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Atto a cui si riferisce:
S.1/00817 premesso che: il 23 dicembre 2016 l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato una risoluzione che ha disposto l'avvio di negoziati per definire un accordo internazionale, al fine della...



Atto Senato

Mozione 1-00817 presentata da FEDERICO FORNARO
martedì 18 luglio 2017, seduta n.860

FORNARO, BATTISTA, CORSINI, GATTI, GRANAIOLA, GUERRA, PEGORER, RICCHIUTI - Il Senato,

premesso che:

il 23 dicembre 2016 l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato una risoluzione che ha disposto l'avvio di negoziati per definire un accordo internazionale, al fine della proibizione delle armi nucleari fino alla totale eliminazione. I negoziati per la redazione del testo hanno avuto inizio con una conferenza a New York dal 27 al 31 marzo 2017;

in seguito a questa prima fase di discussione, il 22 maggio è stato pubblicato un progetto di convenzione per la proibizione delle armi nucleari. La bozza è stata oggetto di discussione nella seconda fase negoziale, che si è aperta il 15 giugno e si è conclusa il 7 luglio, quando l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato il Trattato per il bando definitivo delle armi nucleari. A votare a favore sono stati 122 Paesi; l'Italia era assente. Pertanto, il passaggio successivo per l'Italia è quello di sottoscrivere dapprima il Trattato e poi ratificarlo;

considerato che:

nonostante vi sia un numero rilevante di documenti internazionali in cui si sono da sempre sottolineati gli effetti devastanti di queste armi e si è cercato di limitarne la diffusione, per le armi nucleari non esiste un divieto generale e completo. Pertanto, un bando alle armi nucleari, legalmente vincolante, costituirebbe una significativa novità nel quadro del diritto internazionale in materia;

nel documento, il divieto delle armi nucleari è espresso in termini inequivocabili. La convenzione impone anche il divieto, per gli Stati parte, di autorizzare la presenza di armamenti nucleari o lo svolgimento di test nel proprio territorio. Quest'ultima previsione è particolarmente rilevante per i membri della Nato, come l'Italia, che ospitano nel proprio territorio armi nucleari statunitensi;

tuttavia, tale divieto vede la contrarietà dei membri della Nato, compresa quindi anche l'Italia. Come affermato in un recente intervento parlamentare, infatti, secondo l'Esecutivo «la convocazione, nel 2017, di una Conferenza delle Nazioni Unite per negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, costituisce un elemento fortemente divisivo che rischia di compromettere i nostri sforzi a favore del disarmo nucleare. Un nostro sostegno avrebbe, in altre parole, rischiato di erodere la credibilità politica del "progressive approach" e del Trattato di Non Proliferazione. In spirito costruttivo, assieme ai Paesi like-minded, abbiamo ritenuto invece preferibile continuare a promuovere o sostenere una serie di iniziative che prevedono un percorso graduale, realistico e concreto in grado di condurre a un processo di disarmo nucleare irreversibile, trasparente e verificabile». Quello che emerge pertanto è la prudenza da parte dell'Italia, al fine di non indebolire il quadro internazionale esistente,

impegna il Governo ad adottare, attraverso una nuova strategia diplomatica, azioni opportune al fine di consentire, nel rispetto degli impegni internazionali già assunti, la sottoscrizione del trattato giuridicamente vincolante sul divieto delle armi nucleari, approvato a New York il 7 luglio 2017 dalla conferenza ONU appositamente convocata, dando seguito alle conseguenti procedure di ratifica dello stesso.

(1-00817)