• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/11850    nell'articolo pubblicato su wallstreetitalia.com in data 2 febbraio 2017 si apprendono le notizie rassicuranti del Direttore generale di UniCredit, dottor Gianni Papa, e del direttore...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11850presentato daVILLAROSA Alessio Mattiatesto diGiovedì 13 luglio 2017, seduta n. 833

   VILLAROSA, SIBILIA, PESCO, ALBERTI, RUOCCO, FICO e PISANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
   nell'articolo pubblicato su wallstreetitalia.com in data 2 febbraio 2017 si apprendono le notizie rassicuranti del Direttore generale di UniCredit, dottor Gianni Papa, e del direttore finanziario di UniCredit, dottor Mirko Bianchi, i quali tranquillizzano i risparmiatori, attraverso le dichiarazioni fornite in risposta alle domande esposte in sede di audizione presso la Camera dei deputati in merito alla preoccupante questione dei bond subordinati, precisando che l'istituto che rappresentano fin dal dicembre 2015 ha provveduto ad informare la propria clientela dell'entrata in vigore, in Italia, delle procedure di burden sharing e bail-in, e che, conseguentemente, UniCredit non ha più venduto questo tipo di prodotto finanziario alla clientela retail;
   in seguito alle segnalazioni pervenute agli interroganti risulta che quanto dichiarato dai due esponenti di UniCredit sia effettivamente vero, ma esiste un fondato dubbio che tali prodotti siano stati sostituiti da altri strumenti finanziari che rientrerebbero nel capitale di rischio delle banche e quindi anche nelle eventuali procedure di burden sharing e bail-in;
   dal 2015 non sono stati più emessi bond subordinati, in quanto sostituiti da strumenti finanziari ancora più complicati rientranti nel capitale di rischio della banca e quindi nelle regole del burden sharing e del bail-in;
   trattasi prevalentemente dei cosiddetti «certificate», utilizzati già da tempo da Banca Intesa, mentre Unicredit ne ha avviato una consistente campagna di sottoscrizione anche sul canale retail tra fine 2015 e 2016 (in particolar modo, si fa riferimento ai certificates « Express», con possibilità di estinzione anticipata, e «Protetto» dove è prevista teoricamente la protezione del capitale ma solo se non fallisce l'istituto di credito in questione) –:
   se sia a conoscenza del valore complessivo dell'incremento delle sottoscrizioni di certificate da parte di Unicredit e degli altri istituti di credito italiani, se sia a conoscenza del livello di informazioni destinate alla clientela retail in merito ai richiamati, complicatissimi e rischiosi, strumenti finanziari e se reputi sufficienti tali informazioni, anche in relazione alla rilevante circostanza che tali «prodotti» potrebbero (se non lo siano già) finire nel portafoglio dei piccoli risparmiatori e cittadini italiani. (5-11850)