• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/07651 FAVERO, ALBANO, ANGIONI, Stefano ESPOSITO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: da quanto appreso dagli interroganti, sarebbe in atto un forte ridimensionamento delle sedi della...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07651 presentata da NICOLETTA FAVERO
mercoledì 14 giugno 2017, seduta n.838

FAVERO, ALBANO, ANGIONI, Stefano ESPOSITO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

da quanto appreso dagli interroganti, sarebbe in atto un forte ridimensionamento delle sedi della Polizia postale e delle comunicazioni presenti sul territorio nazionale;

ben 54 sezioni rischierebbero, senza alcun criterio selettivo apparente, la chiusura;

considerato che:

la Polizia postale e delle comunicazioni, attraverso sezioni di investigatori specializzati, si occupa del contrasto ai reati sul web, come terrorismo, odio razziale, atti persecutori, bullismo, furti, pornografia e pedopornografia, sostituzione di persona e furto di identità, clonazione di dati, tratta di esseri umani, prostituzione, condizionamento della pubblica opinione, propalazione di notizie false;

essa svolge, inoltre, un'importante opera di prevenzione, attraverso incontri informativi ed educativi con i giovani e gli studenti in tutte le zone del Paese;

ogni anno, a seguito del lavoro svolto da tale specialità della Polizia di Stato, vengono presentate, sulla base delle querele raccolte, centinaia di denunce in materia di reati informatici e sicurezza on line;

rilevato che:

sempre da notizie pervenute agli interroganti, sembrerebbe che il piano di riorganizzazione sia stato predisposto senza tener conto delle peculiari ed imprescindibili competenze tecnico-professionali del personale della Polizia postale e delle comunicazioni in materia di reati informatici e sul web;

l'eventuale soppressione di alcune delle sedi di Polizia postale sul territorio nazionale, e dunque l'assenza di tale personale specializzato in alcune parti del Paese, avrebbe ricadute fortemente negative sulla sicurezza dei cittadini, in quanto non sarebbe più possibile acquisire notizie investigative e prevenire e reprimere una molteplicità di reati sempre più in crescita, come quelli di matrice terroristica che, come noto, necessitano di un costante monitoraggio sul territorio;

nonostante negli ultimi anni si sia resa necessaria una razionalizzazione e riorganizzazione delle risorse istituzionali, tale decisione non può e non deve incidere su un servizio essenziale, che al contrario dovrebbe essere incrementato;

inoltre, l'eventuale chiusura delle sezioni di Polizia postale e delle comunicazioni stride a giudizio degli interroganti in modo evidente con quanto stabilito dalla legge n. 71 del 2017, recante "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo", che richiede un'adeguata dotazione di risorse strumentali e di personale;

considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:

la sezione di Biella è tra le sezioni a rischio chiusura;

nel corso del 2016, tra le sue molteplici attività, ha svolto numerosi interventi anche contro la clonazione di carte di credito, truffe e frodi informatiche, reati per cui si registra un aumento del 23 per cento rispetto all'anno precedente, a seguito dell'incremento del commercio on line e dell'informatizzazione dei sistemi di pagamento;

inoltre, ha svolto sul territorio biellese importanti operazioni anti pedofilia contro il rischio di adescamento di minori e a tutela di giovani donne biellesi, che hanno portato all'arresto e alla successiva condanna dei responsabili;

nel corso dell'ultimo biennio, la sezione ha organizzato a scopo preventivo diversi incontri informativi a favore dei giovani e dei genitori biellesi sui rischi legati all'uso del web; in particolare nel 2016, si sono tenuti 19 incontri, a cui hanno partecipato 1.150 alunni e 4 a cui hanno partecipato 230 genitori; inoltre, nel 2017, si sono tenuti 21 incontri che hanno visto la partecipazione di 1.430 persone, tra giovani e genitori;

tra i tanti pericoli presenti sulla rete e segnalati dalla Polizia postale, vi è il cosiddetto "Blue Whale", gioco perverso e criminale, che incita i giovani al suicidio e che ha già mietuto vittime in Italia e nel resto del mondo. Proprio grazie al lavoro svolto dalla sezione di Biella, numerosi giovani, che si sono avvicinati al tale "gioco", sono stati individuati e segnalati ai servizi socio-assistenziali locali;

è evidente, dunque, che l'eventuale soppressione della sezione di Polizia postale di Biella appare del tutto inopportuna e pericolosa, visto il proficuo lavoro svolto, la costante presenza sul territorio e la conseguente tempestività d'intervento, che ha consentito anche un'efficace opera di prevenzione sul territorio;

inoltre, la decisione di procedere alla chiusura della sezione di Polizia postale e delle comunicazioni di Biella non sarebbe giustificata neanche da motivazioni di razionalizzazione della spesa statale, in quanto la stessa è allocata all'interno degli uffici di Questura della città di Biella ed è dotata di attrezzature fornite da Poste italiane,

si chiede di sapere:

se la notizia della soppressione di alcune sedi di Polizia postale presenti sul territorio nazionale corrisponda al vero e se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover rivedere tale decisione, che appare agli interroganti inopportuna, dannosa, incomprensibile e anacronistica;

se, al contrario, non ritenga necessario adoperarsi per valorizzare tale importante servizio, in considerazione dell'ormai imprescindibile ruolo che svolge per garantire la sicurezza sul territorio, dotandolo di maggiori risorse di uomini e di mezzi;

infine, se non ritenga necessario rivedere l'eventuale decisione di procedere alla chiusura della sezione di Biella, in considerazione del prezioso servizio che ha reso e continua a rendere al territorio biellese e della grande professionalità e competenza di coloro che operano all'interno di tale sezione.

(4-07651)