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Atto a cui si riferisce:
C.5/01542 il 26 luglio 2013 si è riunita a Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila) la Commissione interregionale del turismo della Conferenza delle regioni italiane per presentare al Ministro interrogato...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 marzo 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-01542

Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'On.le Prodani chiede quali iniziative questo Ministero intende porre in essere per favorire il rilancio del settore industriale degli eventi.
Il turismo congressuale è indubbiamente un turismo di nuova generazione. La motivazione che spinge i partecipanti a recarsi in una certa località e a servirsi di determinate strutture non è squisitamente turistica, ma semmai più vicina a quella che si può definire una momentanea delocalizzazione professionale.
Il congressuale va ben oltre la dimensione «business», un evento congressuale infatti non si risolve soltanto in una o più giornate di lavoro, in cui tessere anche rapporti e contatti con i convenuti.
Se un tempo, durante i congressi, si sottovalutavano gli aspetti paralleli legati al tempo libero, da qualche anno, appare quasi irrinunciabile la scelta di siti interessanti e non soltanto di luoghi fisici ben attrezzati, come sedi delle convention.
Da diverso tempo, ormai, sia il grande meeting che i piccoli convegni prevedono varie possibilità di arricchimento, di stimolo a fianco e dentro le giornate d'incontro. Gastronomia, natura, shopping, escursioni, visite guidate, esperienze emozionanti e particolari sono quasi irrinunciabili integratori del pacchetto congressuale. In poche parole una destinazione congressuale al giorno d'oggi è sempre più anche una destinazione turistica.
Il turismo congressuale si rivolge ad un target che ha una capacità di spesa interessante, attento alle proposte di buona cucina e che non disdegna anche proposte di natura culturale. È attratto dallo shopping e più in generale dalle proposte peculiari che un territorio è in grado di offrire. Proprio per queste continue evoluzioni le ricadute sulle comunità presentano margini sempre più in crescita.
Il turismo congressuale svolge di riflesso anche un ruolo promozionale per la stessa destinazione: chi frequenta una località con questa motivazione potrebbe essere spinto a ritornarci per semplici motivazioni di vacanza, a patto ovviamente che la destinazione abbia anche dei prodotti da offrire.
Attualmente, in Italia non esiste un referente unico per questo prodotto turistico, a differenza delle esperienze internazionali che mostrano il successo di una tale organizzazione delle proposte, come Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania.
A seguito della chiusura e liquidazione del Convention Bureau Italia, dopo meno di due anni di attività, su atto di indirizzo del Ministro pro tempore per gli affari regionali, il turismo e lo sport, è stato affidato all'ENIT – Agenzia nazionale del turismo il compito di garantire la continuità delle azioni promozionali a sostegno del settore congressuale, i cui costi sarebbero stati coperti dai fondi residuati dalla società Convention Bureau S.p.A.
L'ENIT – Agenzia nazionale del turismo ha avviato un tavolo di lavoro congiunto per condividere, sia con le Regioni che con i rappresentanti delle imprese, le decisioni in merito alle azioni da intraprendere a sostegno del settore.
Il 26 luglio 2013, a Santo Stefano di Sessanio, come correttamente ricordato dall'onorevole interrogante, è stato siglato un «Protocollo di relazione per il coordinamento delle Azioni di Sviluppo dell'offerta congressuale italiana» ed è stato costituito un Comitato di coordinamento, presieduto dall'ENIT – Agenzia nazionale del turismo e composto da 4 rappresentanti nominati dalle Regioni e dalle Province autonome, un rappresentante della Regione Toscana, in quanto capofila del progetto interregionale, un rappresentante del coordinamento regionale in materia di turismo, 4 rappresentanti di Federcongressi e 3 rappresentanti nominati dalle Associazioni di categoria.
I lavori del Comitato sono stati avviati ed è in fase avanzata di studio un denso programma di iniziative che prevedono, oltre al sostegno alla promo-commercializzazione del settore, anche attività di formazione e studio e, non ultimo, il progetto di rilancio dell'Osservatorio Congressuale Italiano.
L'ENIT – Agenzia nazionale del turismo, sulla base delle direttive ricevute, ha garantito la continuità delle azioni promozionali, confermando la partecipazione dell'Italia alle principali fiere del settore: IMEX Francoforte (maggio 2013), IMEX America (Las Vegas, ottobre 2013), BTC (Firenze, novembre 2013) e EIBTM (Barcellona, novembre 2013).
In ordine alle misure da intraprendere a sostegno del settore, si ritiene che, per far diventare l'Italia meta privilegiata del turismo congressuale, occorra potenziare la promozione della destinazione Italia e l'intero suo sistema di offerta attraverso un coordinamento efficiente della selezione dei luoghi, delle sedi, dei fornitori e delle imprese. Pertanto, tenuto conto della rilevanza strategica che riveste il turismo congressuale per le notevoli ricadute sul territorio in termini di volume d'affari indotto, è necessario dare impulso alla filiera di riferimento, realizzando una giusta integrazione tra pubblico e privato.
Vorrei da ultimo precisare che la materia del turismo è stata solo di recente accorpata alle altre competenze istituzionali del Ministero dei beni culturali ed è in corso una riflessione approfondita su queste tematiche. Una riflessione che avrà ripercussioni sulla governance del settore, nonché sul riassetto dell'intero sistema di sostegno, tramite incentivi sia diretti che fiscali e forme di semplificazione amministrativa e burocratica, a favore del comparto delle imprese di settore, accompagnata dalla previsione di una serie di azioni specifiche, legate in particolare all'ormai imminente Expo 2015.