• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17185    in data 14 giugno 2017, è stato approvato definitivamente il disegno di legge governativo recante «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17185presentato daAGOSTINI Robertatesto diMercoledì 5 luglio 2017, seduta n. 827

   ROBERTA AGOSTINI, LEVA, SANNICANDRO, ROSTAN e NICCHI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   in data 14 giugno 2017, è stato approvato definitivamente il disegno di legge governativo recante «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario»;
   con l'articolo 1 del provvedimento si introduce l'estinzione del reato per condotte riparatorie – in particolare, ad opera del nuovo articolo 162-ter del codice penale – istituto applicabile nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione;
   come noto, l'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 93 del 2013 «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province», convertito, con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, ha modificato l'articolo 612-bis del codice penale – rubricato «atti persecutori» – in particolare, prevedendo l'irrevocabilità della querela solo se «il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all'articolo 612, secondo comma», ovvero solo se gravi o se ricorra una delle circostanze aggravanti di cui all'articolo 339 del codice penale;
   conseguentemente, sussistendo – in fatto e in diritto – casi nei quali la querela relativa allo stalking non è remissibile, in base al neointrodotto articolo 162-ter del codice penale, in relazione a quelle ipotesi di stalking sarebbe applicabile l'estinzione del reato per condotte riparatorie, come già rilevato dalla Cgil, Cisl e Uil, da tutte le associazioni che lottano contro la violenza di genere, nonché dagli interroganti, in tutte le sedi;
   a fronte della disponibilità del Ministro interrogato ad intervenire su tale grave vulnus, di fatto ammettendo l'errore, forte è tuttavia la preoccupazione degli interroganti circa, non solo la tempistica dell'intervento, ma anche e soprattutto il tipo di modifica normativa cui si intende procedere a livello governativo;
   è noto, infatti, che anche in sede di dibattito parlamentare sulle norme in tema di femminicidio, sia in Parlamento, sia nel Paese, forti erano state le resistenze circa la possibilità di rendere irrevocabile in ogni caso la querela per lo stalking, costituendo ciò purtroppo un possibile deterrente, per le vittime della violenza di genere, al procedere alla denuncia;
   la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata dal nostro Paese, sancisce espressamente all'articolo 48 il «divieto di metodi alternativi di risoluzione dei conflitti o di misure alternative alle pene obbligatorie», stabilendo che le Parti debbano adottare «le misure legislative di altro tipo destinate a vietare i metodi alternativi di risoluzione dei conflitti, tra cui la mediazione e la conciliazione, per tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente convenzione»;
   è evidente, quindi, che lo strumento di giustizia riparativa di cui all'articolo 162-ter del codice penale non possa essere applicato anche ai casi di violenza di genere e che il divieto del ricorso a metodi alternativi di risoluzione dei conflitti per i cosiddetti «reati di genere» potrebbe sanare il vulnus evidenziato, per il tramite di una semplice clausola di esclusione –:
   quali iniziative normative, e in quali tempi, il Ministro interrogato intenda assumere per apportare il necessario correttivo quanto alla delicata questione illustrata in premessa, in modo da evitare che lo stalking, seppur nelle forme meno gravi, sia assoggettabile all'istituto previsto dall'articolo 162-ter del codice penale, ovvero all'estinzione del reato per condotte riparatorie e, in particolare, se non ritenga di dover a tal fine assumere iniziative per l'esclusione dello stalking dall'ambito di applicazione dell'articolo 162-ter del codice penale. (4-17185)