• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16653    nei giorni scorsi, gli organi di stampa inglesi si sono occupati della cessione di dati sensibili sanitari relativi a 1,6 milioni di pazienti del Nhs, sulla base di un accordo stipulato...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16653presentato daVARGIU Pierpaolotesto diVenerdì 19 maggio 2017, seduta n. 800

   VARGIU, MATARRESE, MENORELLO, CATALANO, GALGANO e OLIARO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   nei giorni scorsi, gli organi di stampa inglesi si sono occupati della cessione di dati sensibili sanitari relativi a 1,6 milioni di pazienti del Nhs, sulla base di un accordo stipulato tra Deep Mind di Google e il Royal Free Hospital di Londra;
   tali dati, che sarebbero stati ceduti per consentire a Google di testare un'applicazione potenzialmente utile a migliorare alcuni trattamenti sanitari salva-vita, sarebbero stati gestiti in assenza di un consenso esplicito da parte dei pazienti e per finalità che non sembrerebbero sovrapponibili a quelle declinate nel protocollo, al punto da indurre il consulente del National Data Guardian inglese, la signora Fiona Calidcott a segnalare all'ufficio del Commissario per l'informazione (ICO) la possibile illegittimità dell'operazione;
   nel caso in cui venisse accertato tale uso illegittimo dei dati sanitari da parte di Deep Mind, a Google verrebbe richiesto di cancellare tutti i dati sanitari sensibili acquisiti in modo inappropriato dall'RFH;
   nel viaggio americano del marzo 2016, nella tappa di Boston, l'allora Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi avrebbe concluso un accordo di collaborazione con IBM riguardante Watson Health, il sistema di « cognitive computing» realizzato da IBM. Tale accordo sarebbe finalizzato anche alla creazione di un grande polo guida nell'elaborazione dei dati sanitari nelle aree dell'Expo di Milano-Rho;
   rileggendo le cronache relative a tale accordo, recentemente rievoca dal portale del sito web Tiscali.it e le ricostruzioni giornalistiche pubblicate dal « Fatto Quotidiano» in data 15 febbraio 2017, se ne desumerebbe che il Governo in cambio degli investimenti in Italia promessi dalla multinazionale IBM, si sia impegnato a cederle tutti i dati sanitari relativi agli abitanti (quasi dieci milioni) della regione Lombardia, «ivi incluso il diritto all'utilizzo secondario dei predetti dati sanitari per finalità ulteriori rispetto ai progetti»;
   i dettagli dell'accordo di cessione della summa dei dati contenuti all'interno della Protected Health Information non sono riportati né dal « Fatto Quotidiano», né dal portale web di Tiscali.it;
   sempre secondo il portale web Tiscali.it, che cita documenti che sarebbero in possesso del « Fatto Quotidiano», le informazioni che verrebbero fornite a IBM potrebbero essere utilizzate «in forma anonima e identificata per specifici ambiti progettuali»;
   lo stesso sito web, segnala che Ibm, avrebbe manifestato interesse a disporre dei dati sanitari di tutti i cittadini italiani;
   l'eventuale trasferimento a terzi di dati sanitari sensibili di pazienti italiani, in assenza di specifico consenso individuale al trattamento, parrebbe configurare, secondo gli interroganti, una inquietante violazione dei diritti di libertà individuali, assai pericolosa per tutti i possibili utilizzi distorti a cui può essere avviata tale immensa mole di informazioni sulla salute individuale e collettiva –:
   quali siano i termini dell'accordo di collaborazione tra il Governo e IBM, o sue società partecipate o controllate, e se il loro contenuto corrisponda, almeno in parte a quanto risultante dalle indiscrezioni riportate dal Fatto Quotidiano e dal sito web Tiscali.it;
   se ad oggi siano stati forniti a IBM, o sue società partecipate o controllate, dati sanitari di pazienti lombardi e, in caso affermativo, quali dati siano stati forniti, quali siano i criteri e le finalità del loro utilizzo e quale eventuale consenso a tale utilizzo sia stato dato dai soggetti titolari dei dati;
   se risulti sia stato interessato il Garante per la protezione dei dati personali, ai sensi della normativa sulla Privacy, prima della sottoscrizione dell'accordo e se esso si sia espresso sulla legittimità della cessione di dati sanitari. (4-16653)