• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11677    l'intero settore della produzione risicola è ormai a rischio di sopravvivenza. Il comparto è particolarmente danneggiato dalla concorrenza sleale del riso di importazione, che entra in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11677presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diMartedì 27 giugno 2017, seduta n. 821

   ZACCAGNINI e STUMPO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   l'intero settore della produzione risicola è ormai a rischio di sopravvivenza. Il comparto è particolarmente danneggiato dalla concorrenza sleale del riso di importazione, che entra in Europa a dazio zero e a prezzi troppo bassi, proveniente da Cambogia, Vietnam e Birmania, ma in generale da tutto l'Estremo oriente;
   le caratteristiche del riso italiano sono qualitativamente superiori ad altre produzioni a livello mondiale. La coltivazione del riso fa parte della storia e del paesaggio italiano. Difendere la produzione locale significa non solo tutelare un comparto produttivo di qualità, ma anche salvaguardare il territorio e proteggere il consumatore;
   le importazioni a dazio zero di riso dalla Cambogia, di qualità indica, hanno registrato un incremento esponenziale e la qualità indica occupa il 40 per cento della superficie a riso italiana;
   le speculazioni sull’import del riso asiatico stanno mettendo in ginocchio i produttori italiani che, visti gli scarsi guadagni, stanno riconvertendo le loro produzioni verso altre più redditizie, mettendo a rischio il posto di lavoro per migliaia di addetti;
   alla luce dell'andamento dei prezzi del riso e dell'aumento delle importazioni a dazio zero dai Paesi meno avanzati, a parere degli interroganti, bisognerebbe integrare il dossier già aperto con la Commissione per rinnovare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal regolamento (UE) n. 978/2012. Dal monitoraggio del comparto, infatti, si evidenziano almeno due nuovi elementi oggettivi, che determinano ulteriori effetti negativi, aggravando la situazione di difficoltà. Nello specifico, si tratta del costante trend negativo registrato sulle principali piazze nazionale ed anche europee delle quotazioni del risone. Inoltre, c’è un oggettivo incremento degli stock, sia a livello di Unione europea (546.000 tonnellate, +24 per cento dal 2014/15) sia a livello nazionale (260.111 tonnellate, +45 per cento dal 2015/16): variabili queste ultime che determinano un'azione sinergica negativa, deprimendo ulteriormente il mercato –:
   se il Ministro interrogato non ritenga di includere fra le priorità politiche quella di presentare, nelle competenti sedi dell'Unione europea, la proposta dell'introduzione di programmi e clausole di salvaguardia di blocco temporaneo delle importazioni di riso, grano e altro, superando e innovando le normative vigenti e rivedendo la politica italiana ed europea favorevole ai trattati di libero scambio (Ceta, Ttip) e ad un approccio alla globalizzazione senza regole che produce sempre maggiori disuguaglianze, invece di riequilibrare le relazioni commerciali in modo che siano «Fair Trade» e rispettino le economie locali. (5-11677)