• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00331    premesso che:     il prossimo Consiglio europeo del 22 giugno sarà particolarmente impegnativo, alla luce di una fitta agenda che prevede all'ordine del giorno argomenti...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00331presentato daROMANO Francesco Saveriotesto diMercoledì 21 giugno 2017, seduta n. 818

   La Camera,
   premesso che:
    il prossimo Consiglio europeo del 22 giugno sarà particolarmente impegnativo, alla luce di una fitta agenda che prevede all'ordine del giorno argomenti particolarmente delicati, quali: il controllo dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale ed orientale – problemi che riguardano principalmente l'Italia, la Grecia e la Turchia (di cui si discuterà anche il rapporto con l'Unione europea) – la riforma del sistema europeo comune di asilo; il rafforzamento della cooperazione europea nel campo della difesa e della sicurezza interna; la realizzazione di ulteriori progressi nel campo della realizzazione del mercato unico, specie in quei settori che necessitano di misure più urgenti, tra le quali l'Italia deve indicare il sollecito completamento dell'Unione bancaria;
    al tempo stesso approverà le raccomandazioni specifiche per Paese, in vista della conclusione del semestre europeo 2017, per discutere, poi, del prossimo vertice del 7 e 8 luglio del G20, che si terrà ad Amburgo nonché degli sviluppi della Brexit e del trasferimento delle Agenzie UE, attualmente presenti sul territorio del Regno Unito, in particolare di quello dell'Agenzia europea per i medicinali alla cui diversa dislocazione territoriale l'Italia è particolarmente interessata;
    dovranno, quindi, essere analizzate le specifiche questioni legate al quadro di politica estera, dopo i grandi sommovimenti che si intravedono nello scenario internazionale e che coinvolgono direttamente i rapporti tra la stessa Europa ed il suo principale alleato: vale a dire gli Stati Uniti d'America, le cui posizioni in tema di ambiente (e non solo) hanno prodotto una sostanziale modifica negli equilibri sanciti dall'accordo di Parigi. Per concludere, infine, sul tema dello sviluppo del digitale, quale infrastruttura immateriale destinata a modificare radicalmente modi di vita ed assetti produttivi;
    tra i tanti temi trattati, sarà importante per il Governo italiano individuare le necessarie priorità nazionali, senza peraltro trascurare la necessità di una partecipazione attiva nella discussione dei vari dossier per trovare le necessarie compensazioni che possano favorire il perseguimento degli obiettivi principali, che dovranno riguardare le misure necessarie che dovranno essere assunte per arginare i flussi migratori soprattutto lungo la rotta del Mediterraneo centrale e il trasferimento in territorio italiano dell'Agenzia europea per i medicinali, tenendo conto del fatto che Brexit produce un mutamento profondo degli equilibri finanziari italiani a causa del legame esistente tra la Borsa italiana e la City di Londra (London Stock Exchange), specie per quanto riguarda la piattaforma elettronica che regola le contrattazioni dei titoli di Stato;
    per quanto riguarda, invece, le raccomandazioni specifiche non solo per l'Italia, il problema non può essere affrontato in chiave di semplice ortodossia contabile – finanziaria, considerato che lo stesso FMI, per bocca del suo capo-economista Oliver Blanchard, ha dovuto riconoscere che quelle valutazioni si basavano su presupposti analitici errati e che il problema della stessa riduzione del rapporto debito pubblico – PIL deve essere riconsiderato alla luce dei diversi coefficienti di elasticità che regolano i rapporti tra le diverse componenti della spesa pubblica (soprattutto gli investimenti e la riduzione della pressione fiscale) e la sottostante crescita economica, dal cui maggiore sviluppo può derivare una riduzione di quel rapporto, grazie ad una maggiore crescita del denominatore;
    per l'Italia il problema più urgente è ovviamente quello di arginare i flussi migratori. «La gestione dei flussi di migranti e richiedenti asilo verso i Paesi dell'Unione – è scritto nella premessa del DEF 2017 – rappresenta una sfida senza precedenti che l'Europa si trova oggi ad affrontare sul terreno della libertà di circolazione delle persone, del rispetto dei diritti umani, della sicurezza dei cittadini europei. È una crisi sistemica alla quale bisogna fornire una risposta comune a livello europeo, mediante una gestione comune delle frontiere». Secondo le valutazioni del Ministero dell'interno, riportate nello stesso documento, «nel 2016 sono state soccorse 181.436 persone, una cifra ben superiore al picco di due anni fa, più di tre volte il livello nel 2013 e anche superiore al periodo 2011-2012 caratterizzato dalla crisi della cosiddetta “primavera araba”. La tendenza del primo trimestre del 2017 segnala un'ulteriore crescita, con oltre 24.000 persone salvate in mare, pari a un incremento del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 e del 138,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015»;
    questa catastrofe umanitaria diventa immane se si considera che «il numero dei minori non accompagnati ha superato i 25.000 nel 2016 e i 2.000 nei primi tre mesi del 2017» e che la presenza delle donne, spesso in stato interessante, contribuisce a drammatizzare ulteriormente la situazione, per la particolare violenza fisica e psicologica cui sono sottoposte, soprattutto a causa di trafficanti senza scrupoli che approfittano del potere che possono esercitare nei confronti di persone disposte a tutto pur di raggiungere l'altra sponda del Mediterraneo;
    nessun Paese, se lasciato solo, può reggere, in una prospettiva di medio periodo, ad una pressione così forte. Per l'Italia il problema è aggravato dalle sue particolari condizioni economiche: dall'essere ancora alle prese – unico grande Paese europeo – con una crisi economica che non è stata superata, e che, agli attuali tassi di sviluppo – come ricordato dal Governatore della Banca d'Italia nella sua relazione conclusiva e confermato dalla delegazione del FMI, nella sua recente visita nel nostro Paese – i livelli di benessere del 2007 saranno raggiunti solo nella seconda metà del prossimo decennio. Né si può dire che il contributo europeo possa limitarsi al semplice riconoscimento di uno specifico margine di flessibilità per i conti pubblici nazionali. A parte la critica radicale, come indicato in precedenza nei confronti del fiscal compact, un Paese che presenta un tasso di disoccupazione superiore all'11 per cento ha poco da offrire in tema di occupazione per un numero così elevato di migranti. Ne deriva l'inevitabile ghettizzazione di coloro che sbarcano sul territorio nazionale, con il proliferare di attività illegali: dall'accattonaggio, alla prostituzione, fino ai traffici che generano il maggior allarme sociale tra strati crescenti dell'intera popolazione, di cui fanno parte gli stessi immigrati regolari;
    problemi così complessi possono essere affrontati solo in chiave europea, partendo da una revisione della Convenzione di Dublino, le cui regole si sono dimostrate inadeguate di fronte ad un problema le cui caratteristiche sono quelle ricordate. Del resto la Convenzione mirava a regolamentare un flusso per così dire «ordinario» non certo l'emergenza attuale, derivante in parte dalle situazioni belliche, ma in misura ben maggiore dall'azione dei trafficanti di esseri umani che organizzano questa moderna «tratta degli schiavi» da quei Paesi africani che sono rimasti particolarmente indietro lungo la via dello sviluppo economico. Nel 2016 a fronte di arrivi pari a 181.436, le richieste di asilo con esito positivo sono state pari a 36.660: appena il 20 per cento. Nel primo trimestre del 2017 su 24.280 sbarchi la percentuale è stata pari a 23,5 per cento. Per un totale di 5.721 persone,

impegna il Governo:

1) a sostenere le posizioni espresse nelle considerazioni appena svolte, ed in particolare:
   a) a proseguire nell'impegno per un trasferimento dell'Agenzia europea per i medicinali in territorio italiano;
   b) a ribadire la necessità di una riforma complessiva del sistema europeo comune di asilo, secondo quelle che saranno le decisioni del Consiglio europeo e le conseguenti formule legislative che ne determineranno la relativa articolazione giuridica.
(6-00331)
(Testo modificato nel corso della seduta) «Francesco Saverio Romano, Abrignani, Auci, Borghese, D'Agostino, D'Alessandro, Faenzi, Galati, Lainati, Marcolin, Merlo, Parisi, Rabino, Sottanelli, Zanetti, Vezzali».