• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07682 DONNO, GIARRUSSO, MONTEVECCHI, MORONESE, SANTANGELO, PAGLINI, PUGLIA, GAETTI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute - Premesso che: in data 1°...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07682 presentata da DANIELA DONNO
martedì 20 giugno 2017, seduta n.841

DONNO, GIARRUSSO, MONTEVECCHI, MORONESE, SANTANGELO, PAGLINI, PUGLIA, GAETTI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute - Premesso che:

in data 1° giugno 2017, il Ministero della salute, nella sezione "Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori", pubblicava un richiamo riguardante dei tranci di tonno pinna gialla (Thunnus Albacares) decongelato e lavorato;

nello specifico, il marchio del prodotto risultava essere "Ittica Zu Pietro Srl approval number IT CE 2830" con sede dello stabilimento a Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), via Varsavia n. 9;

i lotti di produzione interessati risultavano essere "L1 753180517" e "L2 753200517" aventi, rispettivamente come data di scadenza il 2 giugno e il 7 giugno 2017;

nelle confezioni da circa 2 chili al pezzo veniva rilevata "presenza di istamina superiore ai limiti ex Reg 2073/2005 s.m.i.". Veniva altresì indicato quale motivo di richiamo l'"associazione con episodi di intossicazione nelle Regioni Puglia, Basilicata, Lazio e Veneto";

come precisato dall'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, "l'istamina è una sostanza che si forma quando determinati pesci non vengono adeguatamente refrigerati prima della cottura o trasformazione" e "tonno, sardine, sgombri e acciughe sono tra le specie in cui può trovarsi istamina". Nell'Unione europea, "l'intossicazione da istamina è una delle malattie più comuni causate dal pesce e dai prodotti ittici. Nel 2013 si sono verificati 42 focolai di intossicazione da istamina che hanno coinvolto 231 persone. Ma il numero effettivo di focolai e persone colpite è probabilmente superiore al numero segnalato". Inoltre, "i prodotti ittici contenenti elevati livelli di istamina non necessariamente presentano un brutto aspetto o emanano cattivo odore, ma purtuttavia possono provocare la malattia. I sintomi nell'uomo sono formicolio o bruciore della bocca o della gola, eruzioni cutanee, mal di testa, diarrea e di solito insorgono entro un'ora dal pasto";

considerato che:

il regolamento (CE) n. 2073/2005 della Commissione, del 15 novembre 2005, riguarda i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari;

in particolare, all'art. 1, "stabilisce i criteri microbiologici per taluni microrganismi e le norme di attuazione che gli operatori del settore alimentare devono rispettare nell'applicazione delle misure di igiene generali e specifiche di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 852/2004. L'autorità competente verifica il rispetto delle norme e dei criteri di cui al presente regolamento conformemente al regolamento (CE) n. 882/2004, senza pregiudizio del suo diritto di procedere a ulteriori campionamenti ed analisi per la rilevazione e la misura della presenza di altri microrganismi, delle loro tossine o dei loro metaboliti, o come verifica dei processi, per i prodotti alimentari sospetti, o nel contesto dell'analisi del rischio",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non reputino imprescindibile vigilare sui singoli processi di fornitura, manipolazione e lavorazione delle materie prime e dei prodotti alimentari nonché sul rispetto delle relative condizioni di conservabilità e di igiene;

se non considerino fondamentale predisporre un immediato piano di azioni preventive del rischio volte ad assicurare il rispetto dei criteri delle fasi produttive, con particolare riferimento alla cottura, al congelamento e all'inscatolamento, intensificando le ispezioni e gli esami, ivi compreso il prelievo di campioni dalle aree e dalle attrezzature in cui avviene la lavorazione degli alimenti;

se non reputino di dover intervenire nelle opportune sedi affinché siano scongiurati i pericoli contaminanti dei beni alimentari e affinché sia assicurato il rispetto da parte degli operatori del settore alimentare delle connesse procedure HACCP (hazard analysis and control of critical points) e delle prassi corrette in materia di salute.

(4-07682)