• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16809    secondo quanto riportato in un articolo del 30 maggio 2017 de La Nazione, negli uffici pubblici, i dipendenti pubblici hanno a disposizione uno spazio medio che varia dai 30 ai 50 metri...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16809presentato daNUTI Riccardotesto diGiovedì 1 giugno 2017, seduta n. 808

   NUTI, DI VITA, DI BENEDETTO, LUPO e MANNINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari regionali, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   secondo quanto riportato in un articolo del 30 maggio 2017 de La Nazione, negli uffici pubblici, i dipendenti pubblici hanno a disposizione uno spazio medio che varia dai 30 ai 50 metri quadrati pro capite, mentre una circolare del 2012 dell'Agenzia del demanio stabilisce tali spazi in un range che varia dai 10 ai 12 metri quadrati: in altre parole, in media, attualmente ogni dipendente pubblico ha a disposizione circa il triplo dello spazio che gli spetterebbe;
   inoltre, ogni anno, tra amministrazioni centrali e amministrazioni periferiche, vengono spesi oltre 12 miliardi di euro in locazioni passive;
   ad oggi, secondo un recente studio, le unità immobiliari libere detenute dalle amministrazioni centrali sarebbero circa 16 mila per un valore stimato di 2,3 miliardi, mentre non è dato sapere con certezza il numero e il valore degli immobili detenuti dalle amministrazioni periferiche che rimangono inutilizzati;
   Carlo Cottarelli e Roberto Perrotti, già commissari per la revisione della spesa pubblica, hanno affrontato la questione delle locazioni passive della pubblica amministrazione proponendo specifiche soluzioni: il primo propose, da una parte, la redistribuzione degli uffici sul territorio e, dall'altra parte, di costituire un fondo unico per le locazioni passive; il secondo propose di obbligare le pubbliche amministrazioni a preparare un piano di riduzione degli spazi; in nessun dei due casi le proposte sono state portate avanti dai Governi;
   gli edifici confiscati in via definitiva alla criminalità organizzata sono un patrimonio che ammonta a diversi miliardi di euro e sono distribuiti in tutta Italia con una maggior concentrazione nelle aree meridionali e in Lombardia;
   l'articolo 48, comma 3, lettera a), del codice antimafia prevede la possibilità di mantenere gli immobili confiscati «al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse» –:
   quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere al fine di ridurre le locazioni passive delle amministrazioni pubbliche, di valorizzare e reimpiegare le unità immobiliari libere detenute dalle amministrazioni pubbliche centrali e di provvedere al censimento degli immobili liberi delle amministrazioni pubbliche locali e delle società da esse partecipate;
   per quali ragioni non siano state implementate le proposte dei commissari per la revisione della spesa in tema di locazioni passive;
   se il Governo non intenda avvalersi maggiormente degli strumenti offerti dalle previsioni normative di cui in premessa ed assumere iniziative per utilizzare gli immobili confiscati alla criminalità organizzata per ospitare uffici pubblici e risparmiare su eventuali locazioni passive;
   quali iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di ridurre la metratura quadrata media per dipendente pubblico dagli attuali 30-50 metri quadrati ai previsti 10-12, come da circolare dell'Agenzia del demanio. (4-16809)