• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04144-A/018    premesso che:     il provvedimento in esame «Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette» (AC 4144-A) presenta...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/04144-A/018presentato daFIORIO Massimotesto diMartedì 20 giugno 2017, seduta n. 817

   La Camera,
   premesso che:
    il provvedimento in esame «Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette» (AC 4144-A) presenta disposizioni anche in merito alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico nazionale;
    con il Decreto Ministeriale numero 17070 del 12 Novembre 2012 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è stato costituito l'Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale. Contestualmente nello stesso decreto è stato istituito il «Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali» e sono state definite le modalità per la sua gestione e la selezione delle candidature. Questo Registro ha come obiettivo la salvaguardia di paesaggi agricoli, forestali e pastorali, che hanno conservato i caratteri storici legati alle permanenza di forme di produzione, tecniche di allevamento, sistemazioni del terreno, mosaici paesistici e manufatti, collegati a produzioni alimentari di qualità;
    l'istituzione del Registro fa seguito alla introduzione del paesaggio all'interno del Piano Strategico Nazionale di Sviluppo Rurale 2007 – 2013 e alla assunzione di competenze da parte del MIPAAF per le politiche sul paesaggio rurale, come indicato da Decreto del Presidente della Repubblica del 14 Febbraio 2012, relativo alla riorganizzazione dello stesso Dicastero. L'obiettivo era di contribuire alla competitività dell'agricoltura italiana, al miglioramento della qualità ambientale e della qualità della vita nelle aree rurali, individuando nel paesaggio un valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza del nostro sistema paese;
    la nascita del Registro prende le mosse da una indagine conoscitiva promossa dal Ministero delle Politiche agricole e svolta in tutte le Regioni italiane nel 2010. Tale indagine ha identificato non soltanto una prima serie di 20 aree di paesaggio storico che sono state sottoposte a monitoraggio, ma anche un ulteriore vasto patrimonio di paesaggi storici da valorizzare, evidenziando oltre al loro valore identitario, economico, ambientale e sociale, le criticità e le minacce relative ad una non corretta conservazione. È stato infatti segnalato, in primo luogo, l'abbandono, che avanza a più di 120.000 ettari all'anno su scala nazionale, particolarmente nelle are montane e collinari: una perdita di suolo coltivato che comporta gravi conseguenze per il rischio idrogeologico e la perdita di biodiversità agricola, e che testimonia una tendenza alla industrializzazione eccessiva dell'agricoltura che mette progressivamente fuori mercato le produzioni tipiche, oltre a degradare la qualità del paesaggio. In termini di estensione territoriale l'abbandono coinvolge superfici molto superiori a quello soggette alla urbanizzazione;
    la stessa indagine ha anche rilevato l'assenza di strumenti di tutela adeguati, dimostrando come l'attuale sistema normativo «vincolistico» tenda a favorire e mantenere tale abbandono rurale ed a promuovere processi di riforestazione non idonei, in particolare nelle aree a vincolo paesaggistico e all'interno del sistema delle aree protette. Tale fenomeno si registra anche riguardo a forme di gestione storica dei boschi che vengono spesso limitate per effetto del regime vincolistico esistente. Questo mette a rischio non solo la possibilità di ripristinare i paesaggi abbandonati, ma anche di difendere quelli esistenti, in quanto non esistono strumenti normativi rivolti a contenere gli effetti dell'abbandono assegnando un valore prioritario alla difesa del paesaggio agrario;
    dopo un necessario periodo di affinamento dei criteri di selezione e degli studi preparatori il Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici ha iscritto ad oggi formalmente tre territori al suo interno (le «Colline di Valdobbiadene» in provincia di Treviso, le «Colline di Soave» in provincia di Verona, i «Paesaggi Silvopastorali di Moscheta» in provincia di Firenze), mentre oltre 100 comuni in tutta Italia hanno fatto domanda di iscrizione nel corso dell'anno 2016. Si tratta indiscutibilmente di un grande successo che conferma come la proposta abbia risposto ad una esigenza specifica di tanti territori, sia quelli già affermati sia soprattutto quelli marginali presenti nelle aree interne, a cui vanno date risposte adeguate;
    per assicurare continuità, risorse certe e solidità politica ed istituzionale a questo progetto sarebbe quindi auspicabile rafforzare le norme attuali (ed in particolare il «Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali») trasformandole da fonti di diritto secondario a primario. Le motivazioni che giustificano tale provvedimento sono quindi le seguenti:
     assicurare che nei territori iscritti nel registro l'obiettivo della conservazione delle colture storiche e delle relative pratiche agricole sia prevalente rispetto ad altre forme di tutela (come ad esempio la conservazione della natura, il vincolo paesistico e idrogeologico);
     cautelare, nelle aree iscritte nel registro, l'automatica applicazione delle modifiche apportate dal «Decreto Legislativo 18 maggio 2001, numero 227 Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, numero 57» per quanto riguarda il recupero dei paesaggi rurali abbandonati soggetti a riforestazione, escludendo la necessità di procedure autorizzative a livello regionale o nazionale, ma vincolando i terreni alla destinazione agricola;
     assegnare al Registro il ruolo di lista nazionale per la preselezione dei paesaggi rurali che vogliono candidarsi alla « World Heritage List» dell'Unesco e al programma Fao « Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS)»;
     istituire un marchio di qualità «paesaggi storico» che certifichi il rapporto fra prodotti tipici e paesaggi storici, definendo un nuovo concetto di qualità nel quale la qualità del paesaggio è parte integrante della qualità dei prodotti tipici, anche a fini di promozione turistica;
     assicurare il sostegno economico proveniente dai Programmi di Sviluppo Rurale regionali a quegli agricoltori presenti nei territori iscritti nel Registro, con azioni e misure specifiche legate alla conservazione e ripristino dei paesaggi storici nelle aree iscritte;
     favorire la promozione turistica e la collocazione sul mercato dei prodotti agricoli certificati con il marchio «Paesaggio storico»;
     istituire un sistema di monitoraggio nazionale della qualità del paesaggio rurale storico,

impegna il Governo

a promuovere l'istituzione, con un atto normativo primario nel rispetto delle prerogative del Parlamento e senza ulteriori oneri per la finanza pubblica, del «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali» secondo le modalità e le procedure già presenti nel Decreto Ministeriale numero 17070 del 2012.
9/4144-A/18. Fiorio.