• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/02853/056 premesso che: il provvedimento in esame all'articolo 22 commi 8-ter, 8-quater e 8-quinquies prevede interventi volti a riformulare talune disposizioni della legge 16 marzo 2001, n. 72...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/2853/56 presentato da ALDO DI BIAGIO
giovedì 15 giugno 2017, seduta n. 840

Il Senato,
premesso che:
il provvedimento in esame all'articolo 22 commi 8-ter, 8-quater e 8-quinquies prevede interventi volti a riformulare talune disposizioni della legge 16 marzo 2001, n. 72 disciplinante Interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, e della legge 21 marzo 2001, n. 73 in favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia;
nello specifico al fine di sviluppare attività culturali previste dalle suddette norme si prevedono ulteriori finalità ed ulteriori coinvolgimenti attraverso ulteriori atti integrativi alle convenzioni e prevedendo una sorte di armonizzazione tra entrambe le leggi 72 del 1973 del 2001 in una prospettiva di verosimile maggiore farraginosità con il moltiplicarsi degli attori coinvolti e con una mancata occasione di snellimento e trasparenza delle procedure che rende di fatto la modifica operata, assolutamente anacronistica rispetto alle reali istanze che sottendono attualmente le due leggi;
si segnala che le disposizioni contenute nelle leggi 16 marzo 1001, n. 72 e 21 marzo 2001, n. 73 e approvate nel 2001 sono state predisposte con l'obiettivo di dare un riscontro politico, sociale e culturale alle evoluzioni storiche e politiche che hanno coinvolto la popolazione italiana nei territori della attuale Croazia e Slovenia a partire dalle ultime battute del Secondo conflitto mondiale;
ma vale la pena sottolineare che la disciplina nel suo complesso, così come previsto a legislazione vigente, risponde a delle esigenze storiche e funzionali che al momento sono assolutamente superate in ragione delle dinamiche di integrazione europea di quei territori e dunque ben lontane dall'esigenza di favorire strumenti di promozione e dialogo in uno scenario in cui vigeva una contrapposizione bipolare o un suo immediato superamento tale da legittimare strumenti di valorizzazione e sostegno su entrambi i versanti;
pertanto, sussisterebbe l'esigenza di rettificare le due leggi per ricontestualizzarle rispetto ad uno scenario storico, politico e culturale completamente mutato, ed in questa prospettiva un intervento come quello ipotizzato nel provvedimento in esame, risulterebbe assolutamente disarmonico rispetto alla citata istanza;
nell'ambito delle iniziative in favore delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia, si ricorda che la l'articolo 14, comma 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 19 ha previsto una spesa di 12 miliardi di lire (pari a circa 6,2 milioni di euro) per il periodo 1991-1993, per le attività in favore della minoranza italiana in Jugoslavia, da svolgersi anche in collaborazione con la regione Friuli-Venezia Giulia e con altre istituzioni ed enti.
successivamente, la legge 21 marzo 2001, n. 73 nel rifinanziare tale disposizione, ha previsto che il relativo stanzia mento venisse utilizzato mediante convenzione da stipulare tra il Ministero degli affari esteri, l'Unione italiana e l'Università popolare di Trieste;
la suindicata modalità di erogazione delle risorse, che prevede una sorta di meccanismo farraginoso e per certi aspetti "filtrato" di messa in disponibilità dello stanzia mento è espressione di uno scenario storico entro il quale i Paesi - entro cui le minoranze italiane risiedevano - si collocavano non solo oltre i confini del costituendo sistema europeo, ma in un area che - all'indomani della caduta del muro di Berlino - si apprestava ad avviare un complesso processo di emancipazione socio-politica;
con l'attuazione piena delle dinamiche di integrazione europea e l'entrata in Unione europea dei Paesi di residenza delle suddette minoranze, sono venuti meno i presupposti di stanziamento in regime di convenzionalità vigenti dal 1993 sollecitando di contro una revisione delle modalità di erogazione, secondo linee guida improntate alla trasparenza e prevedendo meccanismi inderogabili di rendicontazioni in capo ai soggetti destinatari delle suddette risorse;
in questa prospettiva non si potrebbe prescindere da una altrettanto valida esigenza di promozione degli strumenti di valorizzazione delle relazioni tra l'Italia e la comunità italiana in Montenegro, in particolare la Comunità di Cattaro, in ragione del ruolo determinante svolto dalla Comunità degli Italiani del Montenegro nell'ambito dello sviluppo socio-economico del Paese, e per la capacità di promozione della cultura italiana nel territorio montenegrino; senza trascurare il fatto che la promozione di siffatte dinamiche si colloca in maniera armonica con il percorso di integrazione dell'intera regione balcanica;
la priorità di garantire la salvaguardia ed il corretto e lecito utilizzo delle risorse stanziate dai suddetti strumenti normativi, inquadrate in una prospettiva di rinnovata contestualizzazione storica senza trascurare un adeguata semplificazione e trasparenza del modus di erogazione, gestione e amministrazione delle stesse, rappresenta un punto assolutamente non trascurabile che dovrebbe essere riferimento assoluto di un auspicabile riforma sistemica del quadro legislativo in materia andandosi a collocare ulteriormente in un percorso di tutela del patrimonio rappresentato dalle nostre minoranze in aree oggetto di significative dinamiche storiche per il nostro Paese;
impegna il Governo:
a valutare l'opportunità di avviare un riforma sistemica delle disposizioni di cui alle leggi 72 e 73 del 2001, attualmente condizionate da una disciplina obsoleta, in una prospettiva di ricontestualizzazione delle misure in uno scenario storico, sociale e politico mutato rispetto alla ratio che condusse al quadro normativo e che preveda, tra le altre cose, una razionalizzazione del modus gestionale delle risorse in favore della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia e degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, nonché verso la comunità italiana in Montenegro, in particolare attraverso una ottimizzazione delle modalità e delle tempistiche di stanziamento ed erogazione delle risorse di cui alla legge n. 72 del 2001 caratterizzate da farraginosità e rallentamenti operativi, e attraverso la revisione in favore di maggiore trasparenza dei vigenti meccanismi di erogazione degli stanziamenti di cui alla legge 73 del 2001, prevedendo meccanismi di rendicontazione e controllo in sede di destinazione delle risorse al fine di esorcizzare eventuali pregiudizi circa la mission delle norme e degli intenti correlati.
(numerazione resoconto Senato G22.10)
(9/2853/56)
DI BIAGIO