• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/17379    la scorsa settimana, in sole 24 ore, nel nostro Paese, si sono verificati ben quattro femminicidi, tutti commessi dai compagni delle vittime; una sequenza terribile che fa seguito a...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17379presentato daAGOSTINI Robertatesto diMercoledì 19 luglio 2017, seduta n. 837

   ROBERTA AGOSTINI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   la scorsa settimana, in sole 24 ore, nel nostro Paese, si sono verificati ben quattro femminicidi, tutti commessi dai compagni delle vittime; una sequenza terribile che fa seguito a numerosissimi altri casi riportati in questi anni dalla cronaca, e che evidenzia l'esistenza di un problema strutturale, che non può non costituire, per le istituzioni, una priorità;
   i dati dell'Istat evidenziano che a commettere le violenze più gravi sono i partner attuali o gli ex compagni/mariti, che commettono, peraltro, stupri nel 62,7 per cento dei casi;
   le violenze fisiche, ivi comprese quelle sessuali, ma anche psicologiche, riguardano le donne italiane, come le straniere, ed i soggetti più vulnerabili sono le donne separate, divorziate o con problemi di salute o disabilità;
   troppi sono i casi in cui le donne denunciano, rimanendo spesso purtroppo inascoltate, quelli che poi diverranno i loro assassini;
   in data 2 marzo 2017, lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per la violazione dell'articolo 2 (diritto alla vita), dell'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (Cedu), in seguito alla denuncia di Elisaveta Talpis, che ha accusato le autorità italiane di non averle accordato una protezione adeguata, nonostante le sue ripetute chieste d'aiuto per le violenze subite dal marito;
   dal 2012 al 2015 Elisaveta Talpis si era rivolta diverse volte alle forze dell'ordine, vivendo altresì per tre mesi in un centro antiviolenza;
   dopo aver denunciato il marito per i numerosi atti di violenza operati nei suoi riguardi, la Talpis, sentita per la prima volta dalla polizia, aveva modificato le sue dichiarazioni, attenuando la gravità dei fatti di cui si era lamentata, come da lei successivamente dichiarato, a causa delle pressioni psicologiche del marito;
   con provvedimento del 1o agosto 2013, il giudice per le indagini preliminari: archiviò la denuncia per la parte che riguardava i maltrattamenti in famiglia e le minacce;
   nella notte del 25 novembre 2013 Andrei Talpis ha ferito gravemente Elisaveta e ucciso il figlio che aveva tentato di proteggerla;
   i giudici di Strasburgo hanno stabilito che «non agendo prontamente in seguito ad una denuncia di violenza domestica fatta dalla donna, le autorità italiane hanno privato la denuncia di qualsiasi effetto, creando una situazione di impunità che ha contribuito al ripetersi di atti di violenza, che alla fine hanno condotto al tentato suicidio della ricorrente e alla morte di suo figlio»;
   la Corte ha condannato quindi l'Italia a risarcire la vittima di 30.000 euro per danni non pecuniari e di 10.000 euro a titolo di rimborso delle spese affrontate; trattasi della prima condanna dell'Italia da parte della Cedu per un reato relativo al fenomeno della violenza domestica;
   in data 1o agosto 2014 è entrata in vigore la «Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica», meglio nota come Convenzione di Istanbul: essa, in particolare, prevede, all'articolo 50, che «Le Parti adottano le misure legislative e di altro tipo necessarie per garantire che le autorità incaricate dell'applicazione della legge affrontino in modo tempestivo e appropriato tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione, offrendo una protezione adeguata e immediata alle vittime» –:
   quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per attuare in maniera puntale quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul, sottoscritta e ratificata dal nostro Paese, così da offrire finalmente una protezione tempestiva ed adeguata a tutte le vittime della violenza di genere.
   (4-17379)