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Atto a cui si riferisce:
S.1/00796 premesso che: la Consip è una società per azioni del Ministero dell'economia e delle finanze, suo azionista unico, e opera secondo i suoi indirizzi strategici, al servizio esclusivo...



Atto Senato

Mozione 1-00796 presentata da BRUNO MANCUSO
giovedì 15 giugno 2017, seduta n.840

MANCUSO, BIANCONI, VICECONTE, COLUCCI, CONTE, PAGANO, VICARI, ANITORI - Il Senato,

premesso che:

la Consip è una società per azioni del Ministero dell'economia e delle finanze, suo azionista unico, e opera secondo i suoi indirizzi strategici, al servizio esclusivo della pubblica amministrazione;

Consip nasce nel 1997 come leva di cambiamento nella gestione delle tecnologie ICT dell'allora Ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica;

con il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414, sono state affidate alla Consip le attività informatiche dell'amministrazione statale in materia finanziaria e contabile, mentre, con i decreti del Ministero del tesoro 22 dicembre 1997 e 17 giugno 1998, è stato assegnato alla società l'incarico di gestire e sviluppare i servizi informatici dello stesso Ministero;

due anni dopo, con il decreto ministeriale 24 febbraio 2000, viene attribuita alla Consip anche l'attuazione del programma per la razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione, previsto dalla legge finanziaria per il 2000 (legge 23 dicembre 1999, n. 488);

nel corso degli anni, molteplici interventi hanno caratterizzato lo sviluppo delle attività. In ultimo si rammenta, tra il 2013 e il 2014, il riassetto delle attività ICT del Ministero dell'economia e di procurement dello Stato, che ha rafforzato il ruolo dell'azienda nel nuovo sistema nazionale degli approvvigionamenti pubblici, in attuazione delle norme sulla "spending review ";

considerato che:

l'azienda svolge attività di assistenza e supporto negli acquisti delle amministrazioni pubbliche, agendo su tre aree principali: l'attuazione del programma di razionalizzazione degli acquisti pubblici, attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche e strumenti innovativi; lo sviluppo di progetti-gara, per singole amministrazioni sulla base di specifici disciplinari, e per tutte le amministrazioni come centrale di committenza; la realizzazione di progetti per la pubblica amministrazione, individuati attraverso provvedimenti di legge o atti amministrativi, in virtù della capacità di gestire progetti complessi;

l'azienda è caratterizzata da un modello organizzativo del tutto innovativo nella realtà italiana, che coniuga le esigenze delle amministrazioni con l'attenzione alle dinamiche del mercato, in un'ottica di massima trasparenza ed efficacia delle iniziative. Consip dovrebbe rendere più efficiente e trasparente l'utilizzo delle risorse pubbliche, fornendo alle amministrazioni strumenti e competenze per gestire i propri acquisti di beni e servizi, stimolando le imprese al confronto competitivo con il sistema pubblico;

dall'analisi dei dati del bilancio consuntivo relativo all'anno 2016 emergono dati positivi sull'operato della Consip con il sostanziale raggiungimento degli obiettivi prefissati. La "spesa presidiata" ha raggiunto nel corso dell'ultimo anno la soglia di 48,3 miliardi di euro, con un incremento del 20 per cento rispetto al 2015. Il dato rappresenta oltre la metà dell'intera spesa pubblica per beni e servizi, che ammonta a complessivi 89 miliardi di euro. La spesa "intermediata" direttamente dalla Consip ha raggiunto nel 2016 la soglia di 7,9 miliardi di euro con un incremento del 7 per cento rispetto all'anno precedente, mentre il "risparmio" conseguito grazie all'operato della società ha raggiunto la soglia di 3,4 miliardi nel 2016, con un incremento del 10 per cento rispetto al 2015;

nell'ultimo triennio i risparmi cumulati dall'area pubblica grazie all'azione della Consip sono stimati in oltre 11 miliardi di euro, a cui vanno aggiunte altre voci di risparmio indirette per un valore di oltre 2,5 miliardi di euro;

la legge di bilancio per l'anno 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha previsto nuovi ed ulteriori compiti per la Consip, al fine di garantire interventi più incisivi e il raggiungimento di ulteriori risparmi di spesa, in particolare ampliando il novero dei soggetti obbligati ad utilizzare gli strumenti di acquisto e negoziazione predisposti dalla società ed estendendo il ricorso ai medesimi anche per le attività di manutenzione;

considerato, inoltre, che:

la Consip si è ritrovata al centro di un'inchiesta, condotta in un primo momento dalla Procura di Napoli e in seguito di concerto con la Procura di Roma, che riguarda l'assegnazione degli appalti nella pubblica amministrazione. L'inchiesta giudiziaria è iniziata con una gara d'appalto, la Facility management (FM4), che si occupa della fornitura di servizi (come la pulizia e la manutenzione) per gli uffici della pubblica amministrazione e che è stata bandita dalla centrale acquisti nel 2014. Il suo valore complessivo ammontava a circa 2,7 miliardi di euro e il bando è stato suddiviso in lotti. La Facility management è finita al centro del "caso Consip" in seguito all'inchiesta nata a Napoli, e condotta dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia Henry John Woodcock e Celeste Carrano su presunte irregolarità nell'assegnazione di alcuni appalti come quello per il servizio di pulizia all'ospedale "Cardarelli". Da quest'inchiesta è nato poi il filone che si concentra sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, andata alla Procura di Roma per competenza territoriale;

da notizie sull'inchiesta giudiziaria in corso, che sono divenute di dominio pubblico, risulta che l'amministratore delegato della Consip avrebbe testimoniato alla magistratura di aver ricevuto esplicite richieste, da soggetti esterni alla società, finalizzate ad orientare gli esiti di importanti gare d'appalto indette dalla Consip;

da queste dichiarazioni, la cui veridicità è tuttora sottoposta alla verifica della magistratura, emerge che l'amministratore delegato della Consip non avrebbe provveduto a denunciare tempestivamente alla magistratura i fatti indirizzati ad alterare il corretto svolgimento delle gare e non avrebbe provveduto a revocare o sospendere le relative procedure d'appalto a tutela degli interessi della società, con ciò venendo meno ai doveri di professionalità e ai criteri di onorabilità e correttezza richiesti ai manager di una società a totale partecipazione pubblica;

l'omessa denuncia dei fatti, oltre a rappresentare il venir meno di un dovere d'ufficio da parte dell'amministratore delegato di Consip, violerebbe il codice etico della Consip;

a tali fatti si sarebbe poi aggiunta la rimozione dagli uffici dell'amministratore delegato della Consip della strumentazione utilizzata dagli inquirenti per le attività investigative avviate a tutela degli interessi pubblici in tema di appalti e contratti pubblici, con conseguente condizionamento delle indagini in corso;

un altro filone di indagine della magistratura è focalizzato sulle vicende di corruzione e traffico di influenze illecite che coinvolgerebbero dirigenti della Consip sospettati di aver aiutato, dietro dazione di denaro, la partecipazione di taluni imprenditori ai bandi di gara a partire dal 2012;

il complesso di queste indagini in corso, oltre a delegittimare gli attuali vertici e il management della Consip, rischia di frenare e compromettere l'operato della società, alla quale è assegnato un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e per la razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione,

impegna il Governo:

1) a valutare l'opportunità di supervisionare, nell'ambito delle prerogative di vigilanza e controllo ad esso spettanti, la regolarità delle gare bandite da Consip e valutare, eventualmente, un loro annullamento, nel caso in cui si riscontrino anomalie;

2) a procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip coinvolti nei fatti descritti, nel rispetto delle modalità previste dalla vigente normativa, al fine di garantire la piena e corretta funzionalità della società;

3) ad esercitare tutte le funzioni e le prerogative di vigilanza e di indirizzo di competenza dell'azionista di riferimento, al fine di garantire un rigoroso rispetto della legalità da parte degli amministratori della Consip, di salvaguardare l'immagine della società, anche tutelandone il profilo di azienda pubblica, e di promuovere il rilancio della stessa intorno ad un management qualificato ed estraneo alla vicenda giudiziaria in corso.

(1-00796)