• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17029    è in discussione da tempo la realizzazione di una centrale termica a concentrazione nei terreni agricoli del comune di Gonnosfanadiga;    in numerosi incontri si sono fatte...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17029presentato daCAPELLI Robertotesto diMercoledì 21 giugno 2017, seduta n. 818

   CAPELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   è in discussione da tempo la realizzazione di una centrale termica a concentrazione nei terreni agricoli del comune di Gonnosfanadiga;
   in numerosi incontri si sono fatte presenti le numerosi e gravi anomalie che hanno costellato il processo decisionale relativo alla citata centrale termica solare a concentrazione da 55 megawatt, e delle opere ad essa connesse;
   il progetto è stato proposto dalla società Gonnosfanadiga limited, con sede a Londra, ed è stato approvato con il parere n. 2320 del 3 marzo 2017, espresso dalla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale (Ctvia);
   proprio sul citato parere si appuntano molte critiche, a parere dell'interrogante estremamente condivisibili;
   in primo luogo, si osserva che il progetto era stato originariamente presentato alla regione Sardegna, con richiesta di verifica di assoggettabilità alla procedura di Valutazione di impatto ambientale, dato che la centrale doveva essere in origine di potenza inferiore ai 300 Megawatt limite sopra al quale la competenza per la Valutazione di impatto ambientale passa allo Stato;
   in seguito il progetto ha avuto minime variazioni, che hanno, però, portato ad un aumento di potenza oltre i 400 Megawatt, con conseguenze passaggio all'esame da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
   si osserva che questo aumento di potenza non pare basato su dati effettivi, ma su una impostazione, ad avviso dell'interrogante, molto discutibile volta a spostare le competenze dalla regione al Ministero, senza un vero motivo;
   la Commissione, inoltre, sembra aver esaminato più un'idea di progetto che un vero progetto secondo l'interrogante, contravvenendo alle norme, in particolare, ma non solo al decreto ministeriale 14 gennaio 2008 che prevede espressamente la relazione geologica e quella geotecnica;
   molto grave appare all'interrogante, poi, il fatto che l'impianto previsto dovrebbe occupare una superficie complessiva di 232 ettari, nella pianura del Medio Campidano, caratterizzata da importanti aziende agricole, con, in particolare, una produzione olivicola di altissimo pregio;
   nel progetto vengono dichiarate due aree lorde impegnate dai collettori solari, una di 227 e una di 232 ettari, a seconda del tipo di collettore che si intende utilizzare. Quale che sia la scelta, appare chiaro che la realizzazione della centrale non potrà che impattare pesantemente sulla zona sopra ricordata, nonostante il parere della commissione che ritiene che solo il 10 per cento del terreno sarebbe sottratto alla produzione agricola, compensando quanto perso con un'area coperta dal campo solare dotata di colture intensive;
   si tratta di una mera ipotesi senza nessuna pratica realizzazione già concretata in nessuna situazione analoga, come mostra l'esperienza di tutti gli impianti CSP (Concentrating Solar Power) realizzati nel mondo;
   appare chiaro, invece, lo spropositato uso del suolo che l'opera causerebbe, così come la micidiale riduzione delle risorse idriche locali, che verrebbero usate per l'opera in questione; opera che, comunque, andrebbe realizzata in area industriale dismessa e non in area agricola, come invece deciso;
   si afferma che l'opera sia necessaria per compensare la scarsità di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ma i dati forniti sono superati, facendo riferimento al 2012, mentre almeno dal 2015 si registra una produzione sempre più forte di energia grazie a fonti alternative;
   molto grave sarebbe l'impatto sul paesaggio, sulla flora e sulla preziosa fauna locale e, al riguardo, in nessun conto sono state tenute le posizioni contrarie di amministrazioni locali e cittadini, ma anche pareri come quello del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
   si è preferito, invece, ascoltare la voce di chi intende accedere a incentivi statali, per produrre quella che appare all'interrogante una inutile «megacentrale», al posto di quegli interventi necessari di autoconsumo –:
   se al Governo consti quanto sopra esposto e, in caso affermativo, quali siano le iniziative di competenza che intende intraprendere per sanare una situazione che appare potenzialmente gravissima.
   (4-17029)