• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07612 QUAGLIARIELLO, BILARDI, MALAN, COLUCCI, ALBERTINI, Mario MAURO, DI MAGGIO, SERAFINI, MANDELLI, CONTI, PICCINELLI, FALANGA, GIOVANARDI, DAVICO, AUGELLO, BONFRISCO, COMPAGNA - Al Presidente...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07612 presentata da GAETANO QUAGLIARIELLO
mercoledì 31 maggio 2017, seduta n.834

QUAGLIARIELLO, BILARDI, MALAN, COLUCCI, ALBERTINI, Mario MAURO, DI MAGGIO, SERAFINI, MANDELLI, CONTI, PICCINELLI, FALANGA, GIOVANARDI, DAVICO, AUGELLO, BONFRISCO, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti:

in data 4 maggio 2017, il giudice per l'udienza preliminare di Bari ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena, e per la riconosciuta insussistenza dei fatti, nei confronti di Manuela Petescia, direttore dell'emittente televisiva "Telemolise", e Fabio Papa, magistrato, già sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Campobasso, accusati di concorso in tentate concussione ed estorsione dal presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, oltre che di rivelazione di segreto d'ufficio ed altro;

sullo sfondo dei fatti contestati, si è appreso che il dottor Papa era titolare, a Campobasso, di un'inchiesta proprio a carico di Paolo di Laura Frattura, con l'accusa di malversazione e appropriazione indebita (l'inchiesta "Biocom", successivamente conclusasi con l'archiviazione) e che, successivamente, aveva iniziato ad indagare anche sul questore di Campobasso, Gian Carlo Pozzo, con l'ipotesi di abuso di ufficio e favoreggiamento nei confronti del presidente della Regione Molise;

nello stesso periodo, sempre a Campobasso, la squadra mobile della locale Questura conduceva un'indagine sul "sistema Iorio" (dal nome di Michele Iorio, predecessore del presidente Frattura), per vicende di diversa natura fra le quali un presunto scambio di utilità tra la dottoressa Petescia e il presidente pro tempore Iorio (entrambi imputati nel procedimento oggi giunto a dibattimento), il quale, secondo l'accusa, avrebbe garantito a "Telemolise" l'erogazione di fondi regionali destinati agli organi di informazione del territorio, in cambio di un trattamento compiacente da parte dell'emittente;

considerato che, secondo quanto risulta agli interroganti:

nel periodo delle indagini sul "sistema Iorio", condotte dalla squadra mobile di Campobasso, il ruolo di vice questore e capo di gabinetto della Questura era ricoperto dalla dottoressa Giuliana di Laura Frattura, sorella del presidente della Regione Molise;

secondo quanto riferito agli organi di stampa dalla dottoressa Petescia, per ottenere il coinvolgimento della medesima nell'indagine, e, in particolare, un provvedimento di intercettazione della sua utenza telefonica, sarebbero state poste in essere ad opera di personale della Questura manipolazioni e alterazioni di elementi di indagine;

la squadra mobile di Campobasso, all'epoca diretta da Giuseppe Annichiarico, dall'intercettazione di alcune utenze avrebbe estrapolato e artefatto alcune telefonate funzionali alla costruzione dell'accusa, mentre, solo successivamente, per iniziativa della difesa della Petescia medesima, sarebbero state individuate numerose telefonate dal contenuto compromettente, e comunque rilevanti secondo l'impostazione accusatoria, riguardanti Paolo di Laura Frattura;

un avvenimento di particolare gravità riguarderebbe alcune conversazioni telefoniche intercorse tra la dottoressa Petescia e l'intercettato Ignazio Annunziata (editore della "Gazzetta del Molise"), nonché tra Annunziata ed altri interlocutori, utilizzate, sia a Campobasso, sia nel procedimento svoltosi a Bari sulla base dei medesimi atti di indagine, quando una conversazione sull'ipotetica e, nel contempo, denegata possibilità di divulgare sul freepress dello stesso Annunziata particolari riferiti a una relazione sentimentale tra la dottoressa Petescia e il pubblico ministero Fabio Papa veniva trasformata dagli investigatori in una tentata estorsione, avente ad oggetto una presunta relazione della stessa con l'ex presidente della Regione Michele Iorio e, con questa ipotesi, veniva chiesta e ottenuta l'intercettazione telefonica del direttore di Telemolise, in qualità di parte offesa;

successivamente, altre conversazioni della Petescia (risalenti alla stessa data, stessa ora e con gli stessi interlocutori) risulterebbero, dapprima, riferite a foto o registrazioni comprovanti la relazione sentimentale al tempo intercorrente tra la dottoressa Petescia e il dottor Papa, e in seguito artificiosamente riferite alla presunta estorsione ipotizzata, sostituendo il nome di Fabio Papa con quello di Michele Iorio, così che una foto mano nella mano con Papa diventava un inesistente filmato girato in una stanza d'albergo di Bruxelles con Iorio. Alle stesse identiche intercettazioni, in sostanza, i medesimi investigatori attribuivano (e commentavano) due significati diametralmente opposti, sicché la stessa persona, la dottoressa Petescia, veniva individuata, a Bari, come persona coinvolta in una relazione con il pubblico ministero Papa, e a Campobasso come vittima di un'estorsione relativa a un filmato che la ritrarrebbe assieme a Michele Iorio, e ciò al fine di qualificarla a Campobasso come parte offesa e ottenere dall'autorità giudiziaria l'intercettazione della sua utenza telefonica, dopo aver ripetutamente e vanamente tentato di raggiungere in altro modo lo stesso risultato, così pertanto, ad avviso degli interroganti, alterando, manipolando e distorcendo strumentalmente il contenuto delle intercettazioni telefoniche;

alcune di queste intercettazioni sarebbero state trascritte e peraltro rese leggibili anche dopo la richiesta di rinvio a giudizio, benché fossero indiscutibilmente di tipo privato, relativo anche solo ad aspetti familiari della dottoressa Petescia, e del tutto prive di qualsiasi pertinenza e utilità con l'indagine e benché, reiteratamente, gli avvocati della dottoressa Petescia ne avessero tempestivamente chiesto la distruzione;

benché le intercettazioni dell'utenza telefonica della dottoressa Petescia fossero autorizzate fino all'11 aprile 2013 e in tale data siano terminate, come risulta dal "verbale di fine servizio", redatto in data 12 aprile 2013, agli atti figurerebbero registrazioni effettuate in epoca successiva, alcune peraltro di contenuto esclusivamente privato, dunque assolutamente inconferenti;

atteso che:

gli atti di indagine compiuti a Campobasso sono stati trasmessi all'attenzione della Procura della Repubblica di Bari, competente ex articolo 11 del codice di procedura penale per tutti i fatti riguardanti magistrati in servizio nel distretto del capoluogo molisano, nonché al procuratore generale della Corte di cassazione, che promuoveva azione disciplinare, e al Consiglio superiore della magistratura, che trasferiva in via cautelare d'ufficio e di funzioni il magistrato;

gli stessi atti, successivamente, sono stati di nuovo prodotti a Bari dallo stesso presidente della Regione Molise, Paolo Frattura, in una denuncia che nel dicembre 2014 lo stesso avrebbe presentato presso quella Procura;

in questa denuncia, egli avrebbe prospettato gravi ipotesi di reato, sia a carico della direttrice Petescia, che in quel periodo trasmetteva servizi televisivi a lui sfavorevoli e compromettenti, sia nei confronti del detto magistrato che lo aveva sottoposto ad indagine, a seguito di un fascicolo regolarmente assegnatogli in Procura;

a suffragio delle sue ipotesi accusatorie, in base alle quali il dottor Papa avrebbe acceduto a presunte pressioni della dottoressa Petescia, accelerando l'inchiesta "Biocom" e avviando un'indagine a carico dei vertici della Questura di Campobasso, Questura dalla quale era originata l'inchiesta sul "sistema Iorio", il presidente della Regione Molise, Paolo Frattura (ben 14 mesi dopo il presunto fatto) riferiva alla magistratura barese di un'asserita cena a quattro, che si sarebbe svolta presso l'abitazione del dottor Papa, alla presenza del padrone di casa, della dottoressa Petescia, del presidente Frattura e del suo avvocato Salvatore Di Pardo. Frattura, e con lui il testimone, non sapevano indicare, neanche successivamente, la data in cui tale cena si sarebbe consumata, se non con un generico riferimento all'autunno 2013, ma sostenevano che, nel corso della serata, Papa e la Petescia avrebbero minacciato un'accelerazione dell'inchiesta "Biocom" e una sfavorevole campagna mediatica, se egli non avesse fatto approvare una norma regionale che assicurasse a "Telemolise" un finanziamento di 400.000 euro;

questo racconto a giudizio degli interroganti, monco, contraddittorio e inspiegabilmente tardivo, riposava quasi esclusivamente sulle risultanze del "Sistema Iorio", per sollecitare la suggestione che la dottoressa Petescia, sottoposta ad indagini a Campobasso per il presunto reato di "corruzione attraverso la linea editoriale", così come configurato dalla Questura diretta ai tempi da Giancarlo Pozzo e dalla sorella del presidente della Regione denunciante, fosse personalità criminale tale da commettere altri e più gravi illeciti;

un'approfondita consulenza tecnica, effettuata nel corso delle indagini preliminari dal pubblico ministero di Bari, ha accertato, fra l'altro, che, in tutto il periodo indicato dal presidente Frattura, latamente inteso, e dunque effettuata in relazione a periodo ancor più esteso rispetto alle pur generiche indicazioni fornite dagli accusatori, in nessuna occasione i cellulari dei 4 presunti commensali si sono trovati agganciati alla medesima cella telefonica, con ciò escludendo che tale cena abbia mai potuto avere luogo;

sottoposti a rinvio a giudizio, all'esito del processo celebrato con rito abbreviato, la dottoressa Manuela Petescia e il dottor Fabio Papa sono stati assolti da ogni accusa con formula piena, per accertata insussistenza dei fatti, dal giudice per l'udienza preliminare di Bari, dottor Antonio Diella;

constatato che:

le asserite numerose falsificazioni, forzature, artificiose ricostruzioni, di cui la dottoressa Petescia ha riferito a seguito della sentenza di assoluzione, sono state nel tempo reiteratamente segnalate e denunciate alle autorità preposte, tanto in sede penale, presso le diverse procure competenti, quanto in sede disciplinare e di autogoverno della magistratura;

nell'ambito del processo di Bari, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha ritenuto di dare mandato all'Avvocatura dello Stato per la costituzione di parte civile, poi avvenuta;

a conclusione del giudizio, qualora si riscontrasse una responsabilità per calunnia in capo al presidente della Regione Molise, si tratterebbe di un comportamento di gravità tale da integrare, ad avviso degli interroganti, probabilmente gli estremi per valutare la sua rimozione, ai sensi dell'articolo 126 della Costituzione,

si chiede di sapere:

quali iniziative, per quanto di propria competenza, intenda intraprendere il Ministro della giustizia, al fine di accertare quanto accaduto, assicurare il corretto esercizio della giurisdizione e del procedimento disciplinare, e rassicurare i cittadini che le loro segnalazioni e denunce non restino inevase;

quali iniziative il Governo intenda intraprendere per accertare la congruità e la liceità dei comportamenti della squadra mobile dell'epoca della Questura di Campobasso, rispetto alle vicende esposte;

se il Ministro dell'interno sia a conoscenza dei gravi addebiti sollevati nei confronti del personale dirigente della squadra mobile e della Questura di Campobasso all'epoca dei fatti riportati, constatato anche il rapporto di parentela molto stretto tra il capo di gabinetto pro tempore della Questura e il presidente della Regione Molise, dottor Frattura;

quali iniziative il Ministro dell'interno intenda intraprendere, per quanto di competenza, al fine di accertare l'accaduto e adottare i provvedimenti conseguenti;

se la Presidenza del Consiglio dei ministri, prima di dare mandato all'Avvocatura dello Stato per la costituzione di parte civile, abbia compiuto un'istruttoria preliminare, onde verificare l'opportunità di tale iniziativa.

(4-07612)