• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03894 BLUNDO, MONTEVECCHI, MORRA, PAGLINI, PUGLIA, GIROTTO, CATALFO, SANTANGELO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che il decreto legislativo n. 60 del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03894 presentata da ROSETTA ENZA BLUNDO
mercoledì 19 luglio 2017, seduta n.862

BLUNDO, MONTEVECCHI, MORRA, PAGLINI, PUGLIA, GIROTTO, CATALFO, SANTANGELO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che il decreto legislativo n. 60 del 2017, recante "Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività", viene adottato in applicazione dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge n. 107 del 2015, conosciuta come "Buona scuola". Tale decreto, in combinato disposto con l'art. 11, comma 9, della legge n. 124 del 1999 e l'art. 2 del decreto ministeriale n. 201 del 1999, a parere degli interroganti, favorisce nell'ambito della scuola pubblica solo l'insegnamento degli strumenti più conosciuti, come pianoforte, chitarra e percussioni, trascurandone altri come arpa, fagotto, corno, tromba, oboe, trombone, tuba, viola, contrabbasso;

considerato che:

a conferma della disparità, si fa riferimento, ad esempio, all'esigua diffusione dell'insegnamento dell'arpa all'interno del sistema della scuola pubblica. Si registra, infatti, la presenza di scuole medie a indirizzo musicale (SMIM) e licei a indirizzo musicale, specificatamente dedicati a tale strumento, solo sullo 0,4 per cento del territorio nazionale. Inoltre, risulta agli interroganti che al momento l'insegnamento di strumento musicale presso le SMIM costituisca integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale e, pertanto, non si configuri come formazione musicale idonea alla preparazione dei futuri musicisti. Anche in ragione di ciò, solo il 10 per cento degli studenti manifesta l'interesse a proseguire gli studi presso i licei a indirizzo musicale e nei conservatori, con la conseguenza che tra pochi anni, a giudizio degli interroganti, non esisteranno più orchestre costituite interamente da musicisti italiani;

a parere degli interroganti, l'assenza di una vera e propria "filiera musicale" per alcuni strumenti e l'autorizzazione riconosciuta ai conservatori dal decreto legislativo n. 60 del 2017 di istituire solo corsi accademici di primo e secondo livello e corsi propedeutici finalizzati alla preparazione alle prove per l'accesso ai corsi di studio accademici di primo livello, unitamente al requisito del possesso di un livello tecnico e di conoscenze avanzato per accedere ai corsi propedeutici, fanno presagire l'obbligo per la maggior parte degli allievi di prepararsi privatamente;

considerato inoltre che nel mese di maggio 2017, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con nota n. 22165 del 19 maggio 2017 concernente la mobilità professionale verso le discipline specifiche dei licei musicali, avrebbe, a giudizio degli interroganti inspiegabilmente, ridotto le ore frontali d'insegnamento del primo strumento, a giudizio degli interroganti contraddicendo quanto stabilito nel decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2010 e nel decreto interministeriale n. 211 del 2010, e cioè che lo studente abbia diritto, per lo studio del primo strumento, a 2 ore d'insegnamento frontale e a un'ora per il secondo strumento;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

sarebbe doveroso garantire, su tutto il territorio nazionale, una quota minima d'insegnamento e distribuzione di tutti gli strumenti musicali all'interno della scuola pubblica e non solo di alcuni. Far dipendere questa materia dalla mera scelta dei dirigenti scolastici e dei consigli d'istituto causa di fatto gravi danni e carenze a livello educativo e didattico, non garantisce una tutela a 360 gradi del diritto allo studio sancito dagli articoli 3, 4 e 33 della nostra Costituzione e inoltre rischia di delegare la formazione su alcuni strumenti alle scuole private;

è evidente che le ricadute sotto il profilo della qualità dell'offerta formativa sono devastanti e che la formazione musicale così offerta dalle SMIM e dai licei musicali non risulti più idonea ad assicurare un'adeguata formazione per l'utilizzo del primo strumento,

si chiede di sapere:

se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda tempestivamente adottare per garantire il diritto allo studio anche a quegli studenti che manifestano il desiderio di iscriversi a classi di strumento non presenti sul territorio nazionale ovvero, alla luce delle gravi carenze esposte, se sia in cantiere l'istituzione di quote minime percentuali di presenza di tutti gli strumenti musicali nelle scuole secondarie, ovvero di quote che garantiscano sull'intero territorio nazionale la presenza e la distribuzione di tutti gli strumenti;

se non ritenga opportuna l'istituzione di un organismo super partes di coordinamento nazionale che abbia lo scopo di garantire percorsi formativi professionalizzanti e la presenza di tutti gli strumenti nelle scuole a indirizzo musicale;

se non consideri, altresì, utile riconoscere ai conservatori, in sinergia con i provveditorati, il compito di monitorare, all'inizio di ogni anno scolastico, la situazione delle cattedre per ogni singolo strumento, allo scopo di attivare tempestivamente i corsi mancanti.

(3-03894)