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Atto a cui si riferisce:
C.5/02265 l'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, ha introdotto, dal 2011, il regime opzionale di tassazione sostitutiva dei redditi fondiari derivanti dai contratti di locazione di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 12 marzo 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-02265

Con il documento in esame, gli Onorevoli interroganti, fatta una preliminare premessa sugli effetti finanziari derivanti dall'applicazione del regime della cedolare secca, sulla base dei dati diffusi dall'Agenzia delle Entrate, ipotizzano che un aumento dell'aliquota (dall'attuale 21 per cento al 23 per cento) non pregiudicherebbe l’appeal del regime agevolativo e consentirebbe di incrementare il gettito erariale al fine di destinare tali maggiori entrate a politiche di contrasto alle «tensioni abitative».
Di conseguenza il Dipartimento delle Finanze, interpellato in merito alla stima degli effetti finanziari derivanti dall'incremento dal 21 per cento al 23 per cento dell'aliquota base della cedolare secca prevista per i contratti a canone libero, ha rappresentato che, ipotizzando che tale variazione di aliquota non comporti sostanziali mutamenti nella platea dei soggetti che hanno optato per il regime della cedolare secca, vi sarebbe un incremento di gettito pari a 103 milioni di euro su base annua.
In particolare, gli effetti finanziari derivanti dalla disposizione in esame, ipotizzano un incremento pari ad euro 97.900.000,00 relativamente all'anno 2014, e di euro 103.000.000,00 rispettivamente al biennio 2015 e 2016.