• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04513 nella città di Verona a seguito dell'arresto dell'ex vicesindaco (tuttora detenuto), avvenuto nel mese di febbraio 2014 per i reati di corruzione e peculato, si sono succedute molteplici...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04513presentato daFANTINATI Mattiatesto diMartedì 15 aprile 2014, seduta n. 212

FANTINATI, BUSINAROLO, BRUGNEROTTO, COZZOLINO, D'INCÀ e TURCO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
nella città di Verona a seguito dell'arresto dell'ex vicesindaco (tuttora detenuto), avvenuto nel mese di febbraio 2014 per i reati di corruzione e peculato, si sono succedute molteplici indiscrezioni riguardanti le indagini a carico del sindaco Tosi Flavio;
il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Verona, Mario Giulio Schinaia, immediatamente dopo l'arresto dell'ex vicesindaco, ha dichiarato alla stampa che Tosi non ricopriva la veste di indagato nella fattispecie giudiziaria che aveva investito il suo vice;
all'indomani della trasmissione televisiva «Report» andata in onda lunedì 7 aprile su Rai Tre, a Verona si è creato notevole allarme per le documentate rivelazioni contenute nel servizio «L'Arena», avente ad oggetto un'inchiesta su ipotetici legami tra il sindaco Tosi, altri comprimari a lui vicini ed esponenti della ’ndrangheta calabrese;
la puntata di «Report», ovviamente, ha provocato anche la reazione del sindaco che ha chiesto ed ottenuto l'immediata udienza da parte del procuratore capo scaligero. Di seguito la cronaca del maggiore quotidiano cittadino al riguardo: «Siamo un'istituzione che indaga ogni qual volta si presenta una notizia di reato. Apriamo fascicoli, facciamo accertamenti e indagini che potrebbero non portare a nulla. Da qui a dire che qualcuno è indagato una qualche differenza c’è. Ed è per questo che stamattina (ieri per chi legge, ndr) il sindaco Fulvio Tosi ha chiesto un incontro in Procura». Esordisce così il procuratore Mario Giulio Schinaia al termine del breve colloquio con il sindaco iniziato a mezzogiorno nel suo ufficio. Un appuntamento chiesto dal primo cittadino all'indomani dell'intervista trasmessa da Rai Tre nella quale, sulla scia di Report, si parla di notizie di reato e fascicoli d'indagine che lo riguarderebbero. Che riguarderebbero lui e l'ex assessore Marco Giorlo. Tosi è arrivato a palazzo di Giustizia passando dal retro, e poco dopo mezzogiorno in punto la porta dell'ufficio del capo della Procura si è chiusa. Al termine dell'incontro è uscito dalla porta principale e ha attraversato il cortile: «Sono venuto a chiedere se sono indagato o se ci sono fascicoli che mi riguardano e mi è stato risposto che non è così. Non avevo dubbi, ma dopo tutto quello che si è scritto e detto in questi giorni dovevo avere una conferma. E oggi ho chiesto di incontrare il dottor Schinaia. Una chiacchierata serena»;
il pm Schinaia ha dunque avuto modo, in due ravvicinate occasioni, di rivelare (pubblicamente nella prima e privatamente nella seconda) la non iscrizione nel registro degli indagati di Tosi Flavio;
il registro delle notizie di reato è segreto, nel senso che esso non può venire ispezionato da persone diverse da coloro che vi sono addetti e costoro non possono rivelare il suo contenuto a terzi estranei al procedimento penale. Le indagini preliminari sono segrete, dato che si vuole evitare che qualunque persona, compreso il diretto interessato, conoscendo della loro esistenza o meglio ancora le direzioni in cui esse si spiegano o i risultati che esse forniscono, possa intralciare ed interferire nell'accertamento dei fatti contraffacendo, alterando, sopprimendo o inquinando le prove;
ciò significa che se taluno avesse motivo di ritenere di trovarsi sottoposto a procedimento penale avrebbe la facoltà di attivarsi secondo quanto previsto dagli ultimi due commi dell'articolo 335 c.p.p., che prevedono la comunicabilità, a richiesta del diretto interessato o del suo difensore, delle eventuali iscrizioni contenute nel registro delle notizie di reato, attraverso il rilascio di apposita certificazione;
non è previsto dalla legge o comunque consentito ad una persona di incontrare il pm per chiedergli conto del proprio status di imputato;
presso la procura della Repubblica di Verona è consolidata prassi che se un avvocato (l'indagato sarebbe nemmeno preso in considerazione) necessita di conferire con un pm – non certo per chiedergli se il proprio assistito sia indagato, poiché gli verrebbe sdegnosamente partecipato di rivolgesi alla cancelleria addetta alle certificazioni ex articolo 335 – il maggior numero di magistrati esige che il legale fissi un appuntamento in cancelleria –:
se ritenga che sussistano i presupposti per promuovere iniziative ispettive, ai fini dell'esercizio di tutti i poteri di propria competenza. (4-04513)