• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04675 il territorio del Marghine-Planargia un tempo compreso nella omonima comunità montana, oggi raccolto nelle rispettive unioni dei comuni ubicate sulla linea di confine fra la provincia di Nuoro...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04675presentato daPIRAS Micheletesto diMercoledì 30 aprile 2014, seduta n. 221

PIRAS. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il territorio del Marghine-Planargia un tempo compreso nella omonima comunità montana, oggi raccolto nelle rispettive unioni dei comuni ubicate sulla linea di confine fra la provincia di Nuoro e quella di Oristano, è un'area della Sardegna profondamente colpita da una importante crisi economica e sociale, iniziata vent'anni orsono ed accelerata dal processo di rapida deindustrializzazione e dalla progressiva «ritirata dello Stato»;
tutti i comparti produttivi versano in una condizione di seria difficoltà e sia i chiari segnali di spopolamento e ripresa dell'emigrazione costituiscono l'indice demografico di uno stato di generalizzato malessere;
il combinato disposto dai consistenti tagli operati ai bilanci dei comuni e dal patto di stabilità rendono vieppiù difficoltoso l'esercizio della funzione di governo del territorio da parte degli enti locali preposti, altrettanto quanto il mantenimento di una soglia minima essenziale di servizi ai cittadini;
l'ennesimo atto che rischia di impoverire ulteriormente il territorio proviene ora dalla disposta chiusura di numerosi uffici del giudice di pace nella provincia di Nuoro fra i quali quello di Macomer, che serve l'intero comprensorio di cui sopra;
l'articolo 3 del decreto legislativo n.156 del 2012 prevede esplicitamente che «entro 60 giorni dalla pubblicazione degli Uffici soppressi, gli Enti locali [...] possono richiedere il mantenimento degli Uffici del GdP» a condizione che gli enti medesimi o consorziati si facciano carico delle spese di funzionamento ed erogazione del servizio, ivi compreso del fabbisogno di personale amministrativo;
considerata la grande rilevanza di tale servizio le unioni dei comuni del Marghine e della Planargia si propongono di avvalersi della facoltà prevista dalla norma citata, individuando i locali idonei per il mantenimento in servizio dell'ufficio del giudice di pace di Macomer;
i medesimi enti tuttavia lamentano una scarsa chiarezza della norma in merito a una serie di questioni dirimenti ed essenziali per l'effettivo esercizio della facoltà inscritta nella norma: 1) normativa vigente in materia di impiego di personale proprio degli enti locali; 2) eventuale vigenza del patto di stabilità sulle risorse destinate al mantenimento dell'ufficio in questione; 3) destinazione del gettito derivante dal funzionamento dell'ufficio medesimo;
sono da sottolineare:
la preziosa disponibilità manifestata dagli enti locali del Marghine e della Planargia;
l'importanza per il territorio del mantenimento di detto presidio della giustizia;
l'urgenza venutasi a determinare in seguito al dispositivo di chiusura dell'ufficio del giudice di pace di Macomer;
l'amministrazione della giustizia e la parità nelle condizioni di accesso per tutti i cittadini dovrebbero costituire compito primario, irrinunciabile e non delegabile dello Stato –:
se il Ministero intenda favorire la soluzione prospettata dalle unioni dei comuni del Marghine e della Planargia;
se l'impiego di personale proprio degli enti locali finalizzato al funzionamento dell'ufficio debba considerarsi in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010;
se le risorse finanziarie eventualmente impiegate dagli enti locali per il funzionamento dell'ufficio siano da considerarsi rilevanti ai fini del patto di stabilità;
se intenda assumere iniziative volte a far sì che il gettito derivante dalle controversie radicate possa essere acquisito dagli enti locali medesimi. (4-04675)