• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/11430    l'articolo di Fabrizio Gatti su  L'Espresso del 3 aprile 2017 ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica la figura di due individui che, attualmente, sono indagati dalla procura di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11430presentato daSARTI Giuliatesto diMartedì 23 maggio 2017, seduta n. 802

   SARTI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   l'articolo di Fabrizio Gatti su  L'Espresso del 3 aprile 2017 ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica la figura di due individui che, attualmente, sono indagati dalla procura di Milano per l'omicidio del procuratore capo di Torino Bruno Caccia: Rosario Pio Cattafi e Demetrio Latella;
   il primo, scrive Gatti, 65 anni, estremista della destra eversiva, pregiudicato, faccendiere tra industrie italiane e governi esteri nella compravendita di armamenti, massone dalle conoscenze gelliane, sospettato di essere l'ambasciatore degli affari di Stato nel clan Santapaola o viceversa, attualmente è imputato in un procedimento per associazione mafiosa; il secondo, 63 anni, già inquietante fornitore di pezzi di ricambio di strumentazioni e armi delle FFAA, già killer calabrese al servizio dei catanesi a Milano e Torino;
   Latella, già membro della banda del boss catanese Angelo Epaminonda, fu condannato nel 1988 alla pena dell'ergastolo per omicidio. Nonostante tale condanna, le accuse a suo carico di svariati collaboratori di giustizia tra gli anni Novanta e gli anni Duemila e, da ultima, la scoperta della sua partecipazione, mai confessata prima, al sequestro di Cristina Mazzotti, Latella è stato premiato con la semilibertà nel 2001 e, addirittura, con la libertà condizionale nel 2007;
   Cattafi, alle spalle diverse sentenze di condanna passate in giudicato per lesioni, porto e detenzione abusivi di arma, cessione di sostanze stupefacenti e calunnia, il 24 luglio 2012 è stato oggetto di misura cautelare in carcere, con applicazione del regime del 41-bis, richiesta a seguito della conclusione delle indagini dalle quali è scaturito a Messina il processo «Gotha 3», che vede Cattafi imputato del reato di associazione mafiosa. Il 5 dicembre 2015, pochi giorni dopo la sentenza di condanna per associazione mafiosa nel processo di appello, Cattafi transita, in maniera sorprendente, dal 41-bis alla libertà;
   nel 2013 i familiari del procuratore Caccia, oggi assistiti dal consulente Mario Vaudano, magistrato legato alle indagini più delicate contro criminalità e corruzione, presentano una denuncia alla procura di Milano indicando come uno dei mandanti ed uno degli esecutori dell'omicidio, rispettivamente Rosario Cattafi e Demetrio Latella, i quali, nonostante quanto riportato, sono, ad oggi, in stato di libertà –:
   se sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e se intenda valutare se sussistono i presupposti per avviare iniziative ispettive presso gli uffici giudiziari di cui in premessa ai fini dell'eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza. (5-11430)