• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00797 l'accordo di partenariato nazionale elaborato dal Ministero dello sviluppo economico stabilisce che i territori nei quali applicare i programmi Leader-CLLD possono essere molteplici, rurali,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00797presentato daMARTELLA Andreatesto diMercoledì 30 aprile 2014, seduta n. 221

MARTELLA, MORETTO e ZOGGIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
l'accordo di partenariato nazionale elaborato dal Ministero dello sviluppo economico stabilisce che i territori nei quali applicare i programmi Leader-CLLD possono essere molteplici, rurali, urbani e anche riconducibili alla pesca;
la loro individuazione dovrà essere effettuata dai programmi regionali, in modo coordinato dai diversi Fondi;
per quanto poi riguarda specificatamente l'attuazione dell'approccio CLLD nelle aree rurali, nei programmi operativi dovrà essere data priorità alle aree C e D relativamente alla classificazione delle aree 2014-2020;
la bozza del PSR 2014/20 presentata dalla regione Veneto al partenariato il 10 aprile 2014, relativamente alla parte «Leader», stabilisce:
a) la limitazione dell'applicazione del Leader alle aree C e D, escludendo la maggior parte delle aree rurali a maggior vocazione agricola ed in particolare dell'intero Veneto orientale (collocato in area B);
b) la riduzione della quota riservata all'approccio Leader al minimo da regolamento (5 per cento del PSR, ora è l'11 per cento);
c) la riduzione dei GAL Veneti da 14 a 8;
nonostante i numerosi incontri la regione Veneto sembra intenzionata a mantenere l'esclusione delle aree B dall'applicazione del Leader 2014-2010;
la programmazione per il periodo 2014/20 è stata definitivamente avviata con l'approvazione del regolamento generale n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013 e dei singoli fondi FEASR, FESR ed FSE (il regolamento FEAMP è in fase di approvazione);
il Veneto orientale è stato interessato dal 1994 da una serie di finanziamenti speciali riservati alle aree rurali, applicati in territori diversi nelle varie programmazioni che hanno riguardato nel periodo 1994-1999, nelle aree ex obiettivo 5b, 13 comuni: il portogruarese, oltre ai comuni di Ceggia, Eraclea e Torre di Mosto); nel periodo 2000-2006, nelle aree a bassa densità abitativa e ambito di parchi, 19 comuni: l'ambito del parco del Sile e, nel Veneto Orientale, i comuni di: San Michele al Tagliamento, Caorle, Torre di Mosto, Meolo, Fossalta di Piave e Quarto d'Altino; nel periodo 2007-2013, in tutto il Veneto Orientale 16 comuni nell'ambito del PSL – Leader e 6 comuni nell'ambito del PIA-R;
tali fondi hanno rappresentato per il Vento orientale un'occasione fondamentale ed unica in quanto nelle tre programmazioni 1994-99, 2000-06 e 2007-13 sono stati realizzati quasi 300 progetti per un importo complessivo di finanziamenti pari a circa 20 milioni di euro;
i fondi Leader hanno permesso la creazione di una struttura di governance locale che, insieme alla conferenza dei sindaci e all'Intesa programmatica d'area e col coordinamento di VeGAL, ha consentito anche l'attrazione di ulteriori altri finanziamenti comunitari quali il FSE, FERS, Interreg, Life, Equal, solo per citarne i più importanti;
l'impiego di tali risorse ha permesso la realizzazione di itinerari, il recupero di manufatti storici, la promozione di eventi e manifestazioni, nonché l'avvio di un processo di valorizzazione turistica della ruralità veneta;
tali risultati sono stati possibili grazie all'azione svolta dal partenariato di VeGAL, il gruppo di azione locale che, come sancito dalla recente classifica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stato classificato come il primo in Italia per dinamicità e progettualità;
il GAL VENEZIA ORIENTALE attualmente funge da capofila del GAG Veneziano per l'attuazione locale dei fondi FEP 2007/13;
il Veneto orientale è anche ambito del Parco alimentare, un distretto di produzione di oltre 50 prodotti con vari marchi di qualità e riconoscimenti; un modello unico nel suo genere e sul quale il territorio sta scommettendo in vista di Expo2015, ma anche e soprattutto in chiave post Expo;
altre regioni, come ad esempio la Lombardia, si sono già espresse in merito alla futura applicazione dell'approccio CLLD nei FEASR 2014/20, consentendo l'ammissione anche delle cosiddette aree B;
la conferenza dei sindaci del Veneto Orientale ha approvato in data 23 aprile 2014 uno specifico ordine del giorno chiedendo alla regione Veneto di:
a) riservare all'approccio CLLD 2014/20 nell'ambito del futuro PSR finanziato dal Fondo FEASR la stessa quota riservata nella programmazione 2007/13 (pari a circa l'11 per cento);
b) di non limitare l'applicazione del CLLD 2014/20 alle sole aree C e D, ma includere anche le aree B;
c) di estendere gli ambiti di applicazione da un max di 150.000 a 250.000 abitanti, anche al fine di dare omogeneità con altre strutture di governance territoriale (ASL, IPA, conferenza dei sindaci e altro);
d) di adottare un approccio multi-fondo nell'attuazione delle strategie di sviluppo locale, prevedendo la partecipazione, oltre che del fondo FEASR, anche dei fondi FESR ed FSE, con una dotazione di risorse pari a quelle stanziate nell'ambito dei PSR;
e) di prevedere il mantenimento dell'attuale numero dei GAL Veneti, ritenendoli la forma più adatta di governance dei piani di sviluppo in relazione alle specificità territoriali dei Veneto;
si tratta di una opportunità davvero importante per l'intero territorio che non può essere vanificata da una impostazione che rischia di escludere comprensori dalle notevoli potenzialità in termini di sviluppo –:
di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto rappresentato in premessa e se intenda assumere iniziative volte a rivedere l'accordo di partenariato in modo da evitare che le cosiddette aree B possano esse escluse dall'approccio CLLD 2014/2020 consentendo in più efficace utilizzo delle risorse al servizio dello sviluppo del territorio. (3-00797)