• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11593    nel 1991 venne emanato il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio del 10 giugno 1991, che prevedeva l'Indicazione geografica «Vermouth di Torino», concedendo allo Stato membro e ai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11593presentato daTARICCO Minotesto diLunedì 19 giugno 2017, seduta n. 816

   TARICCO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   nel 1991 venne emanato il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio del 10 giugno 1991, che prevedeva l'Indicazione geografica «Vermouth di Torino», concedendo allo Stato membro e ai produttori interessati di procedere alla specifica regolamentazione del medesimo;
   nel 2014 veniva emanato il Regolamento (UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sui vini aromatizzati, che continuava a contemplare l'Indicazione geografica «Vermouth di Torino», e che fissava nel 28 marzo 2017 la data entro la quale lo Stato membro e i produttori interessati potevano provvedere a regolamentare in modo specifico la prevista indicazione geografica;
   negli anni a partire dal 2013 e sino a inizio 2017, all'interno della filiera produttiva del Vermouth, è maturata la consapevolezza di un patrimonio storico da salvaguardare, quindi si è iniziato a lavorare alla definizione e alla stesura di una bozza di disciplinare;
   nel mese di marzo veniva presentata dalla Federazione italiana industriali produttori esportatori e importatori di vini, ... ed affini (Federvini), attraverso la regione Piemonte, istanza di registrazione dell'indicazione geografica «Vermut di Torino» nel registro elettronico delle indicazioni geografiche protette; è stato approvato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il disciplinare di produzione dell'indicazione geografica «Vermut di Torino/Vermouth di Torino», contenente gli elementi richiesti dall'articolo 10 del regolamento (UE) n. 251/2014 la cui approvazione e trasmissione alla Commissione europea è necessaria ai fini della suddetta registrazione;
   detto disciplinare di produzione del Vermut di Torino IGP prevede tra l'altro:
    una gradazione alcolica minima del prodotto finale di 16 per cento volumetrica, a fronte del fatto che il sopra citato regolamento n. 1601 del 1991 prevedeva un limite minimo di gradazione del 14,5 per cento Vol, e che le gradazioni alcoliche più ricorrenti dall'inizio del secolo scorso erano intorno a 15 per cento Vol e anche inferiori per il prodotto destinato all'esportazione, e che la gradazione alcolica non rappresenti di per se qualità, trattandosi prevalentemente del risultato di un procedimento di aggiunta di alcool, mentre nello stesso disciplinare non viene prevista nessuna gradazione alcolica minima e quindi nessuna qualità minima del vino base del procedimento;
    relativamente alle tipologie e provenienze dei vini base, che solamente nella tipologia «Superiore» questi devono essere originari del Piemonte per il 50 per cento mentre per la tipologia di base è sufficiente che si usino vini italiani;
    in merito alla produzione degli estratti aromatizzanti il disciplinare, che solamente le artemisie siano coltivate e/o raccolte in Piemonte, quando, invece, nella tradizione, la produzione degli estratti era realizzata dalla singola azienda, partendo da formule riservate e storiche, che consolidavano il valore aggiunto di ogni produttore, ed inoltre non sono previsti periodi minimi di maturazione degli estratti aromatizzanti e/o del prodotto finito, condizioni che invece, in un'ottica di qualità, meriterebbero un'adeguata regolamentazione;
    l'obbligo di effettuare le operazioni di elaborazione fino al confezionamento del Vermut di Torino nella regione Piemonte, con alcune deroghe che autorizzano tali attività su tutto il territorio nazionale, a seguito di autorizzazioni individuali per un articolato elenco di situazioni aziendali. In un'ottica semplificatoria e di legame al territorio si potrebbe autorizzare la produzione di infusi e del Vermouth di Torino alle sole aziende italiane che da almeno 10 anni producono Vermouth di Torino al di fuori dei confini piemontesi, ma all'interno del territorio italiano –:
   quale sia lo stato del percorso in essere con riguardo al disciplinare di produzione del «Vermut di Torino»;
   se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative per modificare un siffatto disciplinare che potrebbe portare alla realizzazione di un prodotto, il Vermouth di Torino, a indicazione geografica protetta, che caratterizzerebbe in tal senso un territorio, senza che la base di vino per realizzarlo, così come gli estratti aromatizzanti utilizzati, debbano essere prodotti necessariamente in quel territorio.
   (5-11593)