• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00245 Risoluzione conclusiva 8-00245presentato daAGOSTINI Lucianotesto diMercoledì 14 giugno 2017 in Commissione XIII (Agricoltura) Risoluzioni 7-01273 Luciano Agostini e 7-01281...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00245presentato daAGOSTINI Lucianotesto diMercoledì 14 giugno 2017 in Commissione XIII (Agricoltura)

Risoluzioni 7-01273 Luciano Agostini e 7-01281 Catanoso: Iniziative per la tutela della quota di pesca italiana dei pesce spada nell'ambito dei negoziati all'interno dell'Unione europea.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La XIII Commissione,
   premesso che:
    al 20o meeting dell'Iccat tenutosi a Faro in Portogallo dal 14 al 21 novembre 2016 è stata adottata la raccomandazione 16-05 per «l'istituzione di un Piano pluriennale di ricostituzione per il pesce spada del Mediterraneo»;
    tale piano introduce un Tac (totale ammissibile di cattura) pari a 10.500 tonnellate per il Mediterraneo a partire dall'anno 2017;
    l'entità del totale ammissibile di cattura previsto dall'Iccat per gli Stati membri dell'Unione europea è, da quanto si apprende, anche superiore alla quota che aveva previsto la delegazione dell'Unione europea e che era stata presentata in sede di trattativa presso l'Iccat;
    il sistema prevede comunque una riduzione della quota del 3 per cento annuo dal 2018 al 2022 ed il congelamento dello sforzo di pesca, con periodi di chiusura a scelta delle Parti contraenti gennaio/marzo (come ha scelto l'Italia), o ottobre/novembre;
    la raccomandazione 16-05, paragrafo 3, stabilisce che lo schema di ripartizione della quota di pesce spada sarà definito da un apposito gruppo di lavoro dell'Iccat in modo «equo e giusto»;
    in data 18 aprile 2017 il suddetto gruppo di lavoro dell'Iccat ha riconosciuto all'Unione europea il 70,75 per cento della quota complessiva relativa al 2017 pari a 7.428,75 tonnellate, sulla base delle catture medie registrate negli anni 2010-1014;
    notizie recenti, invece, fanno sapere che questa scarsissima quota di pescato è stata ulteriormente abbassata di oltre 200 tonnellate;
    a seguito della ripartizione tra le Parti contraenti dell'Iccat, sono stati avviati i negoziati all'interno dell'Unione europea per definire le quote da attribuire ai singoli Stati membri;
    la presenza, in sede comunitaria, di una delegazione autorevole e determinata è indispensabile al fine di portare a un successo che tutta la marineria nazionale attende da molti anni;
    da diverse fonti sembrerebbe (vedasi comunicato stampa dell'Alleanza Cooperative Italiane – dipartimento pesca del 22 maggio 2017) che, durante lo svolgimento dei sopraddetti negoziati europei, la delegazione spagnola avrebbe chiesto alla Commissione europea di modificare la serie storica utilizzata in sede Iccat (2010-2014) per poi indurre l'esecutivo comunitario a prendere in considerazione la serie storica 2012-2014, a quanto risulta ai firmatari del presente atto, basandosi sull'assunto che l'Italia tra il 2010 e il 2011 avrebbe trasmesso dati di cattura provenienti dalla pesca illegale praticata con reti derivanti;
    l'assunto è del tutto privo di attendibilità, in quanto tutti i dati di cattura trasmessi in quegli anni ai vari organismi internazionali (Commissione europea, Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo-CGPM e convenzione internazionale per la protezione dei tonni di nel Mediterraneo-Iccat e altri) non sono mai stati oggetto di contestazione e ad oggi nessuna procedura di infrazione pesca con l'Unione europea è in corso;
    inoltre, il biennio 2010-2011 risulta essere quello più positivo per l'Italia ed è dunque palese che ogni modifica della serie storica 2010-2014 comporterebbe un danno non indifferente alla flotta italiana;
    giova ricordare che nel dicembre del 2012 l'attività del sistema di rilevazione e trasmissione dei dati di cattura curato da IREPA (Istituto di ricerche economiche in pesca e acquacoltura) è stata interrotta a causa di problematiche giudiziarie e che quindi non sarebbe stata garantita una trasmissione corretta ed integrale di tutti dati di pesca con il risultato di far registrare minori catture dal 2012 in poi;
    la flotta italiana della pesca al pesce spada non può pagare da sola la riduzione della quota europea dal 75 per cento al 70 per cento e vanno rispettate le chiavi di ripartizione usate dall'Iccat, evitando fughe in avanti della Spagna, che è seconda, dopo l'Italia, quanto a catture della specie in oggetto;
    l'eventuale riduzione della quota italiana per il pesce spada costituirebbe un duro colpo alle produzioni e alle imprese nazionali con ricadute anche sugli aspetti occupazionali, ed un assist per l'import proveniente dal nord Africa, dall'Atlantico e dal Pacifico,

impegna il Governo

ad adoperarsi, con determinazione, in tutte le sedi competenti, per la tutela della quota di pesca italiana dei pesce spada basata sulla chiave di ripartizione già utilizzata dall'Iccat per il riparto tra Parti contraenti e, cioè, sui dati di cattura del periodo 2010-2014.
(8-00245) «Luciano Agostini, Catanoso, Sani, Oliverio, Russo, L'Abbate, Placido, Antezza, Battaglia, Benedetti, Massimiliano Bernini, Carra, Cova, Cuomo, Dal Moro, Di Gioia, Falcone, Fiorio, Gallinella, Lacquaniti, Lupo, Marrocu, Mongiello, Palma, Prina, Romanini, Taricco, Terrosi, Venittelli, Zanin».