• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.1/01672    premesso che:     la direttiva dell'Unione europea 2006/123/CE, meglio conosciuta come «direttiva Bolkestein», presentata dalla Commissione europea con riferimento ai...



Atto Camera

Mozione 1-01672presentato daABRIGNANI Ignaziotesto diGiovedì 20 luglio 2017, seduta n. 838

   La Camera,
   premesso che:
    la direttiva dell'Unione europea 2006/123/CE, meglio conosciuta come «direttiva Bolkestein», presentata dalla Commissione europea con riferimento ai servizi nel mercato europeo comune, ha come obiettivo quello di facilitare la circolazione di servizi all'interno dell'Unione europea;
    l'Italia ha dato attuazione alla direttiva mediante il decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010, applicando la direttiva anche al settore del commercio ambulante su aree pubbliche;
    l'Italia è l'unico Stato membro dell'Unione europea ad aver applicato la «direttiva Bolkestein» al commercio ambulante oltre alla Spagna;
    il recepimento della «direttiva Bolkestein» nell'ambito dei mercati ambulanti comporta, fra le altre cose, l'apertura del settore a nuove imprese, il divieto di rinnovo automatico delle concessioni e l'assegnazione degli spazi pubblici tramite bandi con divieto di favorire il prestatore uscente, come previsto dagli articoli 11, 16, comma 4, e 70, comma 1, del decreto legislativo n. 59 del 2010;
    il 5 luglio 2012 la Conferenza unificata ha raggiunto un accordo, in attuazione dell'articolo 70, comma 5, del decreto legislativo n. 59 del 2010, che prevede una proroga della situazione esistente fino al 7 maggio 2017, proroga poi estesa ulteriormente attraverso il decreto-legge «milleproroghe» fino al 31 dicembre 2018 e seguita da un regime transitorio di licenze, della durata compresa fra i nove e i dodici anni, durante il quale i comuni potranno assegnare gli spazi secondo criteri che tengano conto dell'anzianità di servizio nell'esercizio del mercato su aree pubbliche, per tutelare le imprese che già svolgono la loro attività in tale mercato;
    le misure previste dal decreto legislativo n. 59 del 2010, nonostante il regime transitorio approvato dalla Conferenza unificata, non tengono conto delle peculiarità di queste attività, quasi sempre imprese individuali a dimensione familiare, che difficilmente potrebbero competere in un mercato troppo aperto. Inoltre, il decreto legislativo menzionato fa venire meno quei requisiti di stabilità necessari per programmare investimenti in strutture e personale, nonché per recuperare gli investimenti già realizzati e indispensabili per garantire un'offerta migliore;
    non bisogna dimenticare, inoltre, che questa tipologia di mercati, che conta circa 195 mila imprese e 530 mila addetti a livello nazionale, fa parte del tessuto economico delle città italiane, nonché della loro immagine turistica e tradizionale, ed anche per questo necessita di maggior tutela;
    alcune associazioni che rappresentano gli interessi dei commercianti ambulanti hanno richiesto che venga rivista la decisione di applicare la «direttiva Bolkestein» al commercio ambulante, o che quantomeno si preveda l'estensione della durata del regime transitorio delle concessioni per un tempo abbastanza ampio da permettere l'ammortamento degli investimenti realizzati;
    alcuni comuni hanno già provveduto ad emettere i bandi, violando, in certi casi, gli accordi raggiunti in sede di Conferenza Stato-regioni ed innescando una serie di ricorsi,

impegna il Governo:

1) a convocare appositi tavoli di confronto con gli operatori del commercio su aree pubbliche al fine di migliorare, anche attraverso le loro proposte, la condizione di un settore molto importante per l'economia del nostro Paese;

2) a valutare la possibilità di assumere iniziative per rivedere il decreto legislativo n. 59 del 2010, nel senso di escludere il commercio su aree pubbliche dal perimetro di applicazione della direttiva 2006/123/CE;

3) ad assumere tutte le iniziative di competenza per modificare l'articolo 70 del decreto legislativo n. 59 del 2010, al fine di prevedere che l'attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche sia riservata esclusivamente alle imprese individuali e alle società di persone;

4) ad adoperarsi al fine di prevedere, per quanto attiene alla «direttiva servizi», una deroga in favore delle concessioni demaniali marittime, elementi essenziali di un settore importante per l'economia nazionale, data la posizione geografica dell'Italia e la rilevanza turistica di buona parte delle coste della penisola e delle maggiori isole;

5) ad adottare le iniziative, per quanto di competenza, volte a far sì che non si emettano bandi per l'assegnazione degli spazi, o siano ritirati quelli eventualmente già emessi, nelle more della proroga del regime transitorio;

6) a valutare la possibilità di assumere iniziative per prorogare il regime transitorio delle concessioni attualmente fissato al 31 dicembre 2018, fino a quando non si escluda dall'ambito di applicazione della così detta direttiva Bolkestein la categoria degli ambulanti.
(1-01672) «Abrignani, Francesco Saverio Romano, Auci, Borghese, D'Agostino, D'Alessandro, Faenzi, Sottanelli, Merlo, Marcolin, Rabino, Parisi».