• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00496 il giorno 15 marzo 2013 con l'uso di ben dieci volanti della polizia, con un vero e proprio blitz a sorpresa, a Battipaglia sono stati portati in casa famiglia due fratellini, strappati alle...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00496presentato daCERA Angelotesto diMartedì 8 aprile 2014, seduta n. 207

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
il giorno 15 marzo 2013 con l'uso di ben dieci volanti della polizia, con un vero e proprio blitz a sorpresa, a Battipaglia sono stati portati in casa famiglia due fratellini, strappati alle cure materne e con il divieto per la madre di vedere i suoi figli (l'isolamento totale è durato ben 73 giorni);
nel decreto del tribunale per i minorenni di Salerno del 15 marzo 2013 tale estrema e forzata soluzione si giustificava con il fatto che le consulenti del tribunale avevano diagnosticato la PAS (sindrome di alienazione parentale);
il difensore della signora Cipriani madre dei due bambini presentava istanza con la quale chiedeva il ritorno a casa dei due fratellini, dimostrando che la Pas è una sindrome scientificamente inesistente;
il tribunale per i minorenni di Salerno, con decreto 16 settembre 2013, respingeva detta istanza accantonando di fatto la diagnosi di PAS ma giustificando il permanere dei fratellini presso la comunità (vedono la madre una volta la settimana per due ore con incontri protetti ed è stato loro vietato di frequentare amici, parenti e vecchi compagni di scuola) sul presupposto di una generica inadeguatezza delle capacità genitoriali e dell'esercizio del diritto alla bigenitorialità;
la difesa Cipriani presentava reclamo presso la corte d'appello di Salerno sostenendo che:
a) la diagnosi di PAS era il costrutto portante della consulenza del tribunale e che, tolta tale erronea diagnosi, cadevano le ragioni di un penoso e drammatico allontanamento dei minori dalla madre;
b) nella consulenza tecnica d'ufficio e di conseguenza nei decreti del tribunale dei minori erano stati rimossi gli indicatori di trauma (sintomi da stress post traumatico) e di abuso sessuale (ipersessualizzazione), in un primo tempo invece rilevati (i fratellini hanno dichiarato di avere subito abusi sessuali dal padre);
c) nel processo civile, a differenza di quello penale, ove vige il principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio, vige il principio della probabilità nell'accertamento dei fatti (Cass. Pen. Sez. III Sentenza n. 29612/2010) e pertanto doveva essere tenuto in considerazione il rischio di probabilità della veridicità degli abusi in forza degli indicatori e dei persistenti racconti dei bambini;
la corte d'appello di Salerno respingeva il reclamo della difesa Cipriani, scrivendo che l'allontanamento dei minori (una volta caduta l'ipotesi della PAS) si reggeva sulla personalità labile e precaria della signora Cipriani, sul non positivo giudizio sulle capacità genitoriali della stessa e sull'esistenza di una sindrome di obesità di cui avrebbero sofferto i due figli della signora Cipriani;
le consulenti tecniche del giudice avevano trovato importanti indicatori di abuso sessuale ma, in ragione della scellerata diagnosi di PAS, avevano, ad avviso degli interpellanti, ingiustamente, svalutato i racconti dei bambini e rimosso gli indicatori di abuso trovati;
il tribunale per i minorenni, nell'esclusivo interesse dei fanciulli, doveva interamente ed autonomamente rivalutare il fatto in contestazione e proteggere i minori, secondo criteri di probabilità, dal rischio che i fatti, raccontati dai bambini, siano autentici;
nei provvedimenti del tribunale per i minorenni e della corte d'appello non vi è traccia alcuna di una valutazione o risposta alle argomentazioni della difesa Cipriani in tal senso;
non è accettabile che dei minori vengano drammaticamente e per un periodo di tempo lungo e indefinito tolti alle cure familiari sulla scorta di valutazioni psicologiche vaghe, generiche e prive di alcuna rilevanza psichiatrica e pediatrica (sindrome di obesità – personalità labile e precaria, carenze sulla genitorialità);
i fratellini sono in casa famiglia da più di nove mesi e chiedono incessantemente di tornare a vivere con la loro madre;
il 15 marzo 2013, sono stati traumatizzati (portati via con la forza in maniera drammatica), senza che ne esistessero i presupposti (la diagnosi di PAS);
nell'ultimo incontro (3 dicembre 2013) i minori hanno pianto disperatamente per 40 minuti di fila chiedendo alla madre di portarli a casa e urlando: mamma voglio morire, voglio svenire, non ce la faccio più, voglio tornare a casa;
non appare tollerabile per una nazione civile, che ha firmato la convenzione di New York sui diritti dei fanciulli, che dei minori vengano tolti drammaticamente alle cure familiari senza motivazioni serie, ma con la superficialità riscontrata in questo caso;
non si comprende come sia possibile che l'ipotesi di maltrattamenti o abuso sessuale a danno di minori sia stata rimossa a favore del diritto della bigenitorialità, diritto quest'ultimo vicario innanzi al diritto all'integrità psicofisica dei minori;
sarebbe infine necessario acquisire comunque direttamente e in maniera indipendente informazioni sullo stato di salute e psicologico dei minori, sui loro bisogni, sui traumi causati dalle drammatiche modalità di allontanamento e sull'isolamento dalla figura materna anche per valutare il rischio che i minori corrono nella permanenza presso la casa famiglia –:
se si intenda disporre una approfondita indagine e un'ispezione ministeriale presso il tribunale dei minori di Salerno al fine di acquisire informazioni sul caso in esame e sull'esistenza di eventuali casi analoghi;
se sussistano casi di diagnosi di malattie inesistenti come la PAS e se queste o altre diagnosi simili abbiano fondato decisioni giudiziarie in base alle quali bambini siano stati tolti alle famiglie.
(2-00496) «Cera, Dellai».