• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16846    l'azienda mantovana Belleli Energy Epc – attiva nel settore della progettazione, costruzione e messa in opera e manutenzione di apparecchi statici di processo e impianti per l'industria...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16846presentato daPAGLIA Giovannitesto diMartedì 6 giugno 2017, seduta n. 809

   PAGLIA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   l'azienda mantovana Belleli Energy Epc – attiva nel settore della progettazione, costruzione e messa in opera e manutenzione di apparecchi statici di processo e impianti per l'industria termoelettrica, termonucleare, chimica, petrolchimica e siderurgica – entrata a far parte del gruppo Tosto (con ramificazioni in tutto il mondo per un giro d'affari sui 95 milioni di euro) dopo l'acquisto per 5 milioni di euro dal gruppo texano Exterran;
   dopo mesi di ripetute tensioni nelle relazioni tra la nuova proprietà e i sindacati, nello stabilimento si ha la presenza di uno sciopero a oltranza proclamato dalle rappresentanze sindacali unitarie dal giorno 1o giugno 2017, con il sostegno di Fiom e Fim-Cisl e la partecipazione massiccia di operai e impiegati;
   la motivazione consisterebbe in un provvedimento adottato dall'azienda in data 31 maggio 2017, il licenziamento in tronco di un lavoratore, a causa di due settimane di malattia non riconosciuta, portatore per altro di diverse patologie gravi;
   come si evince dalle dichiarazioni di dirigenti sindacali e lavoratori e dallo stesso invito all'azienda a riconsiderare la situazione da parte del sindaco di Mantova Palazzi, l'episodio assumerebbe contorni francamente inconcepibili e gravi nella loro motivazione, quella di offrire un gesto esemplare contro un presunto assenteismo;
   l'episodio contestato dall'azienda può essere ripercorso, con l'ausilio della cronaca della Gazzetta di Mantova e con le parole dell'operaio licenziato, 53 anni, in Belleli da 15, saldatore, sofferente di diabete e artrosi in attesa di biopsia per una nuova sospetta patologia: «Sono stato a casa in malattia 3 settimane. Al termine della prima l'ispettore Inps ha sancito che ero abile per rientrare al lavoro, ma quella successiva non mi sentivo ancora bene e il medico di base lo ha certificato. Il mio errore è stato non riferirgli del controllo Inps». Di qui la mancata comunicazione sul prosieguo della malattia. «Nessuno però mi ha avvertito e sono rimasto a casa convinto non ci fossero problemi». Certificati alla mano, sostiene inoltre la Fiom che durante un secondo controllo Inps «lo stesso ispettore ha poi constatato che era ancora inabile». E così arriviamo alla terza settimana «quando mi hanno messo alle costole un investigatore privato che ha dichiarato che l'ultima sera di malattia, dopo le 19 (ndr. orario limite per le visite fiscali), sono andato al bar». Era guarito e infatti il mattino successivo è rientrato al lavoro. Poi mercoledì 31 maggio la doccia fredda: «Lo hanno prelevato in reparto – racconta un collega – gli hanno fatto raccogliere i suoi effetti personali e l'hanno accompagnato ai tornelli con la lettera di licenziamento consegnata a mano». La causa: «L'Inps – conclude l'operaio – mi ha contestato due settimane su tre e per loro è venuto meno il rapporto di fiducia»;
   oltrepassato il ponte del 2 giugno, nella giornata del 5 giugno 2017 gli operai sono ridiscesi in sciopero; questa volta, come riportano le cronache, hanno dovuto scontrarsi con un atteggiamento ancora più duro da parte della direzione dell'azienda che avrebbe negato l'accesso alla saletta per le assemblee e chiuso i cancelli impedendo ai lavoratori di entrare a riprendersi le auto nel parcheggio. Questo permesso sarebbe stato negato anche ad un operaio che doveva correre dalla moglie incinta e accompagnarla in ospedale per una visita urgente. Dopo la mediazione da parte della digos, un dirigente ha concesso l'ingresso agli operai a gruppi di tre –:
   se non ritenga di dovere assumere ogni iniziativa di competenza, a seguito dell'insuccesso delle mediazioni proposte dal sindaco, per assicurare la positiva conclusione della vicenda e per favorire il reintegro immediato di un operaio malato per un elementare principio di buon senso. (4-16846)