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Atto a cui si riferisce:
S.1/00244 premesso che: dal 18 ottobre 2013 il Governo italiano ha avviato una missione militare-umanitaria per gestire l'emergenza determinata dagli sbarchi dei clandestini sulle nostre coste,...



Atto Senato

Mozione 1-00244 presentata da MASSIMO BITONCI
mercoledì 23 aprile 2014, seduta n.235

BITONCI, ARRIGONI, BELLOT, BISINELLA, CALDEROLI, CANDIANI, CENTINAIO, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, MUNERATO, STEFANI, STUCCHI, VOLPI - Il Senato,

premesso che:

dal 18 ottobre 2013 il Governo italiano ha avviato una missione militare-umanitaria per gestire l'emergenza determinata dagli sbarchi dei clandestini sulle nostre coste, denominata "Mare nostrum";

alla presentazione dell'operazione e delle sue finalità, il Ministro dell'interno Angelino Alfano affermò che "la somma del pattugliamento e dell'azione della polizia giudiziaria e della magistratura avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa impunemente di fare traffico di esseri umani";

sempre a quel tempo il Ministro della difesa pro tempore, Mario Mauro, ribadì che "ci muoviamo per primi e al limite delle nostre possibilità nell'ambito di Eurosur, finalmente varato, che consentirà di controllare le frontiere all'interno di Frontex per dare un esempio chiaro e forte" sottolineando che "non ci sarà bisogno di altri fondi, ma basteranno i soldi dei Ministeri" e stimando tale costo "al momento attorno al milione e mezzo di euro al mese";

considerato che:

proprio il giorno dopo l'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, il Ministro dell'interno ha reso noto che sarebbero ben 600.000 le persone sulle coste dell'Africa in attesa di imbarcarsi per arrivare via mare in Italia;

se nel 2013 gli sbarchi sono stati 42.925, solo dall'inizio del 2014 gli arrivi hanno già superato quota 20.000 e il Viminale ha fatto sapere che il dato è di oltre 10 volte maggiore a quello registrato nello stesso periodo del 2013, un vero e proprio record;

nel gennaio 2014, senza alcun coinvolgimento degli enti locali interessati, il Ministero dell'interno ha inviato un'informativa a tutti i prefetti affinché rendano disponibili, nei rispettivi territori di competenza, altre strutture per l'accoglienza, e nei giorni scorsi ha provveduto ad un primo trasferimento di clandestini nel Nord;

avvicinandosi l'estate, con il miglioramento delle condizioni del mare, è prevedibile che le partenze aumentino ulteriormente, ed in misura considerevole, soprattutto quelle dalla Libia;

contestualmente agli sbarchi stanno crescendo anche le fughe dai centri di prima accoglienza, anche di minori, di cui si perdono le tracce;

la circostanza è motivo di allarme per i partner europei del nostro Paese, che potrebbero anche considerare, come accaduto già nel 2011, di interrompere più o meno temporaneamente l'applicazione degli accordi di Schengen, con effetti negativi sulla libertà di movimento in Europa dei cittadini italiani;

i dati citati dimostrano che l'operazione "Mare nostrum" anziché avere "un effetto deterrente molto significativo per chi pensa impunemente di fare traffico di esseri umani" non ha svolto alcuna funzione dissuasiva, ma ha piuttosto agevolato l'attività degli scafisti, poiché la consapevolezza di giungere più facilmente alle nostre coste, anche grazie alle navi della Marina militare e delle forze di polizia, sta spingendo un numero sempre maggiore di aspiranti clandestini a pagare ingenti somme per tentare la traversata del canale di Sicilia;

rilevato che:

in assenza di dati ufficiali, a parte quelli concernenti le fasi iniziali dell'operazione, i costi di "Mare nostrum" sono stati calcolati pari a non meno di 300.000 euro al giorno dalla stampa specializzata, che li ha desunti dalla somma degli oneri di funzionamento dei mezzi impiegati;

a quanto è dato di leggere su queste fonti, infatti, l'attività di una fregata classe "Maestrale" costa all'incirca 60.000 euro al giorno, quella di una "San Marco" 45.000, mentre quella dei pattugliatori pare essere di poco inferiore ai 15.000;

a tali costi vanno poi aggiunti quelli di esercizio degli aeromobili, gli elicotteri AB-212 ed i droni, che si aggirano sui 4.000 euro ad ora di volo, mentre per gli EH-101 ed il "Breguet Atlantic" si va dai 7.000 ai 13.000 euro;

se si sommano le indennità spettanti al personale ed i costi della manutenzione necessaria per l'uso straordinario dei mezzi, la spesa finale dovrebbe attestarsi tra i 10 ed i 14 milioni di euro al mese;

i costi di "Mare nostrum" incidono esclusivamente sull'economia italiana e risultano ben più gravosi degli esborsi stanziati per i normali pattugliamenti che precedevano l'avvio dell'operazione;

evidenziato altresì che:

secondo la circolare dell'8 gennaio 2014 del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno recante "Afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Individuazione di strutture di accoglienza", a qualunque clandestino che sbarchi in Italia e semplicemente presenti richiesta di protezione internazionale, anche se fittizia, debba essere garantito vitto e alloggio per un importo di 30 euro oltre IVA, un pocket money di 2,5 euro al giorno e una tessera o ricarica telefonica di 15 euro all'ingresso delle strutture di accoglienza, nonché assistenza e cure sanitarie;

la circostanza che se i clandestini arrivati in Italia dall'inizio del 2014 presentassero domanda di protezione internazionale per ottenere tali benefici, i costi calcolati, solo al giorno, sarebbero di 225.000 euro per le ricariche telefoniche, 37.500 euro in pocket money e 450.000 euro di vitto e alloggio, oltre agli oneri per le cure sanitarie;

su 11 centri di identificazione ed espulsione, 6 sono stati chiusi nel 2013 per lavori di ristrutturazione, causati dai danneggiamenti dei clandestini ospitati, tra cui quello di Lampedusa, e risulta quindi che centinaia di clandestini, in questi giorni trasferiti nelle regioni del Nord, vengano alloggiati anche in alberghi a 4 stelle, come ad esempio al "Riz" di San Genesio (Pavia), dove il pernottamento a notte costa dai 120 ai 140 euro;

secondo quanto riferito dal Ministro degli affari esteri Federica Mogherini in un'audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen: "nel 2013 l'Italia è diventata il secondo Paese Schengen per numero di visti concessi, con 2.125.490 visti rilasciati. Siamo secondi solo alla Francia (2.471.220 visti) e per la prima volta abbiamo superato la Germania (poco più di 2 milioni). Le nostre 172 sedi abilitate hanno rilasciato un visto ogni 15 secondi. In 8 anni, dal 2005, il numero è raddoppiato";

in Europa, gli altri Paesi stanno apprestando misure sempre più restrittive per contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, addirittura avviando piani per il rimpatrio dei cittadini comunitari disoccupati, come ad esempio in Germania e Gran Bretagna, soprattutto per evitare il collasso del sistema del welfare;

visto che:

ai sensi dell'articolo 13, commi 3 e 4, della "direttiva accoglienza" 2003/9/CE, "3. Gli Stati membri possono subordinare la concessione di tutte le condizioni materiali d'accoglienza e dell'assistenza sanitaria, o di parte delle stesse, alla condizione che i richiedenti asilo non dispongano di mezzi sufficienti a garantire loro una qualità della vita adeguata per la loro salute, nonché ad assicurare il loro sostentamento. 4. Gli Stati membri possono obbligare i richiedenti asilo a sostenere o a contribuire a sostenere i costi delle condizioni materiali di accoglienza e dell'assistenza sanitaria previsti nella presente direttiva, ai sensi del paragrafo 3, qualora i richiedenti asilo dispongano di sufficienti risorse, ad esempio qualora siano stati occupati per un ragionevole lasso di tempo. Qualora emerga che un richiedente asilo disponeva di mezzi sufficienti ad assicurarsi le condizioni materiali di accoglienza e l'assistenza sanitaria all'epoca in cui tali esigenze essenziali sono state soddisfatte, gli Stati membri possono chiedere al richiedente asilo un rimborso";

altresì, ai sensi dell'articolo 9, punto 9, della nuova "direttiva accoglienza" 2013/33/UE "Gli Stati membri possono esigere un rimborso integrale o parziale delle spese sostenute, allorché vi sia stato un considerevole miglioramento delle condizioni finanziarie del richiedente o se la decisione di accordare tali prestazioni è stata adottata in base a informazioni false fornite dal richiedente";

considerati inoltre:

i rischi sanitari a cui vengono esposti i cittadini e gli operatori nell'ambito dell'operazione "Mare nostrum", anche alla luce della gravissima epidemia di Ebola che si sta diffondendo con preoccupazione dalla Guinea in tutta l'Africa e che ha già spinto altri Paesi europei a varare una serie di misure restrittive all'ingresso nel proprio territorio;

i gravissimi disagi, i problemi di ordine pubblico e i danni anche in termini economici, in particolare per gli abitanti delle zone in prossimità degli sbarchi che, avvicinandosi l'estate, con il miglioramento delle condizioni del mare, aumenteranno ulteriormente ed in misura considerevole,

impegna il Governo:

1) a sospendere immediatamente l'operazione "Mare nostrum" e a rafforzare i controlli alle frontiere italiane, in particolare marittime;

2) a completare il piano di accordi bilaterali elaborato al principio della XVI Legislatura al fine di impedire le partenze dai Paesi costieri dell'Africa e in particolare dalla Libia, e ad investire eventualmente forze e parte delle risorse impiegate attualmente nell'accoglienza per collaborare all'attività di contrasto concordata con i Paesi controparte;

3) ad adottare le più opportune misure di sicurezza, inclusa la predisposizione di un piano sanitario d'emergenza, al fine di tutelare la salute dei cittadini, degli uomini delle forze dell'ordine nonché del personale finora impiegato nell'operazione, anche alla luce della gravissima epidemia di Ebola che si sta diffondendo con preoccupazione dalla Guinea in tutta l'Africa;

4) a riferire trimestralmente al Parlamento in merito agli esiti delle domande di protezione internazionale presentate, alle concessioni dello status di rifugiato da parte delle diverse commissioni territoriali, alle domande rigettate, ai controlli effettuati nei confronti dei soggetti titolari dello status di rifugiato, o comunque del diritto ad una protezione sussidiaria o umanitaria, in merito all'effettiva sussistenza dei requisiti per continuare a beneficiare delle forme di tutela richiamate, in particolare relativamente ai rientri in patria, ed infine in merito al numero e alla tipologia dei visti rilasciati;

5) ad adottare misure idonee al fine di ottenere i rimborsi, garanzie o contributi previsti ai sensi dei commi 3 e 4 dell'articolo 13 della direttiva 2003/9/CE, e del punto 9 dell'articolo 9 della nuova direttiva 2013/33/UE;

6) ad avviare durante il semestre italiano di presidenza delle istituzioni comunitarie tutte le più opportune iniziative al fine di rafforzare il controllo dei nostri confini terrestri e marittimi, a rivedere la Convenzione di Dublino II e ad attuare il principio del burden sharing così come previsto dalla direttiva 2001/55/CE.

(1-00244)