• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04436 nel 1946 il Ministro degli esteri del Brasile Joào Neves da Fontoura, giunto a Parigi per la Conferenza della Pace delle potenze vincitrici della guerra contro l'Italia (fra le quali vi era il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04436presentato daBUENO Renatatesto diMercoledì 9 aprile 2014, seduta n. 208

BUENO, MERLO, BORGHESE e PORTA. — Al Ministro degli affari esteri . — Per sapere – premesso che:
nel 1946 il Ministro degli esteri del Brasile Joào Neves da Fontoura, giunto a Parigi per la Conferenza della Pace delle potenze vincitrici della guerra contro l'Italia (fra le quali vi era il Brasile) dichiarò in un'intervista, divenuta celebre rilasciata il 30 agosto al quotidiano Le Monde, che, nei riguardi dell'Italia prostrata, occorreva manifestare una solidarietà latina e, nello stesso tempo, lanciava l'idea della «ricostruzione del fronte latino»;
dopo lunghe consultazioni a livello politico, nel 1951, sempre Neves da Fontoura, invitò per il 14 ottobre i paesi latini a Rio de Janeiro per un primo congresso mirante alla creazione di una «Unione Latina»;
sempre per impulso del Brasile (cui si aggiunse la Spagna desiderosa di uscire dall'isolamento internazionale ove l'avevano confinata i paesi vincitori della guerra 1939-1945) si giunse al secondo congresso tenuto a Madrid nel 1954 e alla firma, il 15 maggio, del trattato istitutivo dell'Unione Latina quale ente di diritto internazionale e dotato di personalità giuridica internazionale;
stati firmatari del Trattato di Madrid e Stati che aderirono in seguito sono in totale 39: dell'Europa: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Romania, Moldavia, Repubblica di San Marino, Santa Sede, Ordine di Malta, Principato di Monaco, Principato di Andorra; dell'Africa: Angola, Mozambico, Capoverde, Senegal, Costa d'Avorio; dell'America Latina tutti i paesi di lingua spagnola e portoghese, compresa Cuba, Santo Domingo, Haiti; dell'Asia le Filippine e Timor Est;
nel 1975 il III congresso, promosso dalla Francia, rilanciò l'Unione Latina con abbondante aumento dei contributi degli Stati membri e con la creazione di un Segretariato generale con sede a Parigi e con strutture proprie;
iniziò così un'attività sempre crescente mirata alla difesa delle lingue neolatine, alla protezione e diffusione dei rispettivi patrimoni letterari, artistici, linguistici, al fomento di una cinematografia latina, alla tutela e diffusione del diritto romano e alla creazione di una terminologia neolatina;
dopo 16 anni di una Segreteria generale gestita da un francese (Monsieur Rossillon) succedette un Segretario generale brasiliano per 4 anni (Ambasciatore Cavalcanti), un Segretario generale italiano per 8 anni (Ambasciatore Osio) e per 3 anni un Segretario generale spagnolo (Ambasciatore Dicenta);
il Congresso straordinario del 26 giugno 2012 si è svolto secondo gli interroganti secondo modalità contrarie sia alle norme del diritto internazionale comune, sia a quelle del Trattato del 1954. Non vi fu alcuna consultazione preventiva fra i Governi dei Paesi membri, ma si giunse alle decisioni grazie ad una «intesa segreta» tra alcuni delegati (Francia, Italia e Spagna) che portarono al Congresso un «progetto di risoluzione» che ordinò, entro il giugno dello stesso anno, la dissoluzione del Segretariato Generale, l'azzeramento del bilancio e dei contributi annuali degli Stati membri, la chiusura degli uffici centrali e periferici nonché il licenziamento di tutto il personale;
in sostanza sarebbe rimasto solo un segretario generale ad honorem, senza sede, senza un bilancio, senza personale e senza programmi. Si tiene a precisare che il segretario generale ad oggi non risulta ancora nominato;
la risoluzione anzidetta è stata approvata di stretta misura: molti Paesi, colti di sorpresa, si sono astenuti non avendo avuto il tempo di consultare i rispettivi governi. Hanno protestato vivamente il Venezuela, Cuba, Ecuador, Senegal, Bolivia, Romania e Moldavia. Contro il diritto è stata vanificata un'organizzazione nota per le sue battaglie in difesa delle identità culturali dei suoi Paesi membri più esposti, per ragioni geografiche e di povertà, ai pericoli di una globalizzazione devastante;
le attività dell'Unione Latina hanno mirato a proteggere e salvaguardare i patrimoni culturali dei Paesi membri diffondendo lo studio del diritto romano e della lingua latina, favorendo la creatività letteraria, l'editoria, il cinema e soprattutto la catalogazione dei beni culturali materiali e immateriali, formando catalogatori di beni culturali, non dimenticando che la catalogazione è il primo imprescindibile passo per la difesa delle rispettive radici culturali –:
quali iniziative intenda assumere il Governo per rilanciare l'Unione Latina e se non ritenga il caso di adoperarsi, con urgenza, al fine di nominare il Segretario generale che dal 2012, quando si è svolto l'ultimo Congresso, non è stato ancora designato. (4-04436)