• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04662 con numerose interrogazioni (fra le quali si indicano, non esaustivamente, le seguenti: n. 4/01963, 4/02295, 4/02485, 4/02854, 4/03405, 4/03655, 4/04159, 4/04483) è stata richiamata...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04662presentato daCATALANO Ivantesto diLunedì 28 aprile 2014, seduta n. 219

CATALANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
con numerose interrogazioni (fra le quali si indicano, non esaustivamente, le seguenti: n. 4/01963, 4/02295, 4/02485, 4/02854, 4/03405, 4/03655, 4/04159, 4/04483) è stata richiamata l'attenzione del Governo su diverse criticità relative all'attività di Poste Italiane s.p.a. nell'ambito territoriale della regione Sicilia;
tali criticità riguardano, in particolare, gli ambiti della tutela aziendale, del fraud management e della gestione delle risorse umane di Poste Italiane s.p.a.;
numerose delle situazioni denunciate ricadono sotto la responsabilità dell'area territoriale ATTA Sud 1, gestita, dal 2006, dal dirigente Salvatore Malerba;
la gestione di tale area territoriale, indipendentemente dalla sussistenza di responsabilità diverse da quella amministrativa, non pare conforme ai principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione di cui all'articolo 97 della Costituzione;
ad oggi, il Governo è rimasto, ad avviso dell'interrogante, totalmente inerte, omettendo di dare una qualsiasi forma di riscontro ai fatti, anche circostanziati, portati alla sua attenzione dall'interrogante in sede di sindacato ispettivo;
l'ispettore Alessandro Carollo, a seguito della sua collaborazione con le forze dell'ordine nell'ambito dell'operazione «Lost Pay», è stato estromesso, in data 22 marzo 2013, dalla funzione ispettiva di fraud management di Palermo e assegnato, senza alcun compito, alla filiale di Palermo 1 diretta da Luciano Tola;
il dottor Carollo ha denunciato all'interrogante ripetuti comportamenti vessatori da parte dell'azienda;
in particolare, alcune raccomandate (n. 144878065596 e n. 144878065585), spedite da Girolama Paladino e Ciro Raspanti, familiari del dottor Carollo, sono state inviate al macero;
risulta all'interrogante che, a fronte dei numerosi reclami inviati, nelle date 27 aprile 2011, 30 luglio 2012, 26 settembre 2012, 20 marzo 2013 e 22 luglio 2013 a Poste Italiane dai citati familiari, i responsabili preposti abbiano sostenuto il pieno rispetto delle procedure;
è stata presentata una istanza di accesso agli atti ai sensi dell'articolo 23 della legge n. 241 del 1990, ma non è dato conoscerne gli esiti;
tutta l'attività inerente alle macrofunzioni di servizio pubblico svolte da Poste Italiane s.p.a. ricade nella sfera di applicazione dell'articolo 23 della legge n. 241 del 1990, come modificata dalla legge n. 15 del 2005 (in tal senso, vedi sentenza n. 7486 del 13 ottobre 2010 del Consiglio di Stato);
l'ultima vicenda in esame, che apparentemente potrebbe iscriversi nel «normale» contenzioso contrattuale tra utente e società, assume secondo l'interrogante una più inquietante sfumatura alla luce della situazione complessiva determinatasi intorno all'ispettore Alessandro Carollo –:
se quanto premesso e considerato corrisponda a realtà;
quali notizie siano a conoscenza del Governo;
quali informazioni siano note in ordine alle attività d'indagine espletate dalla funzione tutela aziendale, Atta Sud 1, relativamente ai fatti portati all'attenzione del Governo nelle interrogazioni di cui in premessa;
quali iniziative di competenza intenda il Ministro adottare per tutelare il suddetto dipendente da possibili comportamenti vessatori, conseguenti alla sua attività di indagine, nonché per assicurare il reintegro dello stesso nelle sue precedenti funzioni ispettive;
quali iniziative intenda il Ministro adottare per garantire la legalità e il buon andamento dell'attività di Poste Italiane s.p.a. nell'area territoriale di cui in premessa. (4-04662)