• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11649    la direttiva europea concernente la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28;    il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11649presentato daABRIGNANI Ignaziotesto diLunedì 26 giugno 2017, seduta n. 820

   ABRIGNANI e SQUERI. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   la direttiva europea concernente la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28;
   il comma 1 dell'articolo 4 di detto decreto stabilisce che, al fine di favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il conseguimento degli obiettivi stabiliti, la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili siano disciplinati secondo speciali procedure amministrative semplificate, accelerate, proporzionate e adeguate, sulla base delle specifiche caratteristiche di ogni singola applicazione;
   il 23 giugno 2015 il Ministero dello sviluppo economico ha emanato il decreto «incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico»; tale decreto ha aperto numerosi dubbi interpretativi che hanno portato all'apertura di diversi contenziosi di fronte ai tribunali amministrativi;
   a seguito dell'intervento di associazioni di settore, il Gestore dei servizi energetici (Gse) sta per emanare una circolare esplicativa;
   il citato decreto ministeriale estende gli incentivi previsti dalla normativa vigente al 29 giugno 2017 (purché gli impianti siano in funzione a tale data) e comunque fino al raggiungimento del tetto massimo stanziato pari a 5,8 miliardi di euro annui;
   fino al 1o dicembre 2017 vengono assicurati incentivi molto più bassi (passando da 268 a 190 euro a megawatt);
   secondo il Gse, il costo cumulato di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile è passate dai 5,8 miliardi di euro del 2016 agli attuali 5,4 miliardi, con proiezione al 2020 a 5,2 miliardi di euro;
   l’iter procedurale con E-distribuzione non è inferiore a dieci mesi a causa delle centinaia di domande di allaccio presentate ed alla carenza di personale negli organici della società, in parte dirottato in Abruzzo a seguito dell'emergenza sismica;
   tale situazione rischia di non consentire la certezza degli allacci entro il 29 giugno 2017, in particolare per gli impianti di «mini-eolico» di proprietà di una vasta platea di piccoli investitori;
   la realizzazione di impianti geotermici iscritti al Gse è invece fortemente minacciata da lunghissime tempistiche istruttorie autorizzative;
   il rischio è quello che il Paese non raggiunga le quote di energia da fonte rinnovabile concordate a livello comunitario –:
   se intenda emanare il decreto ministeriale in materia di incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il triennio 2018/2020 al fine di assicurare i tempi minimi per la pianificazione degli investimenti privati e, se nell'ambito di tale decreto, saranno valorizzati e tutelati i settori della geotermia e del solare termodinamico. (5-11649)