• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17085    come apparso sugli organi di stampa, la Intesa Sanpaolo Group Services S.c.p.a., del Gruppo Intesa Sanpaolo S.p.A., ha deciso di mettere in vendita palazzo Carafa a Napoli, già sede del...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17085presentato daVALENTE Valeriatesto diMartedì 27 giugno 2017, seduta n. 821

   VALERIA VALENTE, CARLONI, DI LELLO, MANFREDI, PARIS e SALVATORE PICCOLO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che:
   come apparso sugli organi di stampa, la Intesa Sanpaolo Group Services S.c.p.a., del Gruppo Intesa Sanpaolo S.p.A., ha deciso di mettere in vendita palazzo Carafa a Napoli, già sede del Monte di Pietà, sito in via S. Biagio dei Librai, nel pieno centro storico cittadino, a sua volta già Patrimonio mondiale Unesco dal 1995, a pochi passi da altri monumenti di valore universale;
   l'edificio storico monumentale del Monte di Pietà fu realizzato quando alcuni nobili napoletani, acquistando il palazzo, ne affidarono il restauro all'architetto Gian Battista Cavagna, che nel 1598 vi realizzò anche la Cappella, ad oggi l'elemento di maggiore pregio architettonico e artistico dell'edificio;
   il Monte di Pietà di Napoli, oltre a possedere un patrimonio storico-artistico con opere realizzate da Bernini, Caracciolo, Santafede, Fanzago, mobili e arredi di assoluto valore, rappresenta anche un capitolo fondamentale della storia sociale e civile della città, essendo stato prima una istituzione operante nel sostegno di coloro che non erano in grado di provvedere neppure al minimo per la propria sussistenza, poi come primo e solido germe del Banco di Napoli;
   l'intero complesso, comprendente il Palazzo del Monte e la Cappella, costituisce un bene architettonico e culturale di indiscutibile interesse artistico;
   vista la sua posizione nel mezzo dell'area cittadina a più elevata capacità di attrazione turistica e vista la ricchezza del suo patrimonio monumentale e artistico, il Monte di Pietà possiederebbe pienamente il profilo adeguato per diventare una istituzione museale in grado di mantenersi in autogestione come altre ve ne sono nel centro storico di Napoli;
   in merito alla destinazione del citato complesso monumentale, il Gruppo Intesa San Paolo, ancora nel luglio 2016, in occasione di un incontro con le rappresentanze sindacali, aveva dichiarato che nell'edificio, di concerto con la Soprintendenza alle Belle Arti, erano in corso interventi di ristrutturazione che avrebbero dovuto portare al suo pieno recupero, alla messa in sicurezza e, dunque, ad una prossima riapertura, in modo da garantirne la fruibilità per i cittadini napoletani e per il pubblico;
   alla luce delle ultime notizie che concernono la messa in vendita dell'immobile, quello preannunciato dalla società proprietaria non sembra più essere il destino del Monte di Pietà; al contrario, appare concreta la possibilità che il palazzo possa, in futuro, venire riconvertito in struttura con finalità commerciali o ricettive, senza tra l'altro che, a quanto consta agli interroganti, le istituzioni interessate, a cominciare dal comune e dalla giunta cittadina, sino ad arrivare a quelle territoriali preposte alla tutela dei beni culturali, siano state fino ad oggi interpellate ed eventualmente coinvolte in un complessivo ragionamento di prospettiva che possa valorizzare in pieno questa risorsa culturale, civile e turistica che la città di Napoli possiede –:
   se il Ministro interrogato sia informato sulle condizioni attuali del plesso monumentale del Monte di Pietà e se intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, per assicurare una sua tutela come bene culturale;
   sulla base delle intenzioni di vendita della società che ha in disponibilità l'immobile, se il Ministro interrogato intenda impegnarsi nel proporre e agevolare soluzioni alternative, in collaborazione con le istituzioni locali, allo scopo di evitare che il Monte di Pietà cambi totalmente utilizzo e profilo, disperdendo così il carico artistico, simbolico e culturale che necessariamente dovrebbe essere disponibile per la cittadinanza e il pubblico interessato. (4-17085)