• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04565-A/130    premesso che:     a seguito delle decisioni assunte dalle autorità europee il 23 giugno 2017, con il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, il Ministro dell'economia e delle...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/04565-A/130presentato daGINATO Federicotesto diMercoledì 12 luglio 2017, seduta n. 832

   La Camera,
   premesso che:
    a seguito delle decisioni assunte dalle autorità europee il 23 giugno 2017, con il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia, ha sottoposto Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca a liquidazione coatta amministrativa;
    tenuto conto delle specificità delle due banche, nonché dell'impossibilità a procedere con una ricapitalizzazione precauzionale per l'indisponibilità di capitali privati ad intervenire nell'operazione, è stata applicata, nel rispetto delle regole europee, la disciplina nazionale relativa alle procedure di insolvenza, a specifiche condizioni, tra le quali il pieno contributo ai costi di risanamento da parte dei possessori di azioni e di obbligazioni subordinate, secondo il regime di burden sharing;
    nella convinzione che la messa in liquidazione delle due banche potesse avere un forte impatto sull'economia delle regioni in cui esse sono maggiormente attive, il Governo ha ritenuto opportuno impiegare risorse pubbliche per rendere meno onerosa, in senso ampio, la gestione dell'operazione, attuando una speciale procedura d'insolvenza finalizzata a garantire una gestione ordinata della crisi delle due banche, preservandone così il valore ed evitando l'improvvisa cessazione dei rapporti di affidamento creditizio per imprese e famiglie, che avrebbe avuto immediate e gravissime ripercussioni sul tessuto produttivo e sociale, per l'occupazione e per i risparmiatori;
    ai sensi di tale procedura, la Banca d'Italia ha nominato i rispettivi organi liquidatori che hanno provveduto alla cessione di parte delle attività e passività aziendali, ivi incluso il trasferimento del relativo personale, a Intesa Sanpaolo S.p.A., subentrata nei rapporti delle cedenti con la clientela senza soluzione di continuità, mentre i diritti degli azionisti e le passività subordinate sono rimasti in capo alle due banche liquidate; i crediti deteriorati delle due banche, esclusi dalla cessione, vengono trasferiti a Società per la Gestione di Attività S.p.a., il cui capitale è interamente posseduto dal Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), e che si occuperà di massimizzarne il valore di recupero;
    la procedura di liquidazione ai sensi del decreto in discussione, prevede la massima tutela di tutti i risparmiatori, ossia correntisti e obbligazionisti ordinari;
    nonostante la normativa europea in materia di gestione delle crisi bancarie — il richiamato regime del burden sharing — richieda che i possessori di azioni e di obbligazioni subordinate contribuiscano pienamente ai costi di risanamento, anche nel presente decreto, come nella gestione del caso delle «quattro banche», c’è una particolare attenzione verso i possessori delle obbligazioni subordinate;
    all'articolo 6 sono infatti previste misure di ristoro per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio, che saranno risarciti per l'80 per cento a carico del Fondo di solidarietà istituito dalla legge di stabilità per il 2016; il ristoro sarà integrale, come si è appreso nel corso della conferenza stampa del Consiglio dei ministri del 25 giugno 2017 e confermato successivamente dalle dichiarazioni del Ministro Padoan, con il restante 20 per cento a carico di Intesa Sanpaolo S.p.a.;
    per quanto concerne gli azionisti, non è prevista alcuna tutela; in particolare, ai sensi dell'articolo 3, sono espressamente esclusi dalla cessione ad Intesa Sanpaolo S.p.A., anche in deroga al principio della par conditio creditorum (articolo 2741 del Codice civile):
     a) determinate passività — riserve e capitale rappresentato da azioni, anche non computate nel capitale regolamentare — indicate dalle norme sul bail-in nel quadro di una procedura di risoluzione (di cui all'articolo 52, comma 1, lettera a), punti i), ii), iii) e iv), del decreto legislativo n. 180 del 2015);
     b) i debiti delle banche nei confronti dei propri azionisti, derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni delle banche o dalle violazioni della normativa sulla prestazione dei servizi di investimento riferite alle medesime azioni, ivi compresi i debiti in detti ambiti verso i soggetti destinatari di offerte di transazione presentate dalle banche stesse;
     c) le passività derivanti da controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della cessione, sorte successivamente ad essa;
    i proventi della gestione del portafoglio trasferito a Società per la Gestione di Attività S.p.a., dunque al Ministero dell'economia e delle finanze, sono destinati alle banche in liquidazione e saranno disponibili, fra molti anni, per soddisfare i creditori di quest'ultime, fra cui gli azionisti; non vi è però alcuna garanzia che si recupereranno le necessarie risorse né è prevista alcuna forma di ristoro preferenziale per coloro che, anche in ragione di controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della cessione, dimostrino di essere stati truffati dalle due banche, o nei casi in cui è evidente la violazione dei doveri d'informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni;
    se da un lato gli obbligazionisti subordinati sono dunque soddisfatti per intero, restano insoddisfatti gli azionisti, in particolare quelli danneggiati dalle condotte colpose e talvolta dolose tenute dalle due banche sia in sede di collocamento, sia in sede di esecuzione degli ordini di vendita; fra questi azionisti c’è chi ha rinunciato ad aderire alle Offerte pubbliche di transazione delle due banche — con cui hanno offerto ai soci circa il 15 per cento del valore delle azioni a fronte della rinuncia dell'azionista a qualsiasi pretesa risarcitoria in relazione all'investimento in (o mancato disinvestimento di) titoli azionari — perché confidava nell'esito delle cause civili, dei ricorsi all'Arbitro per le controversie finanziarie presso la Consob e nella giustizia penale,

impegna il Governo

ad assicurare che le banche poste in liquidazione coatta amministrativa ai sensi del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, rispondano dei danni derivanti dal contenzioso con gli azionisti e a garantire la disponibilità di risorse funzionali alle azioni risarcitorie di chi è stato leso dalle condotte tenute in sede di collocamento e di esecuzione degli ordini di vendita, anche promuovendo l'istituzione di un fondo di solidarietà ad hoc volto a concedere un rimborso preferenziale per le perdite ingiustamente subite dai suddetti azionisti, a tal fine prevedendo la possibilità di contributi al fondo dello stesso sistema bancario.
9/4565-A/130. Ginato, Moretto, Rubinato, Borghi, Miotto, Sbrollini, Zardini, Rotta, Zan, Crimì, Rostellato, Crivellari, Narduolo, De Menech, Casellato.