• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11714    secondo quanto emerge dall'ultimo censimento dell'U.O. sicurezza pubblica ed emergenziale della polizia locale di Roma Capitale, svolto da inizio gennaio a febbraio 2017, nel comune di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11714presentato daVIGNAROLI Stefanotesto diVenerdì 30 giugno 2017, seduta n. 824

   VIGNAROLI e MICILLO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:
   secondo quanto emerge dall'ultimo censimento dell'U.O. sicurezza pubblica ed emergenziale della polizia locale di Roma Capitale, svolto da inizio gennaio a febbraio 2017, nel comune di Roma esistono numerosi villaggi attrezzati e campi «tollerati», i quali ospitano popolazioni rom, sinti e caminanti per un totale di 4.503 persone;
   in tali campi, definiti anche con il termine «villaggi della solidarietà» o «campi nomadi», oltre all'impegno finanziario da parte dell'amministrazione capitolina per ciò che concerne l'allestimento e la conseguente dotazione delle infrastrutture delle suddette aree, nonché la manutenzione e la gestione ordinaria e straordinaria, sono costantemente svolte attività ed interventi di emergenza per lo spegnimento di incendi dolosi e per i soccorsi di emergenza medica, finalizzati alla sicurezza fisica delle persone e al controllo di pubblica sicurezza;
   come rilevato in occasione di numerosi interventi dalla U.O. gruppo sicurezza pubblica ed emergenziale della polizia di Roma Capitale, nei pressi dei campi si svolgono, infatti, ricorrenti attività di smaltimento illegale di materiale di vario genere e il fenomeno dei cosiddetti «roghi tossici» è divenuto, purtroppo, una triste quotidianità per gli abitanti di molti quartieri romani come – Tor Sapienza, Colli Aniene, Settecamini, Tiburtino, Ponte di Nona – che, oramai da molto tempo, sono obbligati a vivere tenendo in casa le finestre continuamente chiuse;
   dense nubi di fumo nero si sprigionano costantemente nei pressi dei villaggi attrezzati e numerosi incendi di plastica (per liberare il rame), di rifiuti di vario genere e di pneumatici in disuso quasi tutti i giorni inquinano l'aria e minano pesantemente la salute sia dei cittadini delle zone interessate sia degli abitanti dei campi, che da anni sono costretti a respirare, quasi a cadenza giornaliera, combustioni pericolose di materiali plastici e cumuli di rifiuti diversi;
   i rispettivi comitati di quartiere, esasperati dai continui roghi tossici e preoccupati per la propria salute, sono intervenuti presso i vertici romani delle forze dell'ordine territoriali, dei vigili del fuoco, del Corpo forestale, nonché presso i responsabili di asl, Ama, Arpa, Protezione civile, cercando di porre fine a questa grave condizione di malessere, ma ad oggi, purtroppo, non è stata trovata alcuna soluzione risolutiva al problema;
   i roghi tossici integrano la fattispecie di reato di «combustione illecita di rifiuti» prevista dall'articolo 3 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, come convertito dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6;
   le direttive comunitarie, in particolare la direttiva 2008/98/CE, prevedono misure volte a proteggere l'ambiente;
   il fenomeno per la sua complessità, vastità e pericolosità non può essere compiutamente ed efficacemente contrastato con le sole risorse umane, finanziarie e tecnologiche fino ad ora messe a disposizione, con notevole dispendio di energie, da Roma Capitale –:
   quali necessarie iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano porre in essere, nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione, affinché sia tutelata la salute pubblica, prevenendo, al contempo, lo smaltimento illegale dei rifiuti e i relativi roghi tossici, attraverso l'impiego di presidi, composti da unità della Guardia di finanza, del Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri e dell'Esercito, alle quali dovranno essere necessariamente attribuite le funzioni di agente di pubblica sicurezza, nonché di polizia giudiziaria, al fine di verificare che nei villaggi e nei campi sopracitati non vengano illegalmente introdotti rifiuti e materiali di vario genere potenzialmente incendiabili e pericolosi. (5-11714)