• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16872    il 15 marzo 2017, il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il trasferimento del dottor Di Matteo presso la direzione nazionale antimafia con funzioni di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16872presentato daSARTI Giuliatesto diMercoledì 7 giugno 2017, seduta n. 810

   SARTI, FERRARESI, BUSINAROLO, BONAFEDE, COLLETTI, AGOSTINELLI, DADONE e D'UVA. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   il 15 marzo 2017, il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il trasferimento del dottor Di Matteo presso la direzione nazionale antimafia con funzioni di sostituto;
   il 21 marzo 2017 procuratore di Palermo Lo Voi inviava al Ministero della giustizia, dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, una richiesta di posticipazione di immissione in possesso delle funzioni del dottor Di Matteo per il termine massimo di sei mesi non prorogabili, come previsto dall'articolo 10 dell'ordinamento giudiziario;
   il procuratore giustificava tale richiesta, da un lato, con la volontà espressa dal dottor Di Matteo di proseguire nella trattazione del processo «trattativa Stato-mafia», tuttora in fase dibattimentale; dall'altro, adducendo motivi di sicurezza visto il rischio elevato a cui il dottor Di Matteo è esposto da tempo;
   con riferimento alle esigenze di sicurezza, preme ricordare come il Consiglio superiore della magistratura, in senso diametralmente opposto alla richiesta del procuratore Lo Voi, abbia aperto nell'ottobre 2016 un procedimento extra ordinem per l'eventuale urgente trasferimento del dottor Di Matteo da Palermo ad altra sede giudiziaria, a tutela della sua incolumità;
   a quanto consta agli interroganti il procuratore generale della corte d'appello di Palermo, a cui spetta l'effettivo coordinamento di tutte le attività connesse alla sicurezza dei magistrati, non era stato informato del provvedimento nei confronti del dottor Di Matteo;
   inoltre, in precedenti occasioni, lo stesso dottor Di Matteo aveva anticipato al dottor Lo Voi e al procuratore nazionale Antimafia che, una volta immesso nel possesso delle sue nuove funzioni, si sarebbe comunque reso disponibile per terminare la fase dibattimentale del processo, cosiddetto «trattativa Stato-mafia» a Palermo, ex articoli 105 del decreto legislativo n. 159 del 2011 e 371-bis comma 3, lettera b) del codice di procedura penale, senza che gli fosse mai stata prospettata l'inusuale procedura del posticipato possesso;
   l'11 aprile 2017, il direttore generale del reparto movimenti magistrati, dottoressa Emilia Fargnoli, ha disposto la posticipazione in possesso del dottor Di Matteo – il quale ha richiesto la revoca di tale decisione – a decorrere dal 15 maggio, sulla base delle circolari interne che prevederebbero la tendenziale adesione della direzione generale agli accordi intervenuti fra i capi degli uffici interessati, senza in alcun modo tenere conto, ad avviso degli interroganti, che la permanenza a Palermo del dottor Di Matteo dovrebbe razionalmente essere ridotta all'indispensabile piuttosto che protratta, perché è proprio il posticipo del suo trasferimento a mettere a repentaglio la sua sicurezza –:
   se il Ministro fosse informato dell'applicazione dell'istituto del posticipato possesso al dottor Di Matteo, ormai in essere dal 15 maggio 2017, e delle motivazioni addotte in merito dal procuratore Lo Voi in contrasto con le esigenze di sicurezza più volte richiamate dal Consiglio superiore della magistratura;
   se il Ministro interrogato, in ragione del più elevato livello di protezione a cui è sottoposto il dottor Di Matteo, non ritenga di dover assumere le iniziative d competenza al fine della revoca del provvedimento in questione e rendere possibile al dottor Di Matteo il trasferimento a Roma così che possa ricoprire il suo ruolo all'interno della direzione nazionale antimafia;
   se ritenga che il provvedimento di posticipazione di immissione in possesso sia da considerarsi atto valido, considerato che sarebbe stato adottato senza che ne sia stato informato il procuratore generale della Corte d'appello di Palermo, Roberto Scarpinato, e senza che sia stata data possibilità di interloquire al dottor Di Matteo. (4-16872)