• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01317    premesso che:     il 6 giugno 2017 l'amministratore delegato della «Nestlé Italia» Leo Wencell, dopo un incontro con i sindacati tenutosi lo presso la sede di Confindustria...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01317presentato daAIRAUDO Giorgiotesto diGiovedì 20 luglio 2017, seduta n. 838

   Le Commissioni X e XI,
   premesso che:
    il 6 giugno 2017 l'amministratore delegato della «Nestlé Italia» Leo Wencell, dopo un incontro con i sindacati tenutosi lo presso la sede di Confindustria Umbria, nell'ambito di un piano di rinnovamento dello stabilimento Perugina sito in località San Sisto (Perugia) che prevedeva la cassa integrazione a rotazione degli operai, ha reso esplicita la volontà unilaterale dell'azienda di procedere, a decorrere dal giugno del 2018, ad un riassetto dell'organico attraverso un riequilibrio occupazionale che contemplerebbe il taglio di 340 dei circa 870 posti di lavoro attualmente attivi presso il medesimo sito industriale ed ai quali sarà possibile assicurare la continuità occupazionale solo in funzione della stagionalità tipica delle produzioni dolciarie;
    tale decisione interviene, ad un anno dalla firma di un accordo siglato il 7 aprile 2016, dopo un'estenuante trattativa con le rappresentanze sindacali, che aveva la finalità di riassorbire gli esuberi e di gestire eventuali situazioni di criticità senza impatti sociali, dietro la promessa da parte del management dell'azienda di un piano di rilancio che prevedeva un investimento pari a 60 milioni di euro in tre anni destinati al rinnovamento tecnologico, produttivo ed organizzativo, e allo studio di nuovi programmi di marketing. Nella stessa sede fu definito un percorso valido per il biennio 2017-2018, che oltre a prevedere investimenti che rendessero lo stabilimento di San Sisto più performante e supportassero il marchio Perugina nel mondo, ricorresse alla Cigs come strumento per la gestione della forza lavoro;
    sebbene la multinazionale prometta di ricollocare in altri stabilimenti tutti i lavoratori interessati dal piano di esubero, i sindacati non abbassano la guardia, soprattutto per salvaguardare il destino di un marchio fortemente legato al capoluogo umbro e di uno stabilimento che, oltre ad esprimere una forte connessione con l'identità cittadina, rappresenta per l'intera regione Umbria un fondamentale riferimento di equilibrio economico e sociale. Per questo, in sede di accordo, si era anche convenuto di dare immediato avvio a percorsi formativi che avrebbero dovuto coinvolgere, a vario titolo, i lavoratori e prioritariamente rivolti a perseguire la ricollocazione professionale all'interno del Gruppo Nestlé o presso altre aziende del territorio;
    la volontà di ridimensionare i livelli occupazionali del sito di San Sisto è giunta nonostante i dati confortanti relativi all’export del settore del cioccolato registrati dalla multinazionale. Infatti, la crisi che aveva interessato lo stabilimento, addebitata soprattutto alla carenza di investimenti e di innovazione dei suoi sistemi di produzione, è stata efficacemente arginata dal nuovo piano industriale, avendo determinato la crescita delle vendite dei prodotti del sito, tra cui i famosi «baci» e le tavolette di cioccolato, con un incremento a doppia cifra in molti Paesi stranieri con punte fino al 60 per cento in Canada e Cina;
    nel 1988 Perugina, per oltre ottant'anni noto marchio storico dell'industria dolciaria italiana, è confluita nella Nestlé Italiana spa, la multinazionale svizzera del gruppo, continuando fino ad oggi e senza soluzione di continuità ad investire nel sito produttivo umbro, mantenendo inalterato lo spirito ed i valori che da sempre hanno contraddistinto l'azienda storica e grazie ai quali, in Europa, il gruppo Nestlé detiene uno dei principali stabilimenti per la produzione del cioccolato;
    al momento dell'acquisizione la sede direzionale del gruppo IBP/CIR contava, in Umbria, tre stabilimenti produttivi: Perugina di San Sisto, un'area di 287.400 metri quadri con circa 3.500 addetti alla produzione di cioccolato; Perugina di Castiglione del Lago, ove si producevano lievitati con i marchi Ore Liete e Perugina; Buitoni di Sansepolcro, ove si producevano pasta, fette biscottate e sostitutivi del pane;
    tale radicamento sul territorio della realtà industriale aveva, inoltre, generato un considerevole indotto legato alle arti grafiche e fotografiche, alla produzioni di macchinari industriali, alla fornitura di servizi di distribuzione e di materiali di packaging, dando così lavoro a centinaia di lavoratori;
    a partire dal 1996 il gruppo Nestlé, che, nel frattempo aveva acquisito i marchi Motta, Alemagna, Maxibon, Antica Gelateria del Corso e Valle degli orti, ha cominciato a ridimensionare ed a chiudere alcuni stabilimenti storici (come quelli di Castiglione del Lago e Sansepolcro), trasferendo le relative produzioni in quello di San Sisto, a cedere la linea gelati, il comparto caramelle, compresa la storica «Rossana», e quello delle Strenne, ma, soprattutto, a distruggere l'intera rete di vendita acquisita e radicata, per quasi un secolo, sul territorio italiano;
    vertenze di questa portata, che si prospettano lunghe e difficili, trovano la loro sede naturale di risoluzione nel contesto nazionale;
    durante precedenti incontri istituzionali promossi dal Ministero dello sviluppo economico con il management della multinazionale Nestlé, utili per ricevere informazioni più precise rispetto agli obiettivi del gruppo, non risultano essere state definite strategie volte a dare garanzie occupazionali, attraverso il riassorbimento degli esuberi, ad implementare la capacità industriale del sito di San Sisto e ad evitare che la paventata riorganizzazione del personale si traduca nella concreta perdita di posti di lavoro capace di innescare una vera e propria emergenza sociale;
    a margine di un tavolo istituzionale tenutosi il 15 giugno 2017 con la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia Andrea Romizi ed i rappresentati della Nestlé, le segreterie nazionali e territoriali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, oltre ai rappresentanti confederali e alla rappresentanza sindacale unitaria di San Sisto, hanno ribadito la loro totale contrarietà e ferma opposizione al piano di esuberi esternato dal gruppo Nestlé, chiedendo di spostare la discussione ad un livello istituzionale più alto che coinvolga, oltre a comune e regione, anche il Governo, rappresentato non solo dal Ministero dello sviluppo economico, ma anche dai Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e trasporti, anche al fine di ricondurre la vertenza «Perugina», uscendo da una discussione incentrata solo sulla logica di costi e di tagli, in un contesto adeguato, ovvero nell'ambito di un ragionamento sulle prospettive di Nestlé in Italia e sul ruolo della città di Perugia nello scacchiere europeo;
    in una nota congiunta, al termine della medesima riunione, presidente della regione Umbria ed il sindaco di Perugia hanno dichiarato di voler proporre anch'essi un «tavolo nazionale presso il Ministero dello sviluppo economico, che serva a definire un accordo che metta in campo strumenti per investimenti in ricerca e sviluppo e nuove politiche industriali che siano in grado di offrire una prospettiva di nuova occupazione, traducendo in sostanza in nuovi posti di lavoro quelli che attualmente rappresentano esuberi»;
    con l'accordo di un anno fa il gruppo Nestlé si impegnava al rilancio del marchio Perugina sia in Italia che all'estero, allo sviluppo del sito di San Sisto e ad utilizzare a pieno l'articolazione tecnologica dello stabilimento migliorandone l'efficienza operativa, ma di tutto ciò, ad oggi, si è visto solo un risparmio economico realizzato sulla pelle di quei lavoratori che hanno sottoscritto i contratti di solidarietà;
    nell'ambito di una serie di iniziative di mobilitazione i sindacati, per la giornata del 19 luglio 2017 hanno indetto otto ore di sciopero al fine di consentire ai lavoratori di partecipare personalmente al presidio organizzato davanti all'ingresso del Ministero dello sviluppo economico. Per tutta la giornata del 20 luglio 2017 sono invece previste assemblee, una per ogni turno, all'interno dello stabilimento di San Sisto;
    qualora il gruppo Nestlé perseverasse sulla linea dei preannunciati licenziamenti, l'impatto sociale per il territorio umbro sarebbe pesantissimo,

impegnano il Governo:

   ad assumere le iniziative di competenza affinché la multinazionale Nestlé garantisca il pieno rispetto dell'accordo dell'aprile 2016, ritirando il piano dei preannunciati 340 esuberi;
   ad assumere tutte le necessarie iniziative volte al mantenimento presso lo stabilimento di San Sisto della Perugina degli attuali livelli occupazionali, attraverso l'implementazione del piano di rilancio siglato nell'aprile del 2016, la cui completa attuazione richiede tempi più lunghi rispetto alla prefissata scadenza a giugno del 2018 degli ammortizzatori sociali e l'attivazione di interventi di integrazione salariale in deroga.
(7-01317) «Airaudo, Civati, Marcon, Fratoianni».