• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/07632 DI BIAGIO, LANIECE, FAVERO, SCALIA, FABBRI, ANITORI, Stefano ESPOSITO, PUPPATO, ANGIONI, MALAN, GAMBARO, CASSINELLI, CONTE, MASTRANGELI, ASTORRE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07632 presentata da ALDO DI BIAGIO
martedì 13 giugno 2017, seduta n.836

DI BIAGIO, LANIECE, FAVERO, SCALIA, FABBRI, ANITORI, Stefano ESPOSITO, PUPPATO, ANGIONI, MALAN, GAMBARO, CASSINELLI, CONTE, MASTRANGELI, ASTORRE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il 3 giugno 2017, piazza san Carlo, a Torino, meta ambita di circa 30.000 tifosi convenuti da tutta Italia per assistere alla proiezione, su maxischermo, della finale di "Champions league" tra Juventus e Real Madrid, che si svolgeva al "Millenium stadium" di Cardiff, è stata teatro di una sfiorata tragedia, quando, a seguito, sembrerebbe, di un finto allarme bomba oppure del cedimento di una transenna, una folla impazzita per il timore di un attentato si è messa in fuga generando il panico in piazza;

il bilancio finale è stato di 1.527 feriti e tra questi un bimbo di soli 7 anni, rimasto schiacciato e calpestato dalla folla in fuga, che si trova attualmente in rianimazione all'ospedale pediatrico di Torino, "Regina Margherita". Una donna di 38 anni ha subito un arresto cardiaco per schiacciamento, mentre un'altra donna di 66 anni ha riportato un trauma toracico;

per quanto riguarda la gestione dell'ordine pubblico e della sicurezza, desta serie perplessità, in primo luogo, la mancata emanazione di un'ordinanza "anti vetro", anche in considerazione del fatto che fonti di stampa riferiscono che la piazza sarebbe stata già piena di bottiglie dal pomeriggio. Sul punto, il questore di Torino, Angelo Sanna, si sarebbe difeso affermando che l'ordinanza del 2010 sarebbe stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. E tuttavia la dichiarazione di incostituzionalità riguarderebbe una norma a suo tempo ipotizzata per consentire ai sindaci di adottare provvedimenti a "contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato". Di fatto, un'ordinanza non temporalmente limitata sarebbe incostituzionale, diversamente da un'ordinanza mirata e specifica in relazione ad un evento di massa, quale quello svoltosi sabato sera in piazza san Carlo, avente durata ed efficacia limitata, che invece sarebbe stata pienamente legittima;

è opportuno ricordare che la maggior parte delle persone coinvolte nell'incidente ha riportato ferite da taglio dovute alle numerosissime bottiglie di vetro presenti in piazza, per la presenza di venditori abusivi di alcolici, che avrebbe dovuto comunque essere sanzionata e contrastata di per sé nel rispetto delle norme di contrasto al commercio abusivo;

ulteriori criticità derivano dalla gestione logistica dell'evento e dal pieno rispetto dei parametri di sicurezza, dalle vie di fuga mancanti, dal mancato coordinamento interforze, dalla carenza di punti e mezzi di soccorso, che ha costretto alcuni feriti a fare lunghi percorsi a piedi per raggiungere il presidio ospedaliero più vicino dove farsi apporre i punti di sutura, procedura per la quale i presidi della piazza avevano esaurito il materiale sanitario. Tutti elementi che fanno emergere la mancanza di un piano di gestione dell'eventuale emergenza, che è stata di fatto lasciata alla singola iniziativa, o del vicecomandante dei Vigili del fuoco, o del comandante della Polizia municipale;

considerato che:

oltre alla fallimentare gestione della sicurezza e delle dinamiche emergenziali, un dato che emerge in maniera eclatante è il drammatico impatto dell'effetto "psicosi da attentato", che ha trasformato i tifosi in una folla indomabile e cieca, palesando un'evidente mancanza di quella cultura di protezione civile che, nell'attuale congiuntura geopolitica mondiale continuamente esposta alla minaccia terroristica, consentirebbe di rispondere in maniera differente alle situazioni di potenziale rischio;

la totale assenza di una prassi comportamentale adeguata all'emergenza, di cui si è avuta evidenza nei fatti di Torino, è solo l'ultimo esempio di un fenomeno che si è ripetuto, purtroppo, in differenti occasioni negli ultimi mesi, anche a seguito delle tragedie che hanno interessato il nostro Paese, a causa dei drammatici eventi che hanno accompagnato la disastrosa stagione di eventi sismici iniziata l'estate 2016;

il comprensibile disorientamento che eventi drammatici e rischiosi possono generare nella cittadinanza sarebbe opportuno che trovasse adeguata attenzione da parte delle istituzioni, affinché la gestione lungimirante e preventiva degli eventi massivi, oltre all'adozione di misure preventive relativamente alla scelta dei luoghi anche in base alla presenza di opportune vie di fuga, allo stanziamento di un congruo numero di unità di personale dedicato alla gestione della sicurezza, dell'ordine pubblico e del pronto soccorso e all'emanazione di opportuni provvedimenti normativi finalizzati a ridurre il tasso di pericolosità collaterale, coinvolga anche quell'imprescindibile sensibilizzazione della cittadinanza sui comportamenti e le buone prassi da adottare in situazioni di rischio o di emergenza;

i drammatici eventi di Torino palesano l'opportunità e l'esigenza di avviare una campagna culturale e formativa di sensibilizzazione in tal senso, finalizzata alla diffusione di una cultura di protezione civile, sia attraverso percorsi educativi mirati all'interno del sistema scolastico, sia, a maggior ragione, attraverso il servizio pubblico di informazione, che consenta di creare nel tempo una solida consapevolezza dei rischi reali e potenziali che lo scenario attuale presenta, delineando contemporaneamente strategie comportamentali da mettere in atto o da evitare, scongiurando anche l'effetto emulazione, che l'eventuale bravata di piazza san Carlo potrebbe suscitare nelle giovani generazioni;

iniziative di tale natura, il cui rilievo e contenuto sarebbe ben più meritevole di attenzione rispetto alle numerose discutibili superficialità che spesso riempiono i pubblici palinsesti, rappresenterebbero un sicuro investimento culturale e sociale che, nel consolidare la conoscenza delle diverse tipologie di rischi, permettendo altresì di acquisire buone prassi comportamentali da mettere in atto al momento opportuno, contribuirebbe a rinforzare quel senso di consapevolezza sulle situazioni, che rappresenta certamente il primo necessario passo per evitare reazioni incontrollate ed inconsulte e, superato l'iniziale disorientamento, per adottare comportamenti adeguati,

si chiede di sapere:

quali siano le evidenze circa le disfunzioni e le responsabilità legate ai fatti descritti e quali misure si intenda avviare al fine di scongiurare che simili tragedie possano ripetersi in futuro;

quali progetti e iniziative siano attualmente attive con l'obiettivo di promuovere nella cittadinanza una cultura della protezione civile;

se il Governo non ritenga opportuno avviare una campagna culturale di sensibilizzazione, sia attraverso il servizio pubblico di informazione, sia attraverso opportuni percorsi educativi rivolti alle giovani generazioni, al fine di facilitare la definizione di una solida consapevolezza, relativamente ai rischi reali e potenziali che lo scenario attuale presenta, delineando contemporaneamente strategie comportamentali da mettere in atto o da evitare, favorendo in questo senso la diffusione di quella cultura della protezione civile, ancora profondamente carente nel nostro Paese, che consentirebbe di mitigare gli effetti devastanti, di cui si è avuto prova nei recenti eventi di Torino.

(4-07632)