• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11587    nel nostro Paese sembra quasi dato per scontato, che per avere l'attenzione delle istituzioni e quindi la possibile soluzione a situazioni drammatiche che gravano pesantemente sulla vita...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11587presentato daGNECCHI Marialuisatesto diGiovedì 15 giugno 2017, seduta n. 814

   GNECCHI e COVA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   nel nostro Paese sembra quasi dato per scontato, che per avere l'attenzione delle istituzioni e quindi la possibile soluzione a situazioni drammatiche che gravano pesantemente sulla vita delle persone, sia necessario suscitare clamore mediatico;
   già nel 2016, il Governo pro tempore pressato dal clamore mediatico che suscitarono alcuni casi di malati oncologici, ha modificato le norme sulla reperibilità per le visite mediche fiscali, esonerando questi soggetti e mettendo fine ad un sistema di norme che andava a colpire persone già pesantemente provate;
   si intende quindi richiamare nuovamente l'attenzione del Governo sul soggetto colpito da malattia oncologica, che oltre alle attenzioni della propria cerchia famigliare, riceve molto spesso più sostegno e solidarietà dai colleghi del posto di lavoro, che non dalle istituzioni preposte ai vari livelli;
   con il presente atto di sindacato ispettivo si vuole pertanto riportare il caso della signora S.A. – C.f. Sbl Lns 76B48L049G. Il calvario di questa lavoratrice, colpita da malattia oncologica, è durato circa due anni e mezzo, inizia nel novembre 2014 e termina purtroppo il 17 maggio 2017 con la morte della persona, all'età di 41 anni, che lascia un figlio di 9 anni e il marito;
   in data 6 marzo 2015 viene presentata la domanda di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento ai sensi della legge n. 18 del 1980, quanto meno limitatamente al periodo in cui la lavoratrice è stata sottoposta a trattamenti oncologici e radio-chemioterapici;
   nella seduta del 17 giugno 2015, la commissione medica competente per territorio riconosceva l'istante invalida al 100 per cento, in quanto invalida con totale e permanente inabilità lavorativa (articoli 2 e 12 della legge n. 118 del 1971) e affetta da «adenoma del polmone con ripetizioni ossee e polmonari», senza tuttavia riconoscere l'indennità di accompagnamento;
   nonostante la malattia e le conseguenti spese che la famiglia ha dovuto affrontare, avverso la suddetta decisione viene proposto ricorso al tribunale di Taranto, ma purtroppo la prima udienza è intervenuta a giugno 2017, dopo la morte della ricorrente, con successivo rinvio dell'udienza a settembre 2017;
   nel luglio 2015, al fine di poter assistere la moglie e con un bambino di sette anni, al marito (G.F), dopo aver consumato tutte le ferie spettanti e anche quelle ferie che era possibile anticipare, viene però concesso il congedo biennale (articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001) usufruito per circa 22 mesi e mezzo;
   è atto dovuto citare la testimonianza, non solo della stessa lavoratrice, prima che intervenisse la sua morte, ma anche della sorella e del marito, in relazione a quanto sia stato forte il sostegno dei colleghi di lavoro per aiutarla in ogni modo, soprattutto sul posto di lavoro, a fronte invece di uno Stato, che attraverso una struttura territoriale, non ha saputo, ad avviso degli interroganti, affrontare il caso specifico con il dovuto approfondimento e la necessaria attenzione;
   se da un lato è sicuramente condivisibile che si perseguano le cosiddette false invalidità, non è assolutamente più sostenibile, che, a fronte di un'accertata malattia oncologica e relativa situazione invalidante, si neghi l'indennità di accompagnamento per casi come quello segnalato, che purtroppo non è l'unico –:
   se non ritenga il Ministro interrogato di avviare, per quanto di competenza, una verifica sul caso segnalato, accertando se la struttura territoriale deputata a concedere l'indennità di accompagnamento abbia agito secondo quanto previsto dalle norme vigenti, nonché di effettuare un monitoraggio su queste specifiche casistiche, con l'obiettivo di evitare il ripetersi di suddetti drammi, procedendo eventualmente a rivedere le relative direttive. (5-11587)