• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07670 SPILABOTTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per lo sport e dell'economia e delle finanze - Premesso che a quanto risulta all'interrogante: l'intero settore...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07670 presentata da MARIA SPILABOTTE
giovedì 15 giugno 2017, seduta n.840

SPILABOTTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per lo sport e dell'economia e delle finanze - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

l'intero settore dell'editoria sta vivendo un momento difficilissimo, la cui crisi si sta direttamente proiettando sui conti pubblici, sotto forma di ricorso agli ammortizzatori sociali;

il pluralismo dell'informazione è oggetto di tutela costituzionale, ai sensi dell'articolo 21 della Carta Costituzionale;

il Parlamento, al termine di un lungo e articolato dibattito, ha approvato la legge 26 ottobre 2016, n. 198;

il Governo, in attuazione dell'articolo 2 della citata legge, ha emanato il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, sottoponendo lo schema dello stesso ai pareri delle competenti Commissioni parlamentari, nel rispetto della fonte primaria;

il comma 7-bis dell'articolo 2 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, come modificato dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, prevede che: "Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 50 per cento del contributo calcolato come previsto dal presente decreto. La seconda rata, a saldo, è versata entro il termine di conclusione de procedimento. All'atto dei pagamenti, l'impresa deve essere in regola con le attestazioni rilasciate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti dei contributi previdenziali e non deve risultare inadempiente in esito alla verifica di cui all'articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602";

per rispettare gli obblighi previsti dalla nuova normativa, le imprese hanno provveduto ad anticipare le richieste di regolarizzazione delle posizioni presso gli enti previdenziali e presso il fisco e hanno fatto, sulla base di una prescrizione di legge, affidamento sull'incasso, entro il termine fissato dalla norma del 30 maggio 2017;

il mancato incasso dell'anticipazione entro il termine previsto, rischia di non consentire alle imprese di rispettare gli ulteriori impegni che vanno onorati entro il termine fissato dalla legge del 30 settembre 2017, al fine della liquidazione del saldo del contributo;

il fondo istituito dall'articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, garantisce il fabbisogno della liquidazione degli acconti nei tempi stabiliti dalla norma;

da quanto risulta, nessuna impresa ha ancora incassato gli anticipi previsti dalla legge, nonostante il termine del 30 maggio sia ampiamente scaduto e che la mancata erogazione delle somme prescritte rischi di determinare ulteriori crisi delle imprese, con chiusure ed azioni di risarcimento danni;

il Parlamento, approvando una legge, ha dato al Governo un'indicazione precisa e il rispetto della stessa rientra in un obbligo che non può essere eluso con ricorsi a formalismi, attesa anche la consistenza del fondo;

ogni ulteriore ritardo nelle erogazioni previste dalla norma rischia di compromettere, in maniera definitiva, la garanzia di un sistema pluralistico dell'informazione, in violazione dell'articolo 21 della Costituzione,

si chiede di sapere se il Governo intenda riferire in Parlamento in merito alle ragioni per cui non siano stati rispettati i termini di erogazione degli acconti previsti dalla legge e di relazionare in merito alla tempistica con cui verrà garantito l'adempimento di quanto previsto dalla legge 26 ottobre 2016, n. 198.

(4-07670)