• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/11420    il 26 aprile 2017, la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha formulato l'ordine di imputazione coatta richiesta per tre dirigenti del Ministero delle infrastrutture e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11420presentato daSPESSOTTO Ariannatesto diLunedì 22 maggio 2017, seduta n. 801

   SPESSOTTO, CARINELLI, NICOLA BIANCHI, DELL'ORCO, DE LORENZIS, PAOLO NICOLÒ ROMANO e LIUZZI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   il 26 aprile 2017, la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha formulato l'ordine di imputazione coatta richiesta per tre dirigenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti De Grazia Alessandro, Di Santo Vito e Vitelli Maurizio Girolamo, per i reati di omissione e rifiuto in atti d'ufficio;
   il rinvio a giudizio per i tre alti funzionari del Ministero si riferisce alla vicenda delle presunte irregolarità rilevate nella procedura di omologazione dei filtri antiparticolato Fap, posto che l'utilizzo di questi filtri determinerebbe danni per l'ambiente e la salute pubblica;
   il gip rivela come i tre dirigenti fossero da anni a conoscenza delle gravissime situazioni di inquinamento dell'aria dovute alla struttura stessa dei Fap;
   il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella persona dei tre dirigenti, ha rilasciato, senza prove di durabilità sui filtri o con prove di validazione non conformi alla legge, le omologhe ai filtri antinquinamento Iveco e Pirelli, nonostante i funzionari fossero da tempo a conoscenza che il sistema dei Fap, attualmente utilizzato nelle auto diesel, non è in grado di abbattere le emissioni di nanoparticolato, ma al contrario le aumenta;
   la conclusione cui arriva la Gip è che i tre indagati «preoccupati soltanto dalla copertura formale del loro ruolo apicale e da un miope quanto inutile rispetto delle regole di omologazione, peraltro del tutto divergenti dalle effettive esigenze della collettività e della tutela della salute cui queste sono finalizzate, non hanno ritenuto sino ad oggi di assumere alcuna fattiva di controllo, informazione e di prevenzione» nei confronti di nessun ente interessato dal problema, siano essi i Ministri coinvolti, l'Unione europea, i cittadini o gli enti locali;
   è stata depositata dalla prima firmataria del presente atto, presso le Commissioni ambiente e trasporti, la risoluzione n. 7-00939 che impegna il Governo ad effettuare una verifica sulla correttezza delle procedure ministeriali adottate negli ultimi anni dalle strutture competenti al rilascio dell'omologazione per i dispositivi antiparticolato e a rivedere al contempo le attuali procedure di omologazione dei veicoli al fine di evitare un nuovo scandalo «dieselgate» –:
   se non si ritenga opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, al fine di provvedere quanto prima al trasferimento ad altro ruolo dei tre funzionari di cui in premessa, in considerazione dell'estrema rilevanza delle funzioni svolte e dei rischi per la salute della collettività legati ad una perdurante inazione da parte di organi della pubblica amministrazione deputati a verificare l'idoneità dei filtri antiparticolato. (5-11420)