• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/17043    la scarsa disponibilità di risorse idriche in Veneto sta diventando un'emergenza sempre più allarmante, aggravata dal periodo di siccità cominciato già ad aprile 2017, che ha portato...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17043presentato daBENEDETTI Silviatesto diGiovedì 22 giugno 2017, seduta n. 819

   BENEDETTI, MASSIMILIANO BERNINI, COZZOLINO, GALLINELLA, PARENTELA e SPESSOTTO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   la scarsa disponibilità di risorse idriche in Veneto sta diventando un'emergenza sempre più allarmante, aggravata dal periodo di siccità cominciato già ad aprile 2017, che ha portato lo stesso presidente della regione ad emanare l'ordinanza n. 46 del 18 aprile 2017 in cui si dichiarava lo stato di crisi idrica su tutto il territorio regionale;
   la siccità in Veneto superava, ancor prima dell'inizio dell'estate, un record storico rispetto al dato statistico dell'indice «Wsi», calcolato da anni dall'Arpav sul bacino montano del Piave; «Tanto minore risulta il Wsi, tanto è rinforzato lo scostamento rispetto ai valori normali e quindi è più forte l'anomalia della situazione» (Arpav); da 15 anni l'indice di scarsezza idrica massima registrata è stato di 0,13; i rilevamenti del 31 maggio 2017 evidenziano una siccità che supera il record statistico precedente e che raggiunge il livello di 0,12, con una perdita del 30 per cento valore in sole due settimane a causa delle alte temperature registrate nella seconda metà di maggio;
   si evince, altresì, che le portate registrate dall'Arpav per tutti i principali fiumi sono nettamente inferiori alle medie storiche;
   a fine maggio 2017 la situazione è ancora caratterizzata da livelli freatici molto bassi, in particolare nei settori di media-alta pianura centrale (bacino del Brenta), dove i valori sono prossimi, o al di sotto, dei minimi assoluti di riferimento (anni 2002-03); nella zona di Cittadella si è al –136 per cento, la minima degli ultimi 20 anni; nel Veronese si è tra il –111 per cento e il –87 per cento; a questi dati vanno ad aggiungersi le situazioni in cui la contaminazione delle falde di diverse origini limita ulteriormente la disponibilità, come ad esempio nella «zona rossa» interessata dal piume d'inquinamento da Pfas che ha obbligato la chiusura di centinaia di pozzi –:
   posta la necessità di una politica di riprogettazione delle opere irrigue e di un sostanziale restauro della rete consortile che distribuisca l'acqua necessaria per un'agricoltura di qualità e considerato il fatto che la siccità continuerà ad aumentare a causa delle alte temperature estive, se il Governo non ritenga di dover tempestivamente assumere ogni iniziativa di competenza per fronteggiare le gravi problematiche descritte in premessa legate alla emergenza idrica, anche attraverso lo stanziamento di adeguate risorse.
(4-17043)