• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17035    come si apprende dall'articolo intitolato «Gestione poco diligente. Il giudice bacchetta il sindaco», pubblicato il 25 maggio 2017 sul quotidiano locale La Prealpina, il signor V. S....



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17035presentato daCARINELLI Paolatesto diMercoledì 21 giugno 2017, seduta n. 818

   CARINELLI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   come si apprende dall'articolo intitolato «Gestione poco diligente. Il giudice bacchetta il sindaco», pubblicato il 25 maggio 2017 sul quotidiano locale La Prealpina, il signor V. S. viene ricoverato due volte presso l'azienda ospedaliera Legnano e, per due volte dimesso tra il mese di dicembre 2006 e il mese di maggio 2007; il 3 febbraio 2008 viene ricoverato nuovamente presso la medesima struttura e operato per un tumore;
   nel corso degli anni per la gestione del malato, incapace di intendere e di volere, si succedono vari tutori, i quali date le gravissime condizioni di salute del paziente, non assistibile a domicilio, decidono di non farlo dimettere dalla citata struttura ospedaliera;
   nel 2015 il giudice nomina come tutore del malato il sindaco del comune di Legnano, Alberto Centinaio; i servizi sociali provvedono a trasferirlo dall'ospedale a una residenza sanitaria assistenziale, che però si dimostra inadeguata alla situazione del malato;
   in seguito all'istanza ex articolo 384 codice procedura civile, depositata dai familiari di V. S., il tribunale di Busto Arsizio adotta il provvedimento con il quale il tutore del malato, Alberto Centinaio, viene rimosso, ritenendo il collegio che il comportamento del tutore «possa configurare un'ipotesi di negligenza sufficiente a comportare la revoca dall'ufficio di tutore»;
   dalla documentazione in possesso dell'interrogante si evince che il signor V. S. non avrebbe espresso un valido consenso informato per gli interventi chirurgici che lo hanno portato a questo dramma umano;
   l'Asst ovest Milanese, a quanto consta all'interrogante, avrebbe in vari modi tentato di dimettere dalle sue strutture il signor V. S.;
   nel 2016 l'azienda ospedaliera di Legnano, sostenendo che il ricovero del paziente nella struttura si è prolungato per sette anni in modo improprio, ha deciso di chiedere al signor Centinaio e quindi al comune di Legnano il pagamento della lunghissima permanenza del paziente, una cifra che si aggira attorno ai 500 mila euro;
   l'articolo 32, primo comma della Costituzione stabilisce che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»;
   a parere dell'interrogante occorre fare chiarezza sull'accaduto –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e di quali ulteriori elementi disponga circa le criticità delle suddette strutture del servizio sanitario nazionale;
   quali iniziative di competenza intenda intraprendere affinché, in casi come quello descritto, siano garantiti agli interessati la massima tutela sanitaria e il riconoscimento dei danni subiti;
   quali iniziative di competenza intenda intraprendere, anche sul piano normativo, per garantire il rispetto del consenso informato che sembra prestato da V. S. per gli interventi chirurgici con dubbia modalità;
   se intenda intraprendere iniziative normative affinché sia garantita la tutela del malato di lunga degenza, con particolare riferimento all'adeguatezza del servizio reso e alla qualità delle prestazioni, evitando che simili situazioni possano riproporsi in futuro. (4-17035)