• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/16889    il commissario europeo alla concorrenza e la direzione generale per la concorrenza (Dg Comp) della Commissione europea hanno dichiarato che per dare il «via libera» alla...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16889presentato daPRATAVIERA Emanueletesto diGiovedì 8 giugno 2017, seduta n. 811

   PRATAVIERA, MATTEO BRAGANTINI e CAON. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   il commissario europeo alla concorrenza e la direzione generale per la concorrenza (Dg Comp) della Commissione europea hanno dichiarato che per dare il «via libera» alla ricapitalizzazione precauzionale da 6,4 miliardi di euro di Popolare Vicenza e Veneto Banca, deve essere versato un ulteriore miliardo di euro da parte di privati;
   Atlante ha comunicato ai vertici delle banche che «non si riscontrano le condizioni per qualsiasi ulteriore investimento nelle vostre banche da parte dei fondi da noi gestiti». Con queste parole riportate da Milano Finanza, il Fondo chiude la porta a Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca;
   tale ricapitalizzazione preventiva da parte di privati è necessaria per il «via libera» al salvataggio delle citate banche. Inoltre, trattandosi di ricapitalizzazione preventiva non è chiaro come verrebbe considerata la quota di partecipazione;
   il presidente di Banca popolare di Vicenza, riferendosi all'interesse e al coinvolgimento del Ministro Padoan sulla questione, ha dichiarato: «Noi siamo totalmente allineati con Padoan (...) ci ha chiesto fiducia e non vi sono ragioni per dubitarne. Abbiamo avuto un lungo incontro con il ministro del Tesoro le sue posizioni (...) sono nette... sta seguendo con grande attenzione la vicenda e ci rimettiamo a lui. Ho letto la posizione di chiusura degli azionisti a una ricapitalizzazione del fondo Atlante. Ma a questo punto la questione è in mano alla politica, alla quale ci rimettiamo»;
   le fondazioni associate in Acri non intendono «mettere più un euro» come ha dichiarato il presidente di Cariplo e dell'Acri;
   escludendo il « bail-in», il Ministro Padoan non ha chiarito quale strada sarà praticata per impedire il fallimento delle banche venete e gli stessi correntisti hanno auspicato l'intervento privato di altre banche;
   risulta impossibile quantificare l'impatto che produrrebbe un eventuale fallimento delle due banche sia nel sistema economico in cui operano maggiormente (effetto locale), sia nel cosiddetto «sistema Paese» (effetto sistemico);
   i capitali privati potrebbero essere versati in un arco temporale congruo da permettere alle banche di attrarre investitori (tale ipotesi è in linea con il parere della Dg Comp della Commissione europea che ha chiesto alle due banche di muoversi in uno scenario concorrenziale). Il miliardo di euro privato potrebbe infatti servire per compensare i minori ricavi attesi dal piano e garantire così la competitività prospettica. In aggiunta, le nuove risorse potrebbero in parte tamponare le ulteriori svalutazioni sui « non performing loans», che potrebbero essere ceduti al 20 per cento anziché al 25 per cento come inizialmente ipotizzato –:
   quali siano gli orientamenti del Ministro e se stia operando, per quanto di competenza, per evitare il bail in o altre forme di rientro di capitale dai correntisti e debitori;
   se ritenga di adottare, per quanto di competenza, per le banche venete, iniziative di salvaguardia analoghe a quelle adottate nei confronti di altri istituti bancari italiani;
   quali prospettive vi siano di una partecipazione delle banche estere operanti nel nostro Paese, con partecipazioni o meno in istituti di credito italiani, al fondo di ricapitalizzazione privato;
   se si intenda valutare l'opportunità di assumere iniziative, per quanto di competenza, per favorire la partecipazione al costituendo fondo di ricapitalizzazione privato anche da parte degli azionisti della banca d'Italia acquirenti delle quote cedute dalle banche precedenti proprietarie a seguito della legge del 2014 e che ammontano a circa 300 milioni per l'anno 2016 (distribuiti nell'aprile del 2017), in modo da far compartecipare al pagamento tutti gli attori coinvolti;
   se sia stata valutata l'ipotesi di assumere iniziative volte a favorire la partecipazione a tale fondo anche di altri operatori del settore finanziario a qualunque titolo coinvolti nel processo di raccolta del risparmio privato;
   in quali tempi il Ministro stimi di poter fornire, per quanto di competenza, chiarimenti sul destino delle due banche al fine di tranquillizzare mercato, cittadini e lavoratori in tempi compatibili con la durata della legislatura, in modo da non esporre a ulteriori incertezze il sistema del credito italiano. (4-16889)