delle proprie competenze legislative e di pianificazione) sono fatte salve «a condizione che siano supportate da una esplicita ed adeguata valutazione delle Autorità di Bacino Distrettuali che prenda in considerazione l'effetto di un'alterazione della combinazione delle misure assunte negli attuali piani»;
   con l'interrogazione n. 4-02819 del 4 dicembre 2013 il primo firmatario del presente atto già segnalava le problematiche relative all'eccessivo sfruttamento delle risorse idriche del bacino del Piave, dovuto alla massiccia presenza di impianti mini-idroelettrici, dove oltre il 90 per cento dell'acqua viene utilizzata per uso idroelettrico ed irriguo, con conseguenze drastiche dal punto di vista paesaggistico, faunistico ed impoverimento della qualità ecosistemica dei corpi idrici interessati. Peraltro, si segnalava l'eccessiva richiesta di concessioni nella sola provincia di Belluno, dove sono presenti molti siti Unesco, e che molti di questi progetti ricadessero nell'area Rete 2000 (zone SIC e ZPS, direttive n. 2009/147/CE e n. 92/43/CEE), nonché il mancato recepimento del principio della direttiva 60/2000 di non peggioramento dello stato qualitativo dei corpi idrici da parte della regione Veneto;
   la problematica riemerge in questi giorni in merito alla richiesta di realizzazione ulteriori tre centraline a Belluno e Ponte nelle Alpi, per le quali è chiamata ad esprimersi la provincia, ed in merito alla concessione rilasciata nel 2014 dalla regione Veneto alla società Elettroconsult srl per la realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Grisol (torrente che attraversa l'omonima Valle che è rimasto uno dei luoghi più integri ed incontaminati del bellunese), annullata nel mese di ottobre 2016 dal tribunale superiore delle acque pubbliche, in seguito ad un ricorso di cittadini ed associazioni ambientaliste dei comuni di Zoldo e Longarone, che riconosce la salvaguardia dei corsi d'acqua ancora integri. Su questo provvedimento però pende il ricorso in Cassazione, presentato dalla società, che potrebbe mettere in discussione la sentenza del tribunale superiore delle acque pubbliche, consentendo di fatto la costruzione di detto impianto –:
   se intendano intraprendere le iniziative urgenti di competenza per assicurare il tempestivo recepimento dei princìpi indicati nel decreto n. 29 del 2017 in tutte le realtà regionali e verificare, anche tramite le tempestive valutazioni delle autorità di bacino competenti, eventuali alterazioni e difformità presenti nei vigenti piani gestione delle acque, per evitare che la concessione di nuove autorizzazioni avvenga in contrasto con le norme comunitarie e nazionali, promuovendo una moratoria delle valutazioni dei progetti fin quando le linee guida non saranno pienamente operative. (3-03035)